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27 SETTEMBRE IN CATTEDRALE

Don Bertoni ordinato diacono
Il Vescovo Dante nell'omelia:
«Come Cristo sarai per sempre
servo umile e obbediente»

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Servizio generoso al popolo cristiano e obbedienza piena alla volontà di Dio e al proprio Vescovo, celibato come segno di una consegna definitiva al Signore e umiltà come filo conduttore del proprio ministero nella Chiesa. Sono queste le caratteristiche del diacono che mons. Dante Lafranconi ha rimarcato durante la solenne ordinazione di don Alessandro Bertoni, classe 1977, originario di Roggione di Pizzighettone. La liturgia, concelebrata da una cinquantina di sacerdoti, si è svolta sabato 27 settembre in una Cattedrale gremita di fedeli, provenienti soprattutto dalla comunità di origine di don Alessandro, ma anche da quelle dove ha svolto il proprio servizio pastorale durante gli anni di formazione. Presenti anche alcuni fedeli di Vicomoscano, Casalbellotto, Fossa Caprara e Quattrocase: le quattro parrocchie dove don Bertoni eserciterà il proprio servizio diaconale fino al 13 giugno quando sarà ordinato sacerdote. I canti sono stati proposti dal Coro della Cattedrale insieme alla Schora cantorum di Roggione diretti dal maestro don Graziano Ghisolfi e accompagnati all’organo dal maestro Fausto Caporali.

Omelia del Vescovo Lafranconi (mp3)

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Alle 15.30 dalla sagrestia capitolare è partita la processione introitale aperta dai seminaristi diocesani coaudiuvati da alcuni ministranti della parrocchia di Roggione.  Subito dietro procedeva Alessandro rivestito del semplice camice e con in mano una candela accesa, simbolo della sua dignità battesimale. Accanto a lui, il parroco don Gianmarco Fodri, che nei prossimi giorni si trasferirà a Casalbuttano. Seguivano i diaconi permanenti, una quarantina di sacerdoti, i canonici del Capitolo, il vicario generale, mons. Mario Marchesi, il rettore del Seminario, don Enrico Trevisi e il vescovo Lafranconi. Presenti anche il vicerettore don Marco D'Agostino e il direttore spirituale don Primo Margini.

Giunto dinanzi al presbiterio Alessandro ha posato la candela e si è sistemato su una sedia posta proprio davanti all'ambone: dietro di lui, emozionatissimi, il papà e gli altri familiari. Dall'assemblea l'ordinando ha seguito tutta la liturgia della Parola. Solo dopo la proclamazione del Vangelo si è alzato e, alla chiamata della Chiesa, ha risposto il suo «Eccomi», il penultimo, ma certamente quello più importante, perchè definitivo.
 
È seguito il dialogo, previsto dalla liturgia tra il Vescovo e il rettore del Seminario, circa l'idoneità del candidato che si è concluso con l’assenso del Presule all’ordinazione.

A questo punto il vescovo Dante ha pronunciato l’omelia, quasi totalmente ispirata alla seconda lettura nella quale san Paolo definisce Gesù servo obbediente fino alla morte di Croce. «Col diaconato – ha esordito – tu sei costituito servo del popolo di Dio». E come Cristo assunse la condizione di servo così don Alessandro dovrà non semplicemente compiere un ministero, ma entrare stabilmente nella condizione di servo. «Tutto questo Gesù lo ha fatto liberamente, senza costrizioni, pur essendo Dio. Oggi anche tu don Alessandro fai una libera scelta, non sei obbligato!». Una scelta che lo rende per sempre immagine del Cristo servo obbediente: «Anche tu esprimi la tua condizione di servo nell’obbedienza perché in fondo servire e obbedire sono inseparabili. Proprio per questo nel momento in cui sarai ordinato diacono ti chiederò di promettere a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza! Il fatto che si citino anche i miei successori significa che è una promessa che vale per tutta la vita. I Vescovi potranno essere tanti o pochi, graditi o non graditi, ma la tua promessa di obbedienza è fatta: una volta per sempre». Così come per sempre sarà la condizione di diacono: «Anche quando sarai ordinato sacerdote non cesserai di portare in te il segno dell’essere servitore del popolo di Dio».

Esempio di servizio e obbedienza totale è  la Vergine Maria che aderisce in maniera totale al disegno di Dio: «In lei potrai trovare sempre un sostengo, un esempio, un accompagnamento nei momenti in cui l’obbedienza sarà particolarmente difficile».

Nella seconda parte della sua omelia mons. Lafranconi ha riflettutto sul significato del servizio al Popolo di Dio: «L’obiettivo del tuo essere diacono è il bene di tutta la Chiesa, di tutta la comunità dei credenti, non il tuo bene personale o di chi ti sta a cuore. Queste esigenze ti saranno presentate attraverso la voce del Vescovo, i suggerimenti interiori della Parola di Dio e il confronto ecclesiale. Certo non è così facile capire che cosa serve al popolo di Dio, ma sappiamo da una tradizione ascetica che ha formato i santi che non ci può essere discernimento della volontà di Dio se non passando attraverso la mediazione di chi guida la Chiesa e condivide la vocazione di servitore».

Mons. Lafranconi non ha nascosto che nell’esercizio del ministero ci saranno passaggi complicati e difficili ma anche aggiunto «Quel Dio che ti ha chiamato e che oggi offre una configurazione e un volto nuovo alla tua identità di cristiano ti darà anche la grazia, la forza e la libertà di essere a servizio del popolo anche quando questo servizio ti potrà piacere di meno».

Infine un accenno al celibato, che manifesta chiaramente una totale dedizione a Dio e agli uomini, ma anche all’umiltà: «Un servitore che non è umile smentisce se stesso! Un servitore che presume di sapere di più della volontà di Dio, del magistero della Chiesa, delle indicazioni che gli sono offerte non è conforme al Vangelo. Così come occorre bandire ogni pretesa di riconoscimento del proprio lavoro o dei propri diritti.  Gesù ci ha detto di servire gratuitamente: quando avremo fatto tutto quello che ci è stato richiesto dobbiamo dire di essere servi inutili».

Dopo l’omelia don Bertoni è stato interrogato circa gli impegni propri dell’ordine diaconale. È seguito, quindi, il canto delle litanie dei santi, l’imposizione delle mani del Vescovo e la preghiera di ordinazione.

La liturgia è proseguita con i riti esplicativi: la vestizione dell’abito proprio (stola e dalmatica), la consegna del libro dei Vangeli e l’abbraccio di pace con il Vescovo e gli altri diaconi presenti.

La Messa è poi continuata con la professione di fede e la liturgia eucaristica servita dal novello diacono.

I canti sono stati proposti dal Coro della Cattedrale insieme alla Schora cantorum di Roggione diretti dal maestro don Graziano Ghisolfi e accompagnati all’organo dal maestro Fausto Caporali.

Secondo una bella consuetudine la festa è continuata in Seminario con un buffet al quale sono intervenuti familiari e amici di don Alessandro.


 
Biografia di don Bertoni

Don Alessandro Bertoni è nato il 7 dicembre 1977 a Codogno (Lo). Secondo di due fratelli, è cresciuto nella parrocchia della Beata Vergine del Roggione, nell’omonima frazione di Pizzighettone, dove è sempre stato impegnato come catechista, cantore e chitarrista, animatore ed educatore, membro del  Consiglio d’Oratorio, oltre che membro della Commissione zonale di Pastorale giovanile.

Diplomatosi all’IPIALL Stradivari di Cremona come tecnico per l’industria del mobile e l’arredamento nel 1996, nel 2002 si è laureato in Design al Politecnico di Milano. Dopo il servizio civile nella Croce Rossa Italia, don Bertoni ha svolto alcuni lavori: prima come operaio e impiegato in aziende tessili, poi impiegato commerciale in un’azienda di imballaggi per alimenti.

Nel settembre del 2008 l’ingresso in Seminario, nella classe di Propedeutica.
Durante gli anni di formazione ha prestato servizio pastorale nella parrocchia cittadine dello Zaist (2008/9), del Boschetto (2010/11)e di S. Michele (2012/13), a Formigara (2009/10) e a Castelverde (2013/14). Per due anni, inoltre, si è occupato del Centro diocesano vocazioni.

Quest'anno presterà servizio nelle comunità di Vicomoscano, Quattrocase, Casalbellotto e Fossa Caprara.

Sabato 13 giugno, alle 17, in Cattedrale a Cremona, Bertoni riceverà l'ordinazione presbiterale.

 

 

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