HOME PAGE  |   AREA DOWNLOAD  |   CONTATTI



linee pastorali
IRC
ANNO PASTORALE 2015
adorazione
 
  PAPI
CREMONA - 8 FEBBRAIO

Festa patronale di S. Agata
con il pensiero ai martiri di oggi
e l'invito del vescovo Dante
a vincere l'indifferenza

Condividi su Facebook Condividi su Facebook

La festa patronale di sant’Agata, celebrata dal Vescovo la mattina di domenica 8 febbraio nell’omonima chiesa cittadina di corso Garibaldi, è stata per il Vescovo occasione per ricordare quanti ancora oggi vivono il martirio a causa della propria fede. Da qui l’invito a vincere l’indifferenza per la situazione di questi fratelli e a vivere una testimonianza più coraggiosa e gioiosa nelle situazioni di tutti i giorni.

Omelia del Vescovo         Photogallery

In una Cremona ancora innevata, con grandi cumuli di coltre bianca a fare da insolito scenario, domenica 8 febbraio le comunità cittadine dell’unità pastorale di S. Agata e S. Ilario hanno celebrato la martire catanese a cui è dedicata la grande chiesa di corso Garibaldi. Neanche un mese fa, nel pomeriggio del 13 gennaio, l’appuntamento era stato nella vicina chiesa di S. Ilario. Anche in quel caso per la festa patronale. Quindi una seconda importante ricorrenza, per il quartiere Cittanova, e ancora alla presenza del Vescovo.

Accanto al Vescovo i quattro sacerdoti dell’unità pastorale: il parroco mons. Dennis Feudatari, il vicario don Stefano Montagna e i collaboratori parrocchiali don Franco Regonaschi e don Angelo Guerreschi Parizzi. Presente anche il segretario e cerimoniere episcopale, residente proprio a S. Agata, dove è stato vicario per oltre una decina d’anni.

Diversamente dal solito, durante la celebrazione non è stata incensata la Tavola di S. Agata, ma la reliquia della martire catanese posta ai piedi dall’altare.

Il martirio della Patrona è stato lo spunto per guardare alla situazione attuale, caratterizzata ancora da violenze e persecuzioni dei cristiani. A testimoniarlo chiaramente le 185 chiese distrutte in Nigeria e la testimonianza all’assemblea generale della CEI dell’arcivescovo caldeo di Erbil, in Iraq, monsignor Bashar Matte Warda, rispetto alla situazione dei profughi provenienti dalla città di Mossul e dalla piana di Ninive, nei confronti dei quali era stato indirizzato l’Avvento di Carità proposto a livello diocesano.

«Il senso della paura – ha detto il Vescovo – in questi cristiani è vivo. E diventa sempre più significativo anche per noi vedere la nobiltà e il coraggio con cui questi nostri fratelli affrontano le prove della vita».

Da qui l’invito del Vescovo a non lasciarsi prendere dall'indifferenza di fronte a queste situazioni: «Noi ne siamo partecipi fino in fondo con il cuore? Sentiamo che sono nostri fratelli? Li portiamo dentro la nostra preghiera perché possano superare la prova?». Mons. Lafranconi che ha poi richiamato la testimonianza di un ebreo scampato allo sterminio della seconda guerra mondiale, secondo il quale proprio l’indifferenza ha portato a certi estremi: «L’indifferenza di fronte al poco – ha detto – ha permesso di straripare nella violenza enorme».

Altra testimonianza proposta dal Vescovo è stata quella di una monaca trappista del monastero cistercense Valserena, con una comunità in Siria: religiose che proprio mons. Lafranconi ha avuto modo di conoscere personalmente alcuni anni fa durante il pellegrinaggio diocesano in quelle terre. Un invito alla preghiera, come più volte chiesto anche dal Papa: non solo per i cristiani nella prova, ma anche per i loro persecutori, «prendendo sul serio il problema del male».

Ma mons. Lafranconi ha richiamato anche l’importanza di un secondo atteggiamento, dopo quello della preghiera che aiuta a vincere l’indifferenza: esprimere la propria testimonianza nella quotidianità della vita senza vergogna e compromessi. «Siamo orgogliosi e fieri – ha ricordato il Presule – di quello che il Signore Gesù ci ha donato e ci ha promesso, garantendolo con la sua morte e risurrezione. Così come siamo fieri di questi fratelli». «All’indifferenza – ha proseguito – a volte si associa anche un senso di incapacità di dire a testa alta che siamo cristiani, e contenti di esserlo. Ne vale la pena anche se dobbiamo affrontare qualche insulto e ironia perché siamo fedeli al Signore Gesù».

«Celebrare la festa di sant’Agata – ha concluso il Vescovo – non vuol dire solo mettersi in sintonia con il passato, ma anche con il presente». Perché la testimonianza della fede «continua a essere eloquente con la parola del sangue», quando si offre la vita per amore, non certo «con la spinta dell'odio». «Chiediamo al Signore Gesù, per intercessione di sant’Agata, di ritrovare le motivazioni e le convinzioni più vere per ringraziare il Signore del dono della fede e la forza di testimoniarla nelle condizioni di vita attuale, a sostegno fraterno anche di coloro che per la fede pagano molto di più».

Al termine della Messa – animata dalla schola cantorum e servita all’altare da un folto gruppo di ministranti, il Vescovo ha incontrato gli operatori pastorali dell’unità pastorale nel teatrino dell’oratorio.

 

 

convegno firenze


Liturgia


In Evidenza

TUTTI A TAVOLA
Speciale dedicato
al Grest 2015
QUARESIMA
E PASQUA 2015
Eventi e liturgie
ATTIVITA'
DEL VESCOVO
Dante Lafranconi
FORMAZIONE E CATECHESI
Corsi e sussidi
ANIMAZIONE LITURGICA
Corsi e sussidi
CLERO DIOCESANO
Nomine ed eventi
CORSO BIBLICO
DI DON CAVEDO
Dio o religione?
FORMAZIONE SOCIO-POLITICA
I materiali del corso
VITA CONSACRATA
Religiose e religiosi
ESTATE 2014
Iniziative e proposte
durante le vacanze
LINEE PASTORALI
Speciale
biennio 2012/2014
CARITA' E VOLONTARIATO
Proposte ed eventi
PASTORALE GIOVANILE
Formazione ed eventi
AGGREGAZIONI ECCLESIALI
Proposte ed eventi
ARCHIVIO
Materiali, documenti e ricordi

 
Cattedrale di Cremona
Santuario di Caravaggio
TRC - Teleradio Cremona Cittanova
NEC - Nuova Editrice Cremonese
La Vita Cattolica
Caritas Cremonese
FOCr - Federazione Oratori Cremonesi
ISSR - Istituto Superiore Scienze Religiose
delle Diocesi di Crema, Cremona e Lodi
Scuola diocesana di musica sacra
Case vacanze
Zona1
AC
ACLI Cremona
UNITALSI Cremona
dvd conte