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DOMENICA 23 IN SEMINARIO

Il Vescovo agli operatori
della pastorale familiare
«In una cultura non amica
testimoniare bellezza e novità
della famiglia cristiana»

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Si è svolto nel pomeriggio di domenica 23 novembre, presso il Seminario di Cremona, il terzo incontro interzonale del Vescovo con gli operatori della pastorale familiare. L’appuntamento nel salone Bonomelli è stato per le zone pastorali 6, 7 e 8. Nella riflessione di mons. Lafranconi, che ha preso spunto dal fatto che dei 69 divorzi del 2012 60 riguardano coppie sposate in chiesa, l’importanza dei percorsi di preparazione al matrimonio, così come dell’accompagnamento delle coppie di sposi novelli, in particolare tramite le esperienze dei Gruppi famiglia e delle Domus ecclesiae, realtà per le quali il Vescovo ha chiesto agli aderenti di AC di farsi promotori. L’attenzione poi è andata alla formazione delle coppie guida, con la significativa proposta di Folgaria. Sotto la lente, insieme al prezioso operato del Consultorio e del Centro di aiuto alla vita, anche il Forum delle Associazioni Famigliari e l’Associazione famiglie numerose, occasioni «in una cultura che non è amica della famiglia, di testimoniare la bellezza e la novità della famiglia cristiana».

Contributi audio (mp3):

 

Dopo gli incontri a Casalmaggiore e Soresina, è stata la volta di Cremona. Terzo e penultimo appuntamento quello che nel pomeriggio di domenica 23 novembre si è svolto presso il Seminario vescovile di via Milano 5, dove mons. Lafranconi ha incontrato gli operatori pastorali delle zone 6, 7 e 8.

Dopo la preghiera iniziale e la proiezione di un breve stralcio del film «Up», che ha offerto in modo accattivante uno spaccato di vita familiare, ha introdotto l’incontro il responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare, don Giuseppe Nevi. Il sacerdote ha anzitutto focalizzato l’attenzione sull'importanza di «rievangelizzare l’amore umano», interrogandosi su che cosa significhi amare e riscontrando in queste dinamiche l’incontro con il mistero. Un amore – ha proseguito don Nevi – che non può che essere inserito nella dinamica dell’amore tra Cristo e la Chiesa. Infine la consapevolezza che riscoprire la pastorale famigliare significhi anzitutto ripartire da un’esperienza di profonda comunione.

 

La situazione interzonale

Angela Pezzoli Vigolini ha quindi proposto una sintesi della situazione nelle tre zone pastorali, emersa dalla mappatura effettuata dalla Commissione formata dall’Ufficio diocesano per riunire famiglie e sacerdoti delle tre zone in modo da essere più vicini al territorio e valorizzare e proporre iniziative rispondenti alle reali necessità.

Molti i Gruppi famiglia, presenti in diverse parrocchie della città e del circondario (nessuno in zona 8), oltre che presso i frati di via Brescia. Variegato il quadro delle loro attività. Alcune delle coppie dei gruppi famiglia sono anche animatori dei percorsi di preparazione al matrimonio o accompagnatori dell’Iniziazione cristiana. C’è attenzione da parte di qualche Parrocchia all’età degli sposi così da favorire l’incontro soprattutto delle giovani coppie. Il numero complessivo di coppie che in città partecipa a gruppi famiglia si aggira attorno al centinaio. Non esistono collaborazioni tra i diversi gruppi. Alcune difficoltà riguardano l’armonizzazione tra i Gruppi famiglia e i percorsi di Iniziazione cristiana.

Per quanto riguarda i percorsi di preparazione al matrimonio è stata rilevata la sempre maggiore presenza di coppie conviventi e la netta diminuzione del numero di giovani che intendono sposarsi.  In città sono programmati nove incontri, guidati da una coppia e un sacerdote; in zona 8 dieci incontri sono proposti in continuità, altri tre in un tempo successivo; la zona 7 propone percorsi dislocati, in tempi diversi e con stili diversi. Pur a fronte di una positiva valutazione dell’esperienza, non è presente alcun dopo-corso e difficilmente le coppie trovano comunità attente ad accoglierle.

Attenta all’ambito familiare in città è anche l’Associazione Famiglia Buona Novella, con sede presso Cascina Moreni: associazione di spiritualità familiare al cui interno vive una fraternità di famiglie. L’obiettivo è contribuire alla crescita umana e spirituale delle persone e delle coppie per aiutarle a vivere il matrimonio. Molti i servizi attivi: fine settimana di spiritualità, domeniche della famiglia, oasi di ristoro per gli sposi, lectio divina, accompagnamento per fidanzati, una scuola triennale di Counselor professionale. Presenta anche un centro di ascolto, attività di consulenza e accoglienza di persone separate in emergenza abitativa.

Altra preziosa presenza quella del Consultorio Ucipem, con il proprio impegno a favore di persone, famiglie e giovani in difficoltà e il lavoro di prevenzione nelle scuole e nelle parrocchie.

Presenti alcune prime esperienza di “Domus ecclesiae”: piccoli gruppi di famiglie (5 al massimo) che condividono un percorso di vita cristiana in obbedienza al Sacramento matrimoniale ricevuto: rifacendosi all’esperienza delle prime comunità cristiane si trovavano nelle case per la preghiera, il pasto comune e la testimonianza.

Dal punto di vista formativo, una 60ina di famiglie delle tre zone ha preso parte in questi anni ai percorsi promossi dall’Ufficio famiglia a Folgaria. Spesso chi affronta questa esperienza lo fa su invito e testimonianza di altre coppie di sposi. Auspicato un maggiore sostegno, anche di carattere economico, da parte delle parrocchie.

Percorsi formativi per fidanzati e giovani coppie sono promossi dall’Azione Cattolica che in estate promuove sistematicamente campi famiglia.

Per quanto riguarda i percorsi per persone separate o risposate, attualmente nell’interzona non sono presenti percorsi: gli interessati partecipano al percorso mensile che si tiene a Cassano d’Adda. L’auspicio è di poter ripartire anche in loco con la stessa esperienza, da qualche tempo, fermata a motivo della scarsa partecipazione.

L’indagine interzonale ha guardato anche all’attività del Centro di aiuto alla vita, con gli sportelli attivi in ospedale e presso la sede di via Milano. Nel 2013 sono stati 680 i bambini tra 0 e 3 anni seguiti dal Cav. Nel 2014, a motivo della diminuzione degli stanziamenti e delle donazioni, gli aiuti sono stati limitati alla fascia 0-2 anni e mezzo.

Sostegno alle mamme e ai neonati arriva anche dal Movimento per la vita, promotore anche di iniziative culturali, in particolare, in questi ultimi tempi, sui temi del gender, aborto ed eutanasia.

Presente a Cremona anche l’Associazione Famiglie Numerose che, nata dieci anni fa a Brescia, conta oggi circa 16mila nuclei iscritti.

La ricca panoramica interzonale si è conclusa guardando al Forum delle Associazioni Famigliari (oltre una ventina quelle aderenti). Alcune difficoltà sono emerse in particolare nella maturazione della consapevolezza che, al di là di ciò che strettamente le occupa nello specifico campo di lavoro, quello che le tiene unite è un interesse autentico per le famiglia da portare avanti con iniziative comuni. Altra criticità l’eccessiva eterogeneità di modi di pensare i problemi relativi alla famiglia, faticando a concordare su una linea comune.

   

 

Percorsi prematrimoniali

Aprendo il proprio intervento mons. Lafranconi ha fatto riferimento a un articolo apparso sulla stampa locale e che tracciava il quadro del 2012 con i 208 matrimoni celebrati in città (di cui 78 con rito religioso e 130 con rito civile). Una situazione rovesciata rispetto a quella di 10 anni prima. Ma a colpire il Vescovo è stato in particolare il fatto che delle 69 dichiarazione di divorzio 60 abbiano avuto per oggetto matrimoni religiosi.

«Quale consapevolezza– si è domandato il Vescovo – c’è negli sposi? Non solo sul piano della fede, ma anche su quello umano!». L’attenzione è andata così a quel clima diffuso in cui «la vera natura del matrimonio è messa da parte, ignorata, e della quale non se ne coglie il vero significato». «Allora – ha proseguito il Presule – è necessario pensare alla preparazione del matrimonio».

Per il Vescovo il problema principale non riguarda tanto le modalità di attuazione dei corsi, quanto la fatica dei cristiani di rendersi conto di che cosa significa davvero fare la scelta di essere discepoli. «Aspetto – ha precisato mons. Lafranconi – al quale abbiamo cercato di rispondere soprattutto insistendo su un rinnovamento deciso dei cammini di Iniziazione cristiana: perché è lì che uno diventa cristiano». «Prima di pensare a come andare a riparare le falle del matrimonio – ha aggiunto – o le modalità di attuazione dei percorsi di preparazione al matrimonio, credo si debba pensare a come oggi comunicare la notizia del Vangelo e come aiutare le persone che chiedono ancora di entrare nella sequela del Signore Gesù a rendersi conto di che cosa significa. È evidente che questo percorso non è rivolto tanto ai ragazzini, ma prima di tutto e soprattutto alle famiglie.

A fronte di una valutazione complessivamente positiva dei percorsi pre-matrimoniale, mons. Lafranconi ha voluto porre l’attenzione sull’esperienza, sperimentata in qualche zona, di affiancare agli incontri con tutti i partecipanti anche momenti di carattere più familiare a gruppi nelle case delle coppie guida.

 

Accompagnamento dopo il matrimonio

Il secondo aspetto su cui si è focalizzato il Vescovo è stato l’accompagnamento degli sposi dopo il matrimonio, anche a fronte del desiderio, espresso dagli stessi novelli sposi, di continuare a incontrarsi.

In questo senso mons. Lafranconi, facendo riferimento ad alcune esperienza già in atto, ha auspicato l’attenzione per questo tipo di accoglienza.

Primi interessati i Gruppi famiglia, che nelle parrocchie possono diventare i luoghi per accogliere gli sposi novelli e dove le coppie che seguono da anni questo percorso possono essere in grado di farsi compagni di strada delle giovani coppie. Da qui la necessità di «valorizzare e promuovere i Gruppi famiglia».

Ma questo tipo di accompagnamento può, secondo mons. Lafranconi, nascere anche in modo meno istituzionale, ad esempio «per amicizia, tra colleghi di lavoro, tra parenti, con i residenti della stessa zona o con le persone con cui magari si è condiviso qualche pellegrinaggio insieme. Nascono relazione che possono essere valorizzate in questo senso, per dare il via a relazioni di condivisione della grazia del matrimonio».

Ma il Vescovo non ha neppure tralasciato il fatto che gli sposi possano anche usufruire delle numerose e variegate proposte offerte all’interno della propria comunità cristiana.

Riferendosi, quindi, alla difficoltà di armonizzare la partecipazione ai Gruppi famiglia con i percorsi per genitori nel cammino dell’Iniziazione cristiana, evidenziata nella relazione sulla situazione zonale, mons. Lafranconi ha affermato: «Quando una coppia è impegnata nell’accompagnare il cammino dei propri figli deve privilegiare incontro con i genitori che condividono la stessa situazione». Auspicando inoltre che proprio l’esperienza vissuta nei Gruppi famiglia possa essere di stimolo e di crescita nel confronto con gli altri genitori.

Guardando all’accompagnamento delle giovani coppie, il Vescovo ha guardato anche all’esperienza delle “Domus ecclesiae”. «Recuperare nelle nostre case la dimensione di chiese domestiche – ha spiegato – non è soltanto rieditare qualcosa che era all’origine della Chiesa, ma è esprimere oggi, in una condizione che per tanti versi assomiglia proprio a quella dell’origine della Chiesa, la capacità di riconoscere che la santificazione, di cui il sacramento del matrimonio costituisce la base e la forza per una coppia e per tutta la famiglia, ha la sua collocazione lì dove la famiglia vive».

E ancora: «Non devono essere esperienze di nicchia: dobbiamo valorizzare questi incontri per una preparazione in funzione della missione, per testimoniare, in una cultura che non è amica della famiglia, la bellezza e la novità della famiglia cristiana».

Poi ha aggiunto: «Ciò che deve prevalere, così come in tutta l’azione pastorale, è l’importanza dell’aspetto relazionale. Curiamola tanto! Anche dentro gli incontri “istituzionalizzati”. Perché abbiamo bisogno di questo respiro, di sentire questa vicinanza, questo aspetto di amicizia, di accoglienza e di cordialità!».

Quindi una proposta molto concreta, rivolta ai membri dell’Azione Cattolica: «Non potrebbero prendere come obbiettivo – ha detto – quello di essere, nelle proprie parrocchie, promotori di queste iniziative di Gruppi famiglia o di Domus ecclesiae?».

Infine il riferimento all’Associazione Famiglia Buona Novella, con «questa connotazione molto famigliare e che si presta come servizio sul territorio».

 

 

Formazione delle coppie guida

Terzo aspetto sottolineato dal Vescovo è stato quella della formazione delle coppie guida. «In una chiesa che vive momenti di cambiamento – ha detto – è indispensabile avere persone che hanno formazione qualificata». Poi ha proseguito: «Il richiamo di una collaborazione sempre più integrata tra sacerdoti e coppie può maturare anche nella misura in cui ci sono coppie che per disponibilità, ma anche per preparazione, entrano in un percorso di servizio più articolato nella realtà della Chiesa».

E qui il riferimento esplicito è stato ai percorsi formativi promossi a Folgaria dall’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare. «Vanno sostenuti e proposti dalla parrocchie – ha detto – perché preparano persone che possono svolgere un servizio competente». «Aprendoci, sia nella preparazione che nel servizio, a orizzonti più ampi della parrocchia noi possiamo dare un contributo più incisivo alla pastorale».

Sempre nell’ambito della formazione il Vescovo ha guardato alla presenza in città del Forum delle Associazioni Famigliari, dove «associazioni che condividono la Carta dei diritti della famiglia proposta da Giovanni Paolo II al termine della Familiaris consortio – ha spiegato lo stesso Vescovo – intendono impegnarsi perché la figura vera della famiglia sia tenuta presente, sia a livello di cultura che di interventi delle politiche famigliari». Un compito che, secondo mons. Lafranconi, si incrocia anche con quello dell’Associazione Famiglie Numerose. «Sono strumenti importanti – ha sottolineato il Vescovo –. Perché è importante far arrivare la nostra voce non solo a chi amministra, ma anche a chi ci vive accanto e ingenuamente ripete i soliti ritornelli. È questione di cultura cristiana e umana da promuovere!».

Poi il riferimento alle divergenze tra associazioni che rischiano di rallentare il cammino del Forum. «Vorrei dire – ha affermato il Vescovo – che c’è punto di partenza condiviso da tutti. È vero che le sensibilità possono essere diverse, però se trascuriamo il confronto e se un’associazione si smarca perché non condivide, questo è un vulnus alla identità cristiana. Che ci siano opinioni diverse è normale. Quello che non è normale per un cristiano è dire che, siccome la mia idea non rispettata al cento per cento, allora vado per la mia strada. Questa è la smentita dell’essere cristiani! Il modo di affrontare questi problemi non è quello dell’assenteismo, ma quello del confronto!».

Concludendo il proprio intervento mons. Lafranconi ha voluto esprimere pieno riconoscimento al lavoro del Consultorio e del Centro di aiuto alla vita. E, riferendosi alle difficoltà economiche evidenziate nella relazione, ha chiesto un ulteriore approfondimento della situazione per poter trovare soluzioni alle carenze di fondi che possono portare, altrimenti, a una riduzione dei servizi.

Un certo rammarico il Vescovo l’ha poi espresso non avendo individuato tra le realtà menzionate nella relazione interzonale l’A.Ge e Associazione Genitori Scuole Cattoliche. «Oggi c’è bisogno – ha affermato auspicando una ripresa di queste realtà – anche di una voce che dice il proprio parere e mette sul tavolo delle tante opinioni anche quella dei genitori, che sono i primi interessati all’educazione dei figli, anche prima degli insegnanti. Perché noi ci teniamo che la scuola mantenga suo ruolo educativo!»

Chiudendo il proprio intervento mons. Lafranconi ha voluto pubblicamente esprimere il proprio grazie a tutti gli operatori della pastorale familiare per il loro prezioso contributo. «Perseverate nel vostro lavoro, anche se non dà tante soddisfazioni! E cercate di aumentare! Mettendo sempre il meglio di noi stessi e confidando nel Signore, che da sempre accompagna quanti portano la sua Parola».

Il pomeriggio si è quindi concluso con un momento di ulteriore confronto e approfondimento.

Prossimo appuntamento nel pomeriggio di domenica 30 novembre presso il Centro di spiritualità del Santuario di Caravaggio (ore 15.30) per le zone pastorali 1 e 2.

 

 

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