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31 GENNAIO - SEMINARIO

Mons. Lafranconi: «Celebriamo
la Giornata nazionale della vita
con la solidarietà per la vita»
Premio Garini a "Il Girasole"

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«Celebriamo la Giornata della vita diffondendo la solidarietà per la vita». Così ha esortato il vescovo Dante durante la veglia di preghiera e testimonianza che la sera di sabato 31 gennaio si è svolta presso il Seminario di Cremona. Un impegno che lascia «spazio per tutta la nostra fantasia» per «condividere nella profondità del cuore e nella concretezza delle opere il segno del dono di Dio». A chiudere la serata la consegna del premio intitolato alla memoria di Mariolina Garini, destinato quest’anno all'associazione di famiglie affidatarie di Cremona “Il Girasole”.

Photogallery della veglia          Omelia del Vescovo (mp3)

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Ad aprire la serata è stato il video “Dear future mom”, il discusso spot che vede protagonisti ragazzi down che consolano e incoraggiano una madre che ha scoperto che il proprio figlio è affetto da questa sindrome. Un filmato premiato a Cannes e diffuso anche dall’Onu, con oltre 5 milioni di visualizzazioni su Youtube, censurato in Francia dopo che nel marzo scorso era stato diffuso in occasione delle Giornata mondiale per le persone Down.

Ulteriore spunto di riflessione una immaginaria lettera indirizzata al re Salomone. A scriverla la madre accusata di aver scambiato il figlio morto con quello di un’altra donna e che, di fronte alla decisione del re di tagliare in due il bambino per darne metà a ciascuna delle due donne, si rende disponibile a privarsi di suo figlio pur di salvargli la vita.

Quindi l’inizio del momento di preghiera presieduto dal Vescovo. Sul palco, accanto a lui, Laura Gambarin e Gianluigi La Torre, della compagna GardArt, che con il canto e la recitazione hanno aiutato e creare il giusto clima della veglia.

Dopo la lettura di un passo del messaggio dei Vescovi italiani per la 37esima Giornata per la vita, dal titolo “Solidali per la vita”, un altro video, relativo al tasso di natalità nel mondo. Un quadro desolante quello evidenziato dal reportage, con l’Italia posizionata negli ultimi posti della classifica europea, con un tasso di natalità dell’1,2, contro una media europea dell’1,38. Un’analisi che non ha tralasciato l’importanza che in questo ambito è ricoperto dai flussi migratori. E in particolari quelli di famiglie islamiche, con prospettive di un radicale mutamento della situazione europea e non solo.

Poi uno stralcio de “Il diario di Adamo ed Eva” di Mark Twain e due letture bibliche, da cui il Vescovo ha preso spunto per la propria riflessione. Due testi – quello della Genesi e dell’Apocalisse – con un punto in comune: l’albero della vita.

Nel primo testo l’attenzione si è focalizzata su Adamo che pensando di aver padronanza anche sull'albero della vita rompe quel rapporto che poteva portare alla pienezza dell'esistenza. Nell’Apocalisse l’attenzione è proiettata, invece, verso la conclusione della storia terrena con un albero perenne posto nella città che discende dal cielo. A unire questi due alberi la croce di Cristo: «su quell'albero – ha sottolineato il Vescovo – il Figlio di Dio non ha pensato di ergersi nella sua autosufficienza, ma ha assunto la condizione di servo, facendosi obbediente fino alla morte». Un albero «su cui la morte ha trovato la sua definitiva sconfitta». E proprio in questa ottica il pensiero di mons. Lafranconi è andato ai grandi crocifissi della Liguria ornati di fogliame dorato: non solo un elemento decorativo, ma che dice che da quell'albero crescono frutti quale albero della vita.

«Noi che abbiamo la grazia di essere discepoli di Gesù – ha quindi proseguito – se vogliamo giungere all'albero della vita, quello che segnerà il passaggio alla beatitudine, dobbiamo intraprendere la strada che ci ha aperto il Signore: quella del servizio, del servizio alla vita». Qui il riferimento evidente al tema della Giornata per la vita di quest’anno, cui il Vescovo ha fatto riferimento in alcuni passaggi, in particolare per sottolineare alcuni aspetti concreti di solidarietà alla vita: dalla procreazione all’adozione; dall’adozione di famiglie da parte di altre famiglie al tema delle migrazioni con il rischio, sottolineato anche da Papa Francesco, di cadere nella globalizzazione dell'indifferenza.

«Celebriamo la Giornata della vita diffondendo la solidarietà per la vita». Ha detto il Vescovo concludendo il proprio intervento. «In queste indicazioni c’è spazio per tutta la nostra fantasia. Quello che interessa a noi cristiani è seguire le orme del Signore anche nel servizio alla vita, che permette di riconoscere Lui in ciascuna persona». «Il Signore ci aiuti – ha quindi terminato – a condividere nella profondità del cuore e nella concretezza delle opere il segno del suo dono, perché anche noi possiamo dirci solidali con la vita».

La veglia è proseguita poi con due testimonianze. Prima quella di Elisa e Giovanni Dallaporta, una coppia che ha deciso di portare a compimento il parto del quarto figlio pur a fronte di una grave anomalia cromosomica. E tutta l’attenzione è stata rivolta a Benedetto, vissuto solo 30 ore. Una testimonianza commovente e ricca d’amore che si è conclusa con l’annuncio dell’arrivo di un altro fratellino.

La seconda testimonianza è stata quella del presidente del Centro di aiuto alla vita di Cremona, Paolo Reggiani. A fare da sottofondo alle sue parole le immagine tratte dal documentario “Il grido silenzioso” (1984) del ginecologo Bernard Nathanson. L’occasione anzitutto per un bilancio: con le 700 famiglie sostenute e i 15 bambini salvati dall’aborto. E proprio rispetto a questa «carneficina legalizzata» Reggiani ha voluto proporre alcune riflessioni richiamando l’attenzione su un tema molto spesso poco considerato anche dai cattolici. «Non possiamo fare finta di niente – ha detto il presidente del Cav cremonese – e, anzi, dobbiamo alzare i toni per fare sentire la nostra opinione». L’attenzione è andata anche al mondo del volontariato, dove non mancano certo le difficoltà di incrinature interne e concorrenze tra gruppi: «Riunendo le forze e sforzandoci di riprendere un dialogo, la nostra voce unita potrà avere ancora forza e significato»

La veglia, promossa dall’ dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare, diretto da don Giuseppe Nevi, si è conclusa come tradizione con la consegna del premio intitolato alla memoria di Mariolina Garini, il cui profilo è stato brevemente tracciato dal presidente del Movimento per la vita di Cremona, Paolo Emiliani, che l’ha confrontata con la umile ma significativa esperienza di Paola Marozzi Bonzi, anima del Cav Mangiagalli, ospite a Cremona nel pomeriggio del 1° febbraio. Sul palco anche il marito di Mariolina, Alfeo Garini. Il contributo economico è stato quest’anno devoluto all'associazione di famiglie affidatarie di Cremona “Il Girasole”, rappresentata dal gruppo del Consiglio con don Pierluigi Codazzi e la presidentessa Marzia Bassignani.

 

 

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