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ANNO PASTORALE 2015
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RIVOLTA D'ADDA

Nella chiesa di Casa Madre
la professione temporanea
di suor Giorgia e suor Roberta
tra le Suore Adoratrici

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Nel pomeriggio di domenica 16 novembre, nella chiesa di Casa Madre delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento, a Rivolta d’Adda, suor Giorgia Da Pozzo e suor Roberta Valeri hanno vestito il velo facendo la loro prima professione temporanea. Una nuova e importante tappa nel cammino di totale consacrazione al Signore iniziato quattro anni fa, quando le due giovani si sono accostate all’Istituto fondato dal beato Francesco Spinelli.

Entrambe laureate in Scienze dell’Educazione, dopo il periodo di aspirandato e l’anno di postulato a Modena, il 19 settembre 2012 sono entrate in noviziato, accolte dalla allora superiora generale, madre Camilla Zani. Il biennio di noviziato l'hanno svolto a Cremona.

Suor Giorgia Da Pozzo (in foto a sinistra), 30 anni, è originaria di Bellinzago Lombardo (Mi); mentre suor Roberta Valeri, 26 anni, è nativa proprio di Rivolta d’Adda.

 

La celebrazione è stata presieduta da don Federico Pigoni, vicario episcopale per la Pastorale e rettore del Seminario di Modena (diocesi dove le due religiose hanno iniziato il loro cammino di formazione).

Dopo aver pronunciato, davanti alla superiora generale, madre Isabella Vecchio, la formula di professione, con la quale hanno espresso il loro desiderio di consacrarsi al Signore e di seguire i consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza, suor Giorgia e suor Roberta hanno ricevuto l’abito e il velo (segni della loro consacrazione), la regola di vita e comunione dell’Istituto (per vivere insieme nella perfetta carità) e il crocifisso (per imparare da Cristo a consegnare ogni giorno la loro vita nelle mani del Padre).

La celebrazione si è conclusa davanti al sacello del beato Fondatore a cui le giovani professe si sono affidate, insieme a tutta la comunità.

Le due religiose, molto conosciute in diocesi a motivo del loro generoso impegno di questi anni, quando hanno collaborato con molte iniziative della pastorale giovanile e vocazionale, quest'anno svolgeranno il proprio ministero a Modena presso l'Istituto Sacra Famiglia.

 

 

L’Istituto delle Adoratrici

L’Istituto delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento nasce a Bergamo il 15 dicembre 1882. Alle sue origini un’intuizione-sogno del sacerdote bergamasco don Francesco Spinelli che si concretizza nell’incontro con Caterina Comensoli (oggi santa Gertrude Comensoli): insieme danno vita all’Istituto a Bergamo.

Nel 1888 sono già un centinaio le giovani affascinate dal carisma dell’adorazione e del servizio. Le suore dedicano la vita alla preghiera davanti all’Eucaristia per attingere da Gesù la forza per servire i più poveri, quelli che nessuno vuole. Inizialmente si dedicano soprattutto alle ragazze che dalle valli bergamasche arrivano in città offrendo loro casa, cura, lavoro.

Per vicende dolorose l’Istituto incorre in un grave dissesto finanziario. Nel 1889, tradito e abbandonato, costretto a lasciare il suo Istituto e la diocesi di Bergamo, don Francesco trova accoglienza tra le suore della comunità di Rivolta d’Adda. Accolto in diocesi di Cremona dal lungimirante vescovo Geremia Bonomelli, don Francesco continua a guidare le Adoratrici, che intanto si moltiplicano. Alla morte di Spinelli, nel 1913, l’Istituto conta 68 comunità, delle quali una a Modena e una a Domodossola.

Nel 1958 si realizza un altro desiderio di don Francesco: andare in terra di missione. Si apre la prima comunità a Leopolville, in Congo, a cui seguono altre aperture nei paesi in via di sviluppo: Congo, Sénégal, Camerun, Colombia e Argentina.

Anche in Italia le Adoratrici si sono diffuse dal nord al sud, sempre portando il loro carisma di adorazione e di carità, aprendo case e opere laddove i più poveri non trovavano aiuto e accoglienza da nessuno. Tante le scuole, gli ospedali, gli istituti assistenziali e di cura per anziani e disabili; e poi le attività parrocchiali e l'attenzione ai più poveri: malati di AIDS, ragazze uscite dalla tratta, donne uscite dalla dipendenza, carcerati.

L’Istituto, che ha la Casa Madre a Rivolta d’Adda, in diocesi e provincia di Cremona, conta attualmente circa 330 religiose.

 

 

 

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