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SABATO 14 GIUGNO - CATTEDRALE

Don Bottesini ordinato prete
Il vescovo Dante nell'omelia:
«Ministro di misericordia
e segno di comunione»

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Ministro di misericordia e servo della comunione. Su questi due fulcri essenziali don Matteo Bottesini, giovane diacono di Fontanella, dovrà costruire la propria identità sacerdotale. L’invito è venuto dal vescovo Lafranconi durante la liturgia di ordinazione che si è svolta nel pomeriggio di ieri in una Cattedrale colma di fedeli, soprattutto giovani. Presenti una cinquantina di sacerdoti, tra di essi il vicario generale mons. Mario Marchesi, i superiori del Seminario (il rettore don Trevisi, il direttore spirituale don Margini e il vicerettore don D'Agostino) e il parroco della comunità di origine, don Libero Salini, visibilmente emozionato. I seminaristi diocesani, compagni di don Matteo per un tratto significativo di cammino, hanno assicurato il servizio liturgico sotto l'abile regia del cerimoniere vescovile don Flavio Meani. L'intero rito è stato tramesso in diretta su Cremona1 e sul nostro portale grazie alla sinergia tra Teleradio Cremona e l'ufficio diocesano per le comunicazioni sociali.
 

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LA PRIMA MESSA A FONTANELLA

 
La celebrazione, iniziata alle 17, è stata particolarmente solenne grazie anche alla parte musicale ben diretta da don Graziano Ghisolfi: al Coro della Cattedrale si è aggiunto quello della parrocchia di Fontanella accompagnati all’organo Mascioni dal maestro Ruggeri e alla trombe da Antonio Quero e Marco Vestiboli.

Don Matteo, rivestito dal camice e della stola diaconale, ha seguito l’intera liturgia della Parola dalla navata centrale, con alle spalle i propri genitori e familiari. Una volta proclamato il Vangelo è iniziata la liturgia di ordinazione  con la presentazione del candidato e la sua elezione. Un gesto tutt’altro che formale: l’ordinando, chiamato tra il Popolo di Dio, ha risposto il proprio «eccomi» e la Chiesa da parte sua, rappresentata dal Vescovo, ha riconosciuto la sua idoneità a svolgere il ministero presbiterale.

«Questa festa – ha quindi spiegato mons. Lafranconi nell’omelia – presenta la Trinità come un mistero di misericordia e di comunione». E così ha proseguito: «La misericordia, che trasforma la storia umana in evento di grazia, oggi si concretizza nel gesto dell’ordinazione sacerdotale che è parte integrante del disegno di salvezza di Dio. Anzitutto don Matteo sperimenta in e per se stesso la misericordia di essere stato scelto e in secondo luogo egli diventa segno e strumento di misericordia per ogni uomo». Il presule ha spiegato a don Bottesini che egli renderà storicamente presente la misericordia di Dio ogni volta che celebrerà i sacramenti e che benedirà appellandosi alla Trinità.

Mons. Lafranconi ha poi sottolineato come la Chiesa sia il riflesso terreno della Trinità e come il sacerdote sia chiamato ad essere sempre segno di comunione: «Lo è perchè anzitutto vive in comunione con Cristo, poi con il suo Vescovo e, infine col presbiterio nel quale è inserito».
 
E fissando negli occhi il giovane ordinando ha concluso: «Non so se sia più facile coltivare la comunione con Cristo o con il  Vescovo o con i fratelli sacerdoti. Quello che è vero è che la comunione è sacrosanta in tutti questi aspetti. Non si può pretendere di vivere solo una dimensione a discapito di tutte le altre! La comunone o è totale o non è vera».  Ma la comunione non è solo una bella parola o un pio desiderio: «essa cresce all'ombra di quello che la seconda lettura ci ha ricordato poco fa: abbiate gli stessi sentmenti, vivete in pace, salutatevi con il bacio santo, fatevi coraggio a vicenda»

Terminata l’omelia don Matteo è salito in presbiterio e si posto dinanzi a mons. Lafranconi per essere interrogato circa gli impegni propri del sacerdote: la fedele cooperazione con l’ordine dei vescovi,  la predicazione della Parola, la celebrazione dei sacramenti, la preghiera di intercessione per il popolo di Dio, la conformazione a Cristo sacerdote.

E mentre l’ordinando si prostrava a terra, in segno di totale e assoluto abbandono a Dio, un cantore ha intonato le litanie dei santi: la Chiesa che cammina nel mondo ha chiesto a quella che già gode la visione beatifica di Dio una particolare intercessione per questo suo figlio.

Sono seguiti i due gesti più importanti: l’imposizione delle mani prima da parte del Vescovo e poi di tutti i presbiteri e quindi la recita della lunga preghiera di ordinazione.
 
I successivi riti esplicativi non hanno fatto altro che mostrare la nuova dignità di don Matteo, quella sacerdotale. Ecco perchè è stato rivestito dalla stola presbiterale e della casula, gli sono state unte le mani con il Sacro Crisma e gli è stato consegnato il pane e il vino, elementi necessari per il sacrificio eucaristico.

L’abbraccio di pace con mons. Lafranconi e con tutti gli altri preti ha sciolto definitivamente la tensione. Don Matteo ha poi concelebrato la liturgia eucaristica accanto al Vescovo e a decine di sacerdoti, ora suoi confratelli. Quindi ha distribuito l'Eucaristia, anzitutto ai suoi familiari, poi agli amici dell'oratorio di Fontanella e poi a quelli di Vicomoscano-Quattrocase-Casalbellotto-Fossa Caprara, comunità in cui ha svolto il suo ministero diaconale.
 
Domenica 15 giugno, alle 10.30, nella chiesa di San Cassiano a Fontanella, il sacerdote novello celebrerà la sua prima Messa affiancato dal parroco, dal vicario don Davide Osio e da don Vittorio Bergomi, anziano sacerdote originario del paese che tanta parte ha avuto nella scoperta della vocazione del giovane prete. In serata i ragazzi dell’oratorio proporanno il musical «Don Bosco» preparato per l'occasione.

Don Matteo, classe 1981, prima di intraprendere il cammino verso il sacerdozio ha lavorato per sei anni in un istituto bancario, all’inizio come cassiere e poi nell’area commerciale. Molto appassionato di fotografia e di viaggi, ha fatto parte della Protezione Civile e della Croce Rossa. Lo scorso 28 settembre ha ricevuto l’ordinazione diaconale.
 

 

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