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VENERDI' 7 NOVEMBRE

Messa del Vescovo a Lodi
nella festa del beato Grossi:
«Figura che interpella i preti
a riportare il Vangelo
nel tessuto della vita»

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Venerdì 7 novembre, presso la cappella della Casa Madre delle Figlie dell’Oratorio, a Lodi, il vescovo Lafranconi ha presieduto la solenne celebrazione in memoria del beato fondatore, il sacerdote cremonese Vincenzo Grossi. Numerose le religiose, i sacerdoti - anche cremonesi - e i fedeli che ogni anno si riuniscono per celebrare la memoria del Beato, indicato da Papa Paolo VI come modello esemplare per tutti i sacerdoti.

Durante la solenne celebrazione della sua beatificazione, avvenuta il primo novembre 1975, Paolo VI lo ricordava così: «Don Vincenzo Grossi, nella solidità delle sue generose virtù, nascoste nel silenzio, purificate dal sacrificio e dalla mortificazione, raffinate dall’obbedienza, ha lasciato un solco profondo nella Chiesa che oggi lo propone a modello e lo prega come intercessore».

Nell’omelia il Vescovo ha infatti sottolineato quanto la figura di don Vincenzo interpelli ogni prete sull’urgenza di riportare sempre il Vangelo dentro al tessuto della vita.

“La via è aperta, bisogna andare”: le ultime parole pronunciate dal Beato prima di morire il 7 novembre 1917,  hanno guidato l’omelia del Vescovo. «È bello - ha detto il Vescovo - trovarsi qui a dare continuità alle sue ultime parole. Dopo quasi un secolo continuiamo ad andare chiedendoci come dare continuità a ciò che don Vincenzo ha aperto consapevoli che la Chiesa di oggi e l’umanità ci chiedono la fedeltà al carisma».

Proprio queste ultime parole di don Vincenzo sono divenute il motto delle Figlie dell’Oratorio, Istituto religioso da lui fondato a favore della cura della gioventù. Il suo insegnamento e il suo esempio di vita rimangono vivi nella missione delle sue suore ancora oggi chiamate e impegnate ad “andare” verso le nuove “vie” della Chiesa e del mondo.

Il carisma delle Figlie dell'Oratorio è ispirato alla vita e agli insegnamenti del santo patrono Filippo Neri e del beato Fondatore: spirito di umiltà, di sacrificio, di carità e di gioia nel servire, nell'associazione alla Pasqua di Gesù. Le Figlie dell'Oratorio, oggi circa 200, si dedicano all'educazione e alla formazione cristiana dei giovani e collaborano con i sacerdoti alle attività parrocchiali, vivendo così il loro servizio a Dio e alla Chiesa.

La Messa, concelebrata da diversi sacerdoti lodigiani e anche alcuni cremonesi (in particolare da Pizzighettone e Viadana dove sono presenti le Figlie dell'Oratorio), è iniziata con l’omaggio al beato Vincenzo Grossi, le cui spoglie sono custodite in chiesa. Presenti naturalmente anche molte Figlie dell’Oratorio, con la superiora generale, madre Marilena Borsotti, e il Consiglio.

Dopo l'Eucaristia un momento di festa nella struttura di Casa madre, dove è garantita la cura dei bambini con una scuola d’infanzia, l'assistenza scolastica per le ragazze delle scuole medie e un pensionato per giovani studenti e lavoratrici.

L’Istituto, presente in varie parte d’Italia oltre che in Argentina ed Ecuador, in diocesi di Cremona vede la presenza delle Figlie dell’Oratorio a Viadana e a Pizzighettone, luogo natale del beato Grossi.

 

Il fondatore delle Figlie dell'Oratorio

Il beato Vincenzo Grossi nasce a Pizzighettone (Cremona) il 9 di marzo 1845, penultimo di sette figli di una umile famiglia. A diciannove anni, nel 1864, entra nel Seminario di Cremona. Ordinato sacerdote il 22 maggio 1869, la sua attività pastorale si svolse in diverse parrocchie della diocesi (fu vicario a S. Rocco di Gera di Pizzighettone, a Sesto Cremonese, economo spirituale a Ca’ de Soresini). Nel 1873 fu nominato parroco di Regona di Pizzighettone e nel 1883 passò a Vicobellignano.

Sua costante preoccupazione è la gioventù per la quale diviene un saggio ed efficace educatore. Resosi conto personalmente della miseria morale e religiosa della gioventù femminile, costituisce un gruppo di giovane donne, disponibili a collaborare con i sacerdoti nelle attività pastorali, con particolare attenzione alle giovani. Nel 1885 fonda così la prima comunità di Figlie dell'Oratorio, cui affida come patrono san Filippo Neri.

Don Grossi muore il 7 novembre 1917, dopo una dolorosa agonia per peritonite fulminante. Viene beatificato il 1 novembre 1975 da Paolo VI, che lo addita come esempio a tutti i sacerdoti e ai parroci. Queste furono le parole di Paolo VI in quell'occasione: "Don Vincenzo Grossi, nella solidità delle sue generose virtù, nascoste nel silenzio, purificate dal sacrificio e dalla mortificazione, raffinate dall'obbedienza, ha lasciato un solco profondo nella chiesa che oggi lo propone a modello e lo prega come intercessore".

 

 

 

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