HOME PAGE  |   AREA DOWNLOAD  |   CONTATTI



linee pastorali
IRC
ANNO PASTORALE 2015
adorazione
 
  PAPI
ANNO DELLA VITA CONSACRATA

Il Vescovo alle religiose:
«Nella società individualista
siete segno di comunione»
Invito alla contemplazione
con l'Adorazione a S. Girolamo

Condividi su Facebook Condividi su Facebook

Recuperare lo stile della contemplazione, riscoprendo il dono dei consigli evangelici e offrendo con la propria testimonianza di vita uno slancio per tutti i cristiani e per l’intera società. È l’invito e l’augurio che il vescovo Lafranconi ha rivolto alle religiose e ai religiosi della diocesi all’avvio dell’Anno della Vita Consacrata, che si aprirà ufficialmente il prossimo 30 novembre, nella prima domenica di Avvento. L’occasione è stato l’incontro di preghiera svoltosi nel pomeriggio di venerdì 21 novembre nella chiesa dei Frati Cappuccini di via Brescia, a Cremona. Una preghiera non a caso avvenuta davanti all’Eucarestia, in adorazione. E proprio guardando al Santissimo, mons. Lafranconi ha chiesto una presenza adorante a San Girolamo, che da qualche anno, proprio per volontà del Vescovo, è stata individuata come chiesa cittadina dell’adorazione.

Omelia del Vescovo (mp3)              Photogallery della celebrazione

 

Gli abiti e i veli dei vari colori. I differenti carismi con l’impegno diversificato nel mondo della scuola, della sanità, della carità, della pastorale. Caratteristiche diverse di un medesimo apostolato, caratterizzato dalla donazione completa e «conformante» a Cristo, al Vangelo e alla Chiesa, attraverso i voti di povertà, castità e obbedienza.

Questa la fisionomia dell’assemblea che nel pomeriggio di venerdì 21 novembre ha riempito la chiesa dei Frati Cappuccini di Cremona. Suore e religiosi. Della città e del circondario. Riuniti in preghiera, insieme al proprio Vescovo, per aprire – pur con un po’ di anticipo – l’Anno della Vita consacrata voluto da papa Francesco.

Accanto a mons. Lafranconi c’erano il delegato episcopale per la Vita Consacrata, don Giulio Brambilla, il parroco di S. Bernardo, don Giuliano Vezzosi, e i religiosi presenti in città.

Dopo l’esposizione dell’Eucaristia, la preghiera di adorazione è stata caratterizzata dalla lettura di alcuni stralci del messaggio del prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata, il card. João Braz de Aviz, con la sottolineatura dei tre obiettivi dell'Anno: fare una “memoria grata”, “abbracciare il futuro con speranza” e “vivere il presente”. Poi, attraverso tre letture del Nuovo Testamento, l’attenzione è stata rivolta alla Trinità.

Proprio da qui il Vescovo ha iniziato la sua riflessione, nella quale si è poi soffermato sui consigli evangelici, «da accogliere prima di tutto come un dono» «che Dio ha riservato a me». Da questo presupposto – ha precisato mons. Lafranconi – occorre partire nel parlare di “rinnovamento”.

Poi il riferimento all’esortazione apostolica Vita Consecrata di Giovanni Paolo II (n° 16): «Attraverso la professione dei consigli, infatti, il consacrato non solo fa di Cristo il senso della propria vita, ma si preoccupa di riprodurre in sé, per quanto possibile, 'la forma di vita, che il Figlio di Dio prese quando venne nel mondo'. Abbracciando la verginità, egli fa suo l'amore verginale di Cristo e lo confessa al mondo quale Figlio unigenito, uno con il Padre (cfr Gv 10, 30; 14, 11); imitando la sua povertà, lo confessa Figlio che tutto riceve dal Padre e nell'amore tutto gli restituisce (cfr Gv 17, 7.10); aderendo, con il sacrificio della propria libertà, al mistero della sua obbedienza filiale, lo confessa infinitamente amato ed amante, come Colui che si compiace solo della volontà del Padre (cfr Gv 4, 34), al quale è perfettamente unito e dal quale in tutto dipende. Con tale immedesimazione 'conformativa' al mistero di Cristo, la vita consacrata realizza a titolo speciale quella confessio Trinitatis che caratterizza l'intera vita cristiana, riconoscendo con ammirazione la sublime bellezza di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e testimoniandone con gioia l'amorevole condiscendenza verso ogni essere umano».

La seconda sottolineatura del Vescovo ha riguardato proprio la conformazione della propria professione sul modello di Cristo, quasi fosse uno stampo che dà forma alla propria esistenza.

Il terzo ambito sul quale mons. Lafranconi si è soffermato è stato quello della funzione che la Vita consacrata, con la propria testimonianza di vita, ha nei confronti degli altri.

Anzitutto come stimolo per tutti i battezzati a mantenere viva la propria vocazione di essere lievito nella storia. E in questo senso il Vescovo ha richiamato la figura del cremonese sant’Antonio Maria Zaccaria, che tanto cercò di combattere la «tiepidezza».

Ma la Vita consacrata – ha sottolineato il Vescovo – ha anche una missione precisa nella società: riproporre la bellezza di vivere in comunione, «ispirando e aspirando la ricchezza della comunione trinitaria». «In un contesto sociale – ha spiegato – segnato dall’individualismo, dalla frammentarietà e dal percorre strade che molto spesso conducono dalla diversità alla conflittualità, in cui spesso la forma aggregata è più per conformismo, pensate che cosa può vuoler dire la testimonianza della Vita consacrata nella sua forma di vita comunitaria. È davvero un respiro che va incontro a soddisfare il bisogno dell’umanità».

Quindi, facendo riferimento all’Evangelii gaudium (n° 264), ha richiamato con forza il bisogno di recuperar lo stile della contemplazione. «Che dolce è stare davanti a un crocifisso – ha detto citando l’esortazione apostolica di Papa Francesco – o in ginocchio davanti al Santissimo, e semplicemente essere davanti ai suoi occhi! Quanto bene ci fa lasciare che Egli torni a toccare la nostra esistenza e ci lanci a comunicare la sua nuova vita! Dunque, ciò che succede è che, in definitiva, «quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo» (1 Gv 1,3). La migliore motivazione per decidersi a comunicare il Vangelo è contemplarlo con amore, è sostare sulle sue pagine e leggerlo con il cuore. Se lo accostiamo in questo modo, la sua bellezza ci stupisce, torna ogni volta ad affascinarci. Perciò è urgente ricuperare uno spirito contemplativo, che ci permetta di riscoprire ogni giorno che siamo depositari di un bene che umanizza, che aiuta a condurre una vita nuova».

Chiudendo la lunga e articolata riflessione, mons. Lafranconi ha rivolto, in particolare alle religiose residenti in città, una richiesta precisa: dedicare tempo all’adorazione a San Girolamo, la chiesa cittadina dell'adorazione, in particolare nella fascia oraria dalle 15 alle 16, la meno frequentata. «Può essere un modo bello – ha concluso il Vescovo – per segnare con questo gesto il nostro desiderio di cogliere nell’adorazione dell’Eucaristia la riscoperta gioiosa della nostra vocazione, del dono dei consigli evangelici e lo slancio – per noi e per tutti i criastiani – di una nuova evangelizzazione».

 

 

convegno firenze


Liturgia


In Evidenza

TUTTI A TAVOLA
Speciale dedicato
al Grest 2015
QUARESIMA
E PASQUA 2015
Eventi e liturgie
ATTIVITA'
DEL VESCOVO
Dante Lafranconi
FORMAZIONE E CATECHESI
Corsi e sussidi
ANIMAZIONE LITURGICA
Corsi e sussidi
CLERO DIOCESANO
Nomine ed eventi
CORSO BIBLICO
DI DON CAVEDO
Dio o religione?
FORMAZIONE SOCIO-POLITICA
I materiali del corso
VITA CONSACRATA
Religiose e religiosi
ESTATE 2014
Iniziative e proposte
durante le vacanze
LINEE PASTORALI
Speciale
biennio 2012/2014
CARITA' E VOLONTARIATO
Proposte ed eventi
PASTORALE GIOVANILE
Formazione ed eventi
AGGREGAZIONI ECCLESIALI
Proposte ed eventi
ARCHIVIO
Materiali, documenti e ricordi

 
Cattedrale di Cremona
Santuario di Caravaggio
TRC - Teleradio Cremona Cittanova
NEC - Nuova Editrice Cremonese
La Vita Cattolica
Caritas Cremonese
FOCr - Federazione Oratori Cremonesi
ISSR - Istituto Superiore Scienze Religiose
delle Diocesi di Crema, Cremona e Lodi
Scuola diocesana di musica sacra
Case vacanze
Zona1
AC
ACLI Cremona
UNITALSI Cremona
dvd conte