HOME PAGE  |   AREA DOWNLOAD  |   CONTATTI



linee pastorali
IRC
ANNO PASTORALE 2015
adorazione
 
  PAPI
IL 6 SETTEMBRE A CASSANO

Folla imponente ai funerali
di mons. Carlo Valli
Il Vescovo nell'omelia:
«Fu sempre entusiasta
della fede e della vocazione»

Condividi su Facebook Condividi su Facebook

Un prete entusiasta della propria fede e della propria vocazione, consapevole dell'importanza della fraternità tra sacerdoti, strettamente legato alla propria comunità, ma allo stesso tempo pronto a definirsi "servo inutile" e a fare un passo indietro. In questo modo mons. Lafranconi ha tratteggiato l'imponente figura di mons. Carlo Valli, parroco di Cassano per quasi quarant'anni (1962-1999), durante i solenni funerali celebrati nella chiesa di S. Maria Immacolata e San Zeno nel pomeriggio di giovedì 6 settembre. Massiccia la partecipazione dei sacerdoti - oltre cinquanta - e dei fedeli che a fatica sono riusciti ad entrare nel grande tempio cittadino. In prima fila le autorità civili e militari della città, i parenti giunti dalla lontana Cavallara, frazione di Viadana, i rappresentanti delle associazioni di volontariato con i loro labari. Al termine della liturgia esequiale si è formato un lungo, mesto corteo, ritmato dalla recita del Rosario, per accompagnare l'antico parroco al cimitero. L'anziano sacerdote riposerà nella cappella dei sacerdoti accanto ai suoi venerati predecessori. Commovente nel suo testamento spirituale l'invito all'ottimismo anche nei momenti difficili «perchè significa fidarsi di Dio che ci ama».

Photogallery delle esequie

Ascolta l'omelia di mons. Lafranconi

 

Una folla imponente, intere generazioni di cassanesi, si sono ritrovati giovedì 6 settembre nella maestosa chiesa di S. Maria Immacolata e San Zeno, per accompagnare nel suo ultimo viaggio mons. Carlo Valli, prevosto di questa terra in provincia di Milano, ma diocesi di Cremona, per quasi quarant'anni. Arrivò da Pieve d'Olmi, dove era parroco solo da tre anni, nella stagione difficle della massiccia immigrazione che ha portato Cassano ad un grande sviluppo urbanistico e a un significativo cambiamento sociale. Vi giunse intimorito per la mole di lavoro e per la successione a pastori santi e lungimiranti, eppure la sua profonda passione per Cristo e la verità, la sua vasta cultura, il tratto chiaro e deciso lo portarano, ben presto, ad essere stimato dall'intera comunità.

In prima fila i nipoti e i cugini di Cavallara, la frazione di Viadana che lasciò giovanissimo per entrare nel Seminario di Cremona. In quella terra mantovana non vi ha fatto più ritorno: fu vicario a Casalbuttano, poi a Sant'Agata in città e quindi parroco a Pieve d'Olmi e, infine, prevosto a Cassano. Eppure del mantovano aveva la determinatezza, la sincerità delle relazioni, l'intraprendenza, la concretezza.

Cassano gli deve molto non solo sul piano ecclesiale - fu lui a costruire le due chiese di Cristo Re e dell'Immacolata che poi divennero parrocchia -, ma anche civile e sociale. I suoi «quaderni del Portavoce» sono vere e proprie maniere di informazioni per poter redarre una storia organica e seria della città. La presenza delle autorità civili e militari voleva testimoniare proprio questa riconoscenza.

Fu senz'altro una figura significativa del clero diocesano, premiato anche con la nomina prima a cappellano e poi a prelato d'onore di Sua Santità. Fece parte del Collegio dei Consultori, organismo  chiamato spesso a prendere decisioni importanti anche in materia economica, e in qualità di membro anziano fu lui a pronunciare l'elogio funebre a mons. Assi durante i funerali celebrati dal card. Martini.

Nella chiesa di San Zeno  si sono radunati in centinaia per dirgli addio. I preti sul presbiterio, i fedeli laici nell'unica grande navata. I suoi antichi vicari, i tanti giovani avviati al sacerdozio, i compagni di Seminario. Accanto al Vescovo vi erano il vicario generale, mons. Marchesi, il prevosto attuale, mons. Fusar Imperatore, quello emerito don Lodigiani e il nipote don Carlo Valli junior, parroco a Cogozzo.

Nell'omelia mons. Lafranconi ha evidenziato tre tratti fondamentali di mons. Valli. Anzitutto il suo continuo stupore dinanzi all'opera compiuta da Dio: «Egli si meravigliava - ha spiegato mons. Lafranconi - del grande evento del Concilio così come del candore dell'animo di un bambino in procinto di fare la prima Comunione. Ma soprattutto si stupiva della sua vocazione e ciò gli accadeva anche tarda età: solo chi ci crede veramente può provare tali sentimenti. Nel suo testamento spirituale redatto nel 2004 non temeva nel dire che "fare il sacerdote è il regalo più bello che un uomo possa ricevere da Dio"».

Un secondo tratto è il desiderio di una fraternità vera e profonda con gli altri sacerdoti: «Un giovane prete - ha continuato il presule - che, di passaggio a Cassano, era andato a trovarlo, dovette per forza fermarsi a pranzo da lui perchè non era mai capitato "che un confratello gli avesse fatto visita e non si fosse seduto alla sua tavola". Questo vecchio sacerdote ci sollecita, dunque, a condividere una fraternità caratterizzata dalla verità del dire e dalla carità nel comprendere».

Infine il vescovo Dante ha citato la profonda umiltà di don Carlo il quale, pur essendo profondamente legato alla comunità di Cassano, non ci pensò due volte quando dovette rinunciare: «Egli - ha concluso mons. Lafranconi - alla pari di Paolo si è considerato un servo inutile, un semplice strumento nelle mani di Cristo, l'unico che è morto per salvarci dal peccato. Nel suo testamento spirituale spiega di aver commesso molti errori e di aver lasciato tante cose incompiute e per questo chiede perdono a Dio e alla sua comunità».

Infine mons. Lafranconi ha citato l'ultima parte del testamento, un vero proprio lascito spirituale alla comunità di Cassano d'Adda: «Non rallentate la tradizione di fede, l'amore al Signore, la testimonianza. Tenete unita la famiglia, praticate i sacramenti, coltivate l'ottimismo anche nei momenti difficili proprio perchè significa fidarsi di Dio che ci ama. E tu Signore conosci il vagare dei miei passi, le lacrime nell'otre tu raccogli, tutto hai registrato nel tuo libro. Accoglimi nella tua casa come hai accolto il figlio prodigo fatto esperto della vanità del tempo presente».

Al termine dell'Eucaristia, dopo i riti esequiali, il Vescovo e i sacerdoti hanno accompagnato il feretro fin sul sagrato. Qui, dopo l'ultima benedizione, si è formato il lungo corteo verso il cimitero. In cammino anche tanti giovani e ragazzi che hanno conosciuto don Valli dal racconto commosso dei loro nonni e genitori.

 

Biografia di mons. Carlo Valli

Mons. Carlo Valli nasce a Cavallara (MN) il 9 novembre 1920, terz’ultimo di dodici fratelli. Fu ordinato sacerdote il 25 marzo del 1944 da mons. Giovanni Cazzani insieme ad altri 18 confratelli, dei quali ora rimane in vita solo don Pietro Cavaglieri.

Mons. Valli iniziò il proprio ministero pastorale come vicario a Casalbuttano (1944-1952) e poi presso la parrocchia di S. Agata a Cremona (1952-1959). Durante il suo ministero a Cremona fu anche cappellano del campo profughi e direttore spirituale del Seminario vescovile.

Nel 1959 mons. Danio Bolognini lo promosse parroco destinandolo alla comunità S. Geminiano Vescovo in Pieve d’Olmi.

Nel 1962 il trasferimento a Cassano d’Adda alla guida della parrocchia S. Maria Immacolata e S. Zeno, dove rimase parroco sino al 1999 quando fu insignito dell’onorificenza pontificia di Prelato d’onore di Sua Santità. In seguito, per circa un anno, mons. Valli fu amministratore parrocchiale della frazione Cascine San Pietro (2000-2001).

Di mons. Valli va ricordata anche la passione per la storia e la cultura locale che lo portò a svolgere accurate ricerche d’archivio e raccogliere preziose testimonianze che hanno permesso la pubblicazione di numerosi “Quaderni del Portavoce” dedicati alla storia, alle tradizioni, alle strutture e ai personaggi illustri di Cassano.

Figura eminente del presbiterio diocesano, fece parte del Collegio dei Consultori e, proprio in veste di membro anziano di tale organismo, pronunciò la commemorazione funebre di mons. Enrico Assi al termine dei solenni funerali presieduti dal card. Martini nella Cattedrale di Cremona sabato 19 settembre 1992.

È deceduto nella mattinata di martedì 4 settembre nella sua casa di Cassano d'Adda.

 

 

 

convegno firenze


Liturgia


In Evidenza

TUTTI A TAVOLA
Speciale dedicato
al Grest 2015
QUARESIMA
E PASQUA 2015
Eventi e liturgie
ATTIVITA'
DEL VESCOVO
Dante Lafranconi
FORMAZIONE E CATECHESI
Corsi e sussidi
ANIMAZIONE LITURGICA
Corsi e sussidi
CLERO DIOCESANO
Nomine ed eventi
CORSO BIBLICO
DI DON CAVEDO
Dio o religione?
FORMAZIONE SOCIO-POLITICA
I materiali del corso
VITA CONSACRATA
Religiose e religiosi
ESTATE 2014
Iniziative e proposte
durante le vacanze
LINEE PASTORALI
Speciale
biennio 2012/2014
CARITA' E VOLONTARIATO
Proposte ed eventi
PASTORALE GIOVANILE
Formazione ed eventi
AGGREGAZIONI ECCLESIALI
Proposte ed eventi
ARCHIVIO
Materiali, documenti e ricordi

 
Cattedrale di Cremona
Santuario di Caravaggio
TRC - Teleradio Cremona Cittanova
NEC - Nuova Editrice Cremonese
La Vita Cattolica
Caritas Cremonese
FOCr - Federazione Oratori Cremonesi
ISSR - Istituto Superiore Scienze Religiose
delle Diocesi di Crema, Cremona e Lodi
Scuola diocesana di musica sacra
Case vacanze
Zona1
AC
ACLI Cremona
UNITALSI Cremona
dvd conte