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ANNO PASTORALE 2015
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  PAPI
SORESINA - 23 GENNAIO

Al monastero della Visitazione
nella festa del santo patrono
il vescovo Dante: «Ritorni
il fascino di amare il Signore»

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«Ritorni il fascino di amare il Signore in pienezza, nelle piccole cose così come in quelle grandi». Questo l’auspicio e la grazia espressi dal vescovo Lafranconi guardando alla figura e all’esempio di san Francesco di Sales, «perché dal clima spirituale delle nostre comunità cristiane possano nascere ancora vocazioni alla vita consacrata, come testimonianza della gioia e della pienezza con cui intendiamo rispondere al Signore sulla strada del Vangelo». L’occasione è stata la Messa presieduta nel pomeriggio di venerdì 23 gennaio a Soresina, nella chiesa del monastero della Visitazione (congregazione fondata proprio da san Francesco di Sales). Una celebrazione che si è svolta nel contesto dell’Anno della vita consacrata.

Photogallery della celebrazione

Omelia del vescovo (mp3)         Saluto del parroco (mp3)

 

Al centro dell’omelia di mons. Lafranconi proprio la figura del santo fondatore. Ricardando il periodo della sua vita in cui disperava di essere salvato, mons. Lafranconi ha evidenziato come il santo sia riuscito a superare questo dubbio solo guardando all'amore del Signore nel dono del Figlio: «Se Dio ha mandato suo Figlio per tutti – ha ricordato il Presule – allora vuole bene anche a me!».

La salvezza – ha quindi evidenziato il Vescovo – passa attraverso il riconoscimento dell'amore di Dio per l’umanità, così come ha capito san Francesco di Sales.

Di qui l’invito, rivolto alle claustrali ma non solo – di fare ogni cosa, anche la più umile -, sempre per amore. «Sull'onda di questo amore del Signore – ha affermato – anche noi diventiamo capaci di rendere grandi le piccole azioni della nostra quotidianità. Credo che il fallimento di una vita cristiana abbia le sue radici proprio nel non credere più con convinzione di essere amati da Dio. Allora la nostra vita diventa mediocre e poco significativa: ci lasciamo trascinare dagli avvenimenti più che imprimere in essi la forza del nostro amore per il Signore come risposta all'amore che lui ha per noi».

Poi una ulteriore sottolineatura, con un chiaro riferimento all’Anno dedicato alla Vita consacrata. «La vita consacrata – ha ricordato il Presule – nel disegno di Dio e nell'esperienza della Chiesa è quella situazione di vita scelta che risponde all'amore di Dio vivendo fino in fondo il Vangelo e per trascinare sulla strada del Vangelo anche tutti gli altri fedeli». Poi ha aggiunto: «Per le nostre sorelle vogliamo chiedere questa grazia. E la vogliamo chiedere per le nostre unità cristiane». «Il venire meno delle vocazioni alla Vita consacrata – ha aggiunto subito dopo – è un segno della debolezza di fede delle comunità cristiane, della nostra fede: è un segno di tiepidezza».

«A san Francesco di Sales, dal cuore così innamorato per il Signore, – ha quindi concluso il Vescovo – vogliamo chiedere per noi, per le suore e per le nostre comunità la grazia che ritorni il fascino di amare il Signore in pienezza, nelle piccole e grandi cose. Perché dal clima spirituale delle nostre comunità cristiane possano nascere ancora vocazioni alla Vita consacrata, come testimonianza della gioia e della pienezza con cui intendiamo rispondere al Signore sulla strada del Vangelo».

Diversi i sacerdoti che hanno concelebrato l’Eucaristia. Anzitutto i preti della parrocchia di S. Siro: il parroco don Angelo Piccinelli, don Attilio Spadari, don Andrea Piana e don Davide Ottoni. Diversi anche quelli del circondario: don Marino Dalè, don Renato Onida, don Franco Zangrandi, don Mario Marinoni, don Fabrizio Ghisoni, don Rinaldo Salerno (custode del Santuario Misericordia, Castelleone). Il servizio all’altare è stato garantito dai diaconi permanenti Raffaele Ferri e Angelo Papa e dai ministranti del paese. Dietro alla grata che si trova a fianco del presbiterio c’erano naturalmente le monache della Visitazione con la superiora, madre Rosa Maria.

Al termine della celebrazione, che è stata supportata dal coro parrocchiale Psallentes accompagnato all’organo da Francesco Stoppelli, ha preso la parola il parroco don Piccinelli. Dopo aver espresso l’augurio dell’intera comunità al Vescovo in vista del 23esimo di ordinazione episcopale, guardando all’incontro in programma in serata per la verifica della pastorale giovanile, ha sottolineato lo stretto rapporto che lega san Francesco di Sales e i giovani. Non a caso don Bosco volle dedicare proprio a questo santo la propria congregazione: i Salesiani.

 

Biografia di San Francesco

Nato a Thorens il 21 agosto 1567, concluse a Lione i suoi giorni, consunto dalle fatiche apostoliche, il 28 dicembre del 1622, l’anno della canonizzazione di San Filippo Neri, che Francesco conosceva attraverso la Vita scritta dal Gallonio, a lui inviata dall’amico Giovanni Giovenale Ancina. Iscritto nell’albo dei Beati nel 1661, fu canonizzato nel 1665 e proclamato Dottore della Chiesa nel 1887 da Leone XIII.

Francesco di Sales si formò alla cultura classica e filosofica alla scuola dei Gesuiti, ricevendo al tempo stesso una solida base di vita spirituale. Il padre, che sognava per lui una brillante carriera giuridica, lo mandò all’università di Padova, dove Francesco si laureò, ma dove pure portò a maturazione la vocazione sacerdotale. Ordinato il 18 dicembre 1593, fu inviato nella regione del Chablais, dominata dal Calvinismo, e si dedicò soprattutto alla predicazione, scegliendo non la contrapposizione polemica, ma il metodo del dialogo.

Per incontrare i molti che non avrebbe potuto raggiungere con la sua predicazione, escogitò il sistema di pubblicare e di far affiggere nei luoghi pubblici dei “manifesti”, composti in agile stile di grande efficacia. Questa intuizione, che dette frutti notevoli tanto da determinare il crollo della “roccaforte” calvinista, meritò a S. Francesco di essere dato, nel 1923, come patrono ai giornalisti cattolici.

A Thonon fondò la locale Congregazione dell’Oratorio, eretta da Papa Clemente VIII con la Bolla “Redemptoris et Salvatoris nostri” nel 1598 “iuxta ritum et instituta Congregationis Oratorii de Urbe”. Il suo contatto con il mondo oratoriano non riguardò tanto la persona di P. Filippo, quanto quella di alcuni tra i primi discepoli del Santo, incontrati a Roma quando Francesco vi si recò nel 1598-99: P. Baronio, i PP. Giovanni Giovenale e Matteo Ancina, P. Antonio Gallonio.

L’impegno che Francesco svolse al servizio di una vastissima direzione spirituale, nella profonda convinzione che la via della santità è dono dello Spirito per tutti i fedeli, religiosi e laici, fece di lui uno dei più grandi direttori spirituali. La sua azione pastorale - in cui impegnò tutte le forze della mente e del cuore - e il dono incessante del proprio tempo e delle forze fisiche, ebbe nel dialogo e nella dolcezza, nel sereno ottimismo e nel desiderio di incontro, il proprio fondamento, con uno spirito ed una impostazione che trovano eco profondo nella proposta spirituale di San Filippo Neri, la quale risuona mirabilmente esposta, per innata sintonia di spirito, nelle principali opere del Sales - “Introduzione alla vita devota, o Filotea”, “Trattato dell’amor di Dio, o Teotimo” - come pure nelle Lettere e nei Discorsi.

Fatto vescovo di Ginevra nel 1602, contemporaneamente alla nomina dell’Ancina, continuò con la medesima dedizione la sua opera pastorale. Frutto della direzione spirituale e delle iniziative di carità del Vescovo è la fondazione, in collaborazione con S. Francesca Fremiot de Chantal, dell’Ordine della Visitazione, che diffuse in tutta la Chiesa la spiritualità del S. Cuore di Gesù, soprattutto attraverso le Rivelazioni di Cristo alla visitandina S. Margherita Maria Alacocque, con il conseguente movimento spirituale che ebbe anche in molti Oratori, soprattutto dell’Italia Settentrionale, centri di convinta adesione.

 

 

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