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VERSO EXPO 2015

On line l'intervento
di Andrea Baranes di Banca Etica
sulle speculazioni della finanza
sui prodotti agricoli

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La finanza  dovrebbe essere orientata a servizio dell’economia reale, ad ampliare le possibilità delle donne e degli uomini del pianeta nel migliorare i propri livelli di vita e, se usata correttamente, può promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo. Invece, strumenti finanziari come i derivati, nati con lo scopo di stabilizzare i mercati e facilitare la compravendita di merci, sono diventati un mezzo per speculare anche su prodotti essenziali come i generi alimentari facendone, così, lievitare il prezzo. È successo nel 2008 quando massicce e improvise speculazioni su grano, mais, e riso hanno provocato una repentina impennata nei prezzi di questi beni con gravi conseguenze specialmente nei paesi più poveri: stime Onu parlano di 100 milioni di affamati in più. È questo uno dei più importanti passaggi dell'intervento che Andrea Baranes, presidente della «Fondazione Culturale Responsabilità Etica» di Banca Etica, ha tenuto mercoledì 29 ottobre nella sala Zanoni di Cremona. Invitato dalle Acli e da altre realtà del terzo settore, Baranes ha tenuto una relazione dal titolo «Sulla fame non si specula». Si è trattato del terzo appuntamento di un preciso percorso di formazione e sensibilizzazione in vista di Expo 2015.

Ascolta l'intervento di Baranes

 
Oggi, la speculazione sui beni agricoli sta galoppando a un ritmo ossessivo e il suo trend è fortemente in crescita: il volume degli scambi dei futures (contratti a termine) sulle materie prime - per il mais, per esempio-  è passato da 1 milione di operazioni nel 2002 a punte di oltre 9 milioni nel 2010. Molte di queste operazioni sono delle vere e proprie scommesse effettuate da operatori che non hanno alcun interesse nel mercato dei prodotti agricoli, ma solo ai profitti legati alla compravendita di titoli.

Il punto di vista di Banca Etica è che se il libero mercato va bene, l’interpretazione liberista o neoliberista invece no, perchè conduce a un mercato finanziario senza regole e trasparenza dove c’è la libertà di speculare perfino sulla fame e dove vale solo la legge del più forte.

Una questione di vitale importanza come quella del cibo, impone di mettere subito in atto strumenti alternativi e correttivi che esistono e che  funzionano. Perchè aspettare? Ciò che manca è la volontà politica.

Per questo, Fondazione culturale Banca Etica, insieme ad altri soggetti internazionali, è tra i firmatari di un appello per fermare le speculazioni finanziarie sui beni alimentari. Si chiede ai governi e all’UE un controllo efficace sui derivati del cibo per proteggere i consumatori dal rialzo improvviso dei prezzi e perciò dalla fame. Usando una metafora, si può dire che - fino ad ora - si sono date le regole ai pedoni anzichè a chi corre con la Ferrari.

Si sa che i governi si muoveranno in modo deciso solo quando capiranno che c’è una grande aspettativa nei loro confronti e quando dovranno rendere conto davvero delle loro iniziative. E allora occorre una grande mobilitazione.
 
Banca Etica e molte associazioni italiane si stanno impegnando nella campagna “sulla fame non si specula” (www.sullafamenonsispecula.org) e in vista di Expo 2015 stanno avanzando proposte perchè l’evento segni una svolta reale che porta a nutrire i popoli anzichè gli speculatori di tutto il mondo. Proprio dalla piazza finanziaria di Milano, dove ogni giorno si scambiano i derivati legati ai beni alimentari, essa chiede che parta un segnale che dica che il diritto al cibo vale più del profitto di quello che è ormai diventato un gioco d’azzardo sulla fame degli altri.

Dice papa Francesco «Quando la speculazione finanziaria condiziona il prezzo degli alimenti trattandoli come una merce qualsiasi, milioni di persone soffrono e muoiono di fame. Ciò costituisce un vero scandalo. La fame è criminale, l’alimentazione è un diritto inalienabile». Allora come cattolici,  non possiamo proprio più tirarci indietro.
 
Git provinciale di Banca Etica
(Gruppo iniziativa territoriale provinciale)

 

Chi è Andrea Baranes

Andrea Baranes è presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, della rete di Banca Etica, e membro del Comitato Etico di Etica Sgr. È stato portavoce della campagna 005 per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, responsabile delle campagne su istituzioni finanziarie private presso la CRBM e membro del Direttivo della rete internazionale BankTrack. Ha pubblicato libri sui temi della finanza e dell’economia, Collabora con riviste specializzate e con i siti dell’Huffington Post. Lavora alla Campagna per la Riforma della Banca Mondiale in qualità di responsabile per le campagne su banche private e finanza.

Il percorso tra settembe e febbraio sui temi di Expo 2015


 

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