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SCUOLA DI MUSICA SACRA

Con il concerto in Cattedrale
di Giancarlo Parodi al Mascioni
chiusa la prima edizione
del Festival organistico Merula

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A detta di pubblico e addetti ai lavori, è stato un concerto fuori dal comune quello tenuto la sera di domenica 9 novembre in Cattedrale da Giancaro Parodi. Il concerto, che ha concluso ufficialmente la prima edizione del Festival Organistico Internazionale “Tarquinio Merula”, organizzato dalla Scuola diocesana di musica sacra “Dante Caifa” con il sostegno della Fondazione Arvedi-Buschini, è stato occasione per festeggiare il trentennale dell'edificazione del grand'organo Mascioni alla vigilia delle festa patronale di sant’Omobono.

Il noto organista ha eseguito alla tastiera del Mascioni (strumento al quale è particolarmente legato e sul quale tenne uno dei primi concerti inaugurali) un programma straordinario sotto ogni profilo, sia per impegno tecnico e interpretativo sia perché scandito da brani e autori quanto mai vari e sorprendenti. La stella polare è stato il commovente finale della Passione secondo Matteo di Bach (trascritto per organo da Widor) proposto alla fine e preceduto da composizioni di autori dell'800 inglese quali Henry Marcellus Higgs (Toccata) ed Herbert Brewer (Meditation on the name BACH), dal Preludio e fuga in do minore di Domenico Bartolucci (mitico direttore del coro della Cappella Sistina per oltre quarant'anni), dall'armonicamente e tecnicamente scabroso Andante e Allegrodell'ungherese Frigyes Hidas, dall'interessantissima Sweite Sonate di Harald Genzmer, compositore tedesco che in pieno '900 ha dimostrato come si potesse scrivere musica organistica con un linguaggio attuale pur senza tradire il dettato bachiano. Parodi ha eseguito tutto ciò con una classe, una padronanza esecutiva e una tenuta mentale eccezionali, conquistando il numeroso pubblico.

Come bis, affacciandosi alla balaustra della cantoria del Mascioni, ha annunciato l'esecuzione di una Sortie di un autore francese dell'800, come a dire – usando lo strumento dell'ironia che gli è proprio – che dopo un programma così massacrante era ora di “uscire” tutti dal duomo.

Il concerto è stato preceduto dal saluto del parroco della Cattedrale, don Alberto Franzini, e dall'intervento del direttore della Scuola diocesana di musica sacra, il maestro Marco Ruggeri, che ha presentato le due ultime iniziative editoriali dell'istituto: il cd “Evocazioni”, registrato dallo stesso Parodi sul Mascioni lo scorso luglio; e il volume delle opere per organo diGiuseppe Denti (1882-1977), versatile musicista e poeta cremonese di cui Parodi ha inserito in programma una suggestiva Pastorale.

In chiusura il ringraziamento di don Giuseppe Ferri, presidente della Scuola diocesana, che ha sintetizzato il percorso del festival organistico e ringraziato la Fondazione Arvedi-Buschini per il sostegno all'iniziativa.

Il festival organistico dedicato a Tarquinio Merula (organista in duomo a Cremona e a Varsavia alla corte di Sigismondo III, fautore, nella prima metà del Seicento, della prima raccolta di Sonate strumentali) ha così sigillato il successo dell'edizione di debutto, partita il 12 ottobre da Calcio e proseguita attraverso il territorio diocesano in un percorso di otto tappe alla scoperta di strumenti di eccezionale valore storico e tecnico, sulle note di alcuni dei più grandi maestri d'organo del nostro tempo.

 

Giancarlo Parodi Dal 1963 organista della basilica di Santa Maria Assunta in Gallarate (Varese). Già titolare della cattedra di organo e composizione organistica al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Professore emerito di Organo principale al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma. Docente alla Scuola diocesana di musica “Santa Cecilia” di Brescia. Fondatore e Presidente onorario a vita dell’ Associazione organistica “Renato Lunelli” di Trento. È socio accademico dell’Accademia degli Agiati di Rovereto, dell’Accademia degli Accesi e del Buonconsiglio di Trento, dell’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo È Commendatore “Al merito della  Repubblica Italiana” e Commendatore dell’ “Ordine di San Gregorio Magno” della Città del Vaticano. Rilevante la sua attività concertistica in Italia, Europa, Usa, Giappone, Russia, Messico, Corea e Repubblica Dominicana. Copiose le riprese radiofoniche e televisive delle più importanti reti italiane ed estere. Ha inciso un cospicuo numero di LP e CD (oltre sessanta) con musiche di J. S. Bach, della famiglia Bach e di compositori del ’700, ’800 e ’900. È invitato a far parte di giurie per concorsi organistici internazionali e nazionali, a tenere masterclass e corsi di perfezionamento in Italia e all’estero. La Libreria Editrice Vaticana e il PIMS di Roma, hanno pubblicato il volume “Schegge in contrappunto. Colloqui con Giancarlo Parodi” a cura del prof Battista Quinto Borghi.

Organo Mascioni, op. 1066 (1984). Il primo organo di cui si ha notizia risale al 1425 (ma costruito probabilmente per sostituirne uno precedente), cui fanno seguito gli strumenti di Lorenzo Casali (1482) e di Giovanni Battista Facchetti (1546), conservato nel canneggio ma rifatto integralmente nella struttura da Bernardino Virchi nel 1621), per giungere agli organi di Eugenio Biroldi (1826), di Pacifico Inzoli (1879), della ditta Balbiani (1937) e Mascioni (1984). Se si escludono l’organo medievale (la cui esistenza pare ovvia, anche se solo presunta) e l’intervento radicale di Virchi, ben sei sono gli organi nuovi edificati in Cattedrale nel corso di cinquecento anni. Cassa e cantoria, disegnate da Giulio Campi nel 1543, sono opera di Filippo Vianini e Giuseppe Sacca (1544), mentre la doratura è dei fratelli Sabbioneta e risale al 1562. La facciata attuale, che sostituisce il precedente analogo prospetto di Giovanni Battista Facchetti del 1546, è opera di Pacifico Inzoli (1879), realizzata con il materiale rifuso proveniente dall’organo antegnatiano della chiesa cremonese di S. Pietro al Po. Lo strumento attuale è opera della ditta Mascioni e risale al 1985 (op. 1066). Dello strumento di Inzoli, oltre alla facciata, sono conservati i registri della Tromba 8’ del G.O. e del Principale 16’; a Biroldi appartengono la Tromba 16’ e tutto il Ripieno (10 file) del G.O.; il Contrabasso 16’ è di fattura settecentesca. Tre tastiere di 61 note (Do1-Do6); pedaliera concavo-radiale di 32 note (Do1-Sol3). Trasmissione meccanica per le tastiere e pedaliera; trasmissione elettrica per i registri.

 

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