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GIOVEDì 13 NOVEMBRE

Ammissione agli ordini sacri
per fra Richard e fra Justin
religiosi provenienti dal Togo
Il Vescovo Dante nell'omelia:
«Meglio pochi preti, ma santi»

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La bella giornata di festa dedicata a Sant'Omobono, patrono della città e della diocesi di Cremona, coronata anche da qualche sprazzo di sole, si è conclusa alle 17 in Cattedrale con il canto dei Secondi Vespri Pontificali e l'ammissione agli ordini del diaconato e del presbiterato di fra Richard Kossi Aglah e fra Justin Messanvi, membri dei Missionari di Gesù e di Maria, l’associazione religiosa fondata dal sacerdote togolese don Emanuele Daye e dal 2011 studenti presso il nostro Seminario.


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Mentre decine di cremonesi continuavano a scendere in Cripta per una preghiera davanti all'urna del Santo Patrono, molti altri hanno seguito la preghiera vespertina animata dal coro delle «Voci virili di Cremona» diretto da don Graziano Ghisolfi e accompagnato all'organo dal maestro Fausto Caporali.
 


Al suono della campana è dunque partita la processione introitale composta da seminaristi, sacerdoti, canonici del Capitolo e dal vescovo Lafranconi. Mentre tutti sono saliti in presbiterio, fra Justin e fra Richard, accompagnati da don Francesco Pigola, parroco di Cicognolo, dove sono ospitati e svolgono il loro servizio pastorale, si sono posti tra l’assemblea, in prima fila, con alle spalle molti fedeli della comunità di San Donnino. Nella navata centrale hanno dunque assistito alla prima parte della preghiera: il canto dei salmi, la proclamazione della lettura breve e l’omelia del Vescovo.
 


Mons. Lafranconi nella breve omelia si è subito chiesto, quasi ironicamente: «Che cosa penserà Sant'Omobono vedendo che nessuno della sua diocesi quest'anno fa domanda per diventare sacerdote? Credo che non ne abbia a male, i santi hanno un cuore universale e noi siamo ben contenti che la comunione di fede e la bellezza della vocazione oltrepassi i confini diocesani».

«Perchè non pensare - ha proseguito il presule - che queste due vocazioni non siano il frutto maturo dell'opera anche di tanti missionari cremonesi che hanno operato e operano in diverse parti del mondo?».

La gioia per fra Justin e fra Richard convive però con un poco di preoccupazione per il calo di vocazioni "cremonesi": «Chiediamo al Signore - ha proseguito il presule - per intercessione di Sant'Omobono di guardare con benevolenza a questa Chiesa perchè le conceda un numero sufficiente di ministri che portino la Parola di Dio e che diffondano attraverso i sacramenti la grazia della sua misericordia e della sua consolazione».

Ma per il Vescovo il problema non sono i numeri: «Quello che ci sta più a cuore è la santità dei preti! Meglio pochi sacerdoti ma santi che molti ma senza la passione della santità! Mentre noi chiediamo a Dio di concedere qualche vocazione in più alla nostra Chiesa, preghiamo soprattutto perchè ci sia un aumento di santità».

Riprendendo alcune suggestioni dell'assemblea straordinaria della CEI che si è conclusa proprio giovedì 13 e che era dedicata alla formazione dei preti, il presule ha ricordato  ai due giovani togolesi, ma anche a tutti gli studenti del Seminario diocesano che «La formazione non termina con l'ordinazione sacerdotale! Teoricamente lo sappiamo tutti, ma occorre che ci sia una convinzione vera e che tutti ci prepariamo a questa prospettiva. Quando si raggiunge la meta la prima tentazione è quella di lasciarsi andare un poco. Non deve essere così!».

E sia in Seminario e sia durante il ministero pastorale la formazione deve essere completa: «Nel senso che deve investire la persona nella sua totalità. Una formazione anzitutto alle virtù umane: lealtà, dirittura di coscienza, capacità di dialogo, disponibilità al servizio...». Decisiva è poi la formazione culturale e quella spirituale: «Il Seminario e coloro che sono posti come formatori - ha concluso - vi aiutarenno a realizzare questa sintesi armonica perché possiate diventare autentici uomini di Dio e generosi suoi ministri».

Terminata l’omelia è iniziato il rito di ammissione. Dopo una monizione introduttiva di mons. Lafranconi che ha spiegato il senso del gesto liturgico, fra Justin e fra Richard sono stati chiamati dal diacono e hanno risposto il loro “Eccomi” dinanzi a Dio e alla Chiesa. Saliti in presbiterio si sono posti dinanzi al Vescovo che ha riconosciuto la loro idoneità a diventare sacerdoti. Poi mons. Lafranconi, con al fianco il rettore del Seminario don Enrico Trevisi e il direttore spirituale don Primo Margini, ha chiesto a due giovani tologhesi se fossero stati disponibili a continuare la loro preparazione al sacerdozio: ricevuta risposta affermativa, ha recitato una preghiera e benedetto i due religiosi e il loro proposito di consacrarsi a Dio nel servizio dei fratelli.

Il Vespro è quindi continuato con il canto del Magnificat, le intercessioni e la benedizione episcopale. Prima del ritorno in sagrestia non è mancata la classica foto dei neo ammessi con il Vescovo, i superiori del Seminario e il parroco di Cicognolo.

 




 

Biografia dei neo ammessi

Fra Richard Kossi Aglah e fra Justin Messanvi, membri dei Missionari di Gesù e di Maria, l’associazione religiosa fondata dal sacerdote togolese don Emanuele Daye. Rispettivamente di 37 e 33 anni, i due giovani, dopo un anno di postulato e due di noviziato, nel 2005 hanno emesso i voti semplici e nel 2013 quelli perpetui. Dal 2011 i due religiosi si trovano in Italia per gli studi teologici nel nostro Seminario e sono ospiti presso la comunità di Cicognolo, dove collaborano nella pastorale ordinaria, così come 30 anni fece don Emanuele. Fra Justin, il più giovane, è nato a Agotime Adame, sul mare. Il trasferimento della sua famiglia l’ha portato nella diocesi di Kpalimé, sull’altipiano, terra d’origine di fra Richard, nato a Agou. È lì che entrambi hanno conosciuto don Emanuele e la sua famiglia religiosa.

 

 

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