HOME PAGE  |   AREA DOWNLOAD  |   CONTATTI



linee pastorali
IRC
ANNO PASTORALE 2015
adorazione
 
  PAPI
VENERDI' 19 DICEMBRE

Il sogno di un nuovo carcere
riempiendo il tempo presente
Mons. Lafranconi in visita
anche nel nuovo padiglione
insieme al Vescovo di Crema

Condividi su Facebook Condividi su Facebook

Ha subito diverse modifiche il programma della visita dei vescovi di Cremona e Crema alla Casa circondariale di Cremona nel pomeriggio di venerdì 19 dicembre. Il clima era ben diverso dal giorno precedente, quando mons. Lafranconi ha incontrato gli operatori del carcere e i detenuti della vecchia sezione. L’intera comunità di Ca’ del Ferro, infatti, è stata profondamente scossa dal lutto che ha colpito uno dei sovrintendenti della Penitenziaria.

Il sole di giovedì ha lasciato il posto alla nebbia e al freddo, e la gioia per la visita tanto attesa è stata soffocata dal dolore per un grave lutto: la morte, nel tardo pomeriggio di giovedì, della moglie di un sovrintendente in un incidente stradale. In auto con lei anche il figlio di cinque anni, che ora sta lottando per la vita a Brescia, dove in giornata è stato trasferito. È a loro che è andato il pensiero durante l’Eucaristia celebrata nella cappella del nuovo padiglione.

Ad accogliere i due vescovi la direttrice reggente, Maria Gabriella Lusi, insieme ai suoi più stretti collaboratori. E tra loro anche l’ispettore Giuseppe Saverio Masi, coordinatore della sezione. Presente anche il questore di Cremona, Vincenzo Rossetto, un rappresentante del prefetto e il consigliere regionale Carlo Malvezzi.

Parecchi anche i volontari, in particolare le donne dell'associazione "Il Baule" che si impegna a distribuire indumenti e che, al termine dell’incontro, hanno donato a tutti un calendario.

Ad animare con il canto la celebrazione c’era il Coro della Cattedrale di Cremona, guidata da don Graziano Ghisolfi in triplice veste: direttore e organista oltre che cappellano del carcere. Non mancava naturalmente l’altro cappellano, don Roberto Musa.

Accanto ai Vescovi sull’altare c’erano il vicedirettore di Caritas Cremonese, don Maurizio Ghilardi, e il sacerdote cremasco don Osvaldo Erosi. Ad assicurare il servizio all'altare Marco Ruggeri, diacono permanente e operatore della Caritas diocesano da anni attivo presso la casa circondariale.

«I have a dream. Io ho un sogno». Ha esordito così Andrea, uno dei detenuti, nel messaggio di saluto. Citando il brasiliano dom Hélder Câmara ha ricordato: «Un sogno sognato insieme è già segno di realizzazione». Poi il riferimento alla loro situazione di vita: «Gli ultimi tempi vissuti in questo istituto mesi più che da sogno sono stati da incubo – ha proseguito. Però la fatica, le difficoltà, le incomprensioni e le ingiustizie non hanno spento il sogno del cambiamento. In questo Natale, allora, proviamo a sognare insieme un carcere dove di studia e lavora». Il sogno è quello di un carcere aperto al mondo del volontariato e di tutta la società civile. Poi la richiesta delle condizioni per poter continuare a essere padri, mariti e fratelli. «Sogniamo un carcere – ha proseguito – dove incontrare un educatore o un assistente sociale sia la normalità e non un evento paragonabile a vincere la lotteria». «Sogniamo insieme un carcere – ha detto ancora – dove è condiviso il fatto che a cambiare le persone non è la sofferenza fisica fine a se stessa, ma le esperienze, le possibilità e la fiducia. Un carcere che non ci faccia marcire nell’ozio che logora, ma ci consenta di riparare i nostri errori mettendoci a servizio per la società». «Tocca ora a tutti noi – ha concluso –, iniziando da questo Natale, facendo nascere Gesù in noi, fare in modo che ciò che ora è sogno diventi una straordinaria storia vera».

Parole che mons. Lafranconi ha ripreso nell’omelia, guardando ai sogni e alle attese. Guardando al futuro, ma anche a come riempire il tempo presente. Il Vescovo ha indicato alcune strade. Anzitutto attraverso un cambiamento del cuore. Lo ha fatto riproponendo quanto Papa Francesco ha scritto lo scorso 8 dicembre ai detenuti di Latina auspicando “che le ore, i giorni, i mesi e gli anni passati o che state trascorrendo in codesta casa circondariale vengano visti e vissuti non come tempo perso o come una temporanea punizione, ma come un'ulteriore occasione di autentica crescita per trovare la pace del cuore e la forza per rinascere tornando a vivere la speranza nel Signore che non delude mai”.

«Dare senso al tempo – ha detto il Presule – cercando di crescere e cambiare. Cosa che può avvenire nella relazione, nella preghiera e nella stima reciproca». «Per uscire diversi – ha poi aggiunto – occorre la grazia di Dio, che si prende a cuore la vita di ogni uomo. Occorre riconoscere la presenza di Dio e far tesoro del suo esempio». Necessario dunque anche «il nostro impegno personale», così come quello delle istituzioni e della società, perché «il vostro impegno richiede di essere sostenuto». Da qui l’invito a mettersi insieme per dare concretezza ai sogni. «Alla fine – ha detto – la cosa più bella è che, sentendo le porte del carcere chiudersi alle spalle, voi possiate dire di voi stessi: siamo uomini rinnovati».

Al termine della celebrazione ha preso la parola la nuova direttrice del carcere, che ha voluto rimarcare con forza come al centro del proprio impegno ci sia prima di tutto la persona. «Potete contare – ha detto – in un enorme impegno, della sottoscritta e di tutto il personale». E ancora: «Il mio sogno è di un carcere che nel quotidiano dia un senso alla detenzione e dia occasioni di cambiamento alle persone detenute. Credo che il grande sforzo che dobbiamo fare sia preoccuparci e occuparci del singolo detenuto, ma anche di come organizzare la giornata detentiva». E qui il grazie alle preziose risorse già presenti sul territorio. «Tutto ciò però – ha proseguito rivolta ai detenuti – richiede anche il vostro sforzo e la vostra collaborazione. Si va avanti insieme sia nei sogni che negli impegni».

Alla direttrice è stata quindi donata un’icona della Vergine con il Bambino, con l’auspicio che anche lei, come Maria, possa custodire il prezioso dono che le è stato affidato.

Ma non è mancato neppure un regalo per i detenuti presenti. A loro i due Vescovo hanno consegnato un presepio, da esporre in cella, e un biglietto d’auguri.

Si è conclusa così la seconda visita di mons. Lafranconi nella Casa circondariale di Cremona in vista del Natale. In segno di lutto è stato sospeso il concerto di musica classica promosso dall’Associazione nazionale liuteria artistica italiana.

Omelia del vescovo Dante Lafranconi (mp3)

Photogallery

 
La visita in carcere di giovedì 18 dicembre


 

convegno firenze


Liturgia


In Evidenza

TUTTI A TAVOLA
Speciale dedicato
al Grest 2015
QUARESIMA
E PASQUA 2015
Eventi e liturgie
ATTIVITA'
DEL VESCOVO
Dante Lafranconi
FORMAZIONE E CATECHESI
Corsi e sussidi
ANIMAZIONE LITURGICA
Corsi e sussidi
CLERO DIOCESANO
Nomine ed eventi
CORSO BIBLICO
DI DON CAVEDO
Dio o religione?
FORMAZIONE SOCIO-POLITICA
I materiali del corso
VITA CONSACRATA
Religiose e religiosi
ESTATE 2014
Iniziative e proposte
durante le vacanze
LINEE PASTORALI
Speciale
biennio 2012/2014
CARITA' E VOLONTARIATO
Proposte ed eventi
PASTORALE GIOVANILE
Formazione ed eventi
AGGREGAZIONI ECCLESIALI
Proposte ed eventi
ARCHIVIO
Materiali, documenti e ricordi

 
Cattedrale di Cremona
Santuario di Caravaggio
TRC - Teleradio Cremona Cittanova
NEC - Nuova Editrice Cremonese
La Vita Cattolica
Caritas Cremonese
FOCr - Federazione Oratori Cremonesi
ISSR - Istituto Superiore Scienze Religiose
delle Diocesi di Crema, Cremona e Lodi
Scuola diocesana di musica sacra
Case vacanze
Zona1
AC
ACLI Cremona
UNITALSI Cremona
dvd conte