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GIORNATA DEL MALATO

Messa del Vescovo a Calcio:
«La sofferenza non toglie
alla persona la dignità umana»
Poi la visita alla Fondazione
don Carlo Zanoncello

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La dignità di una persona non può diminuire nel momento della sofferenza. Lo ha affermato con forza il vescovo Lafranconi esprimendo preoccupazione per la proposta di rendere legale la richiesta d’eutanasia che sta prendendo piede in alcune nazioni europee. L’occasione è stata la celebrazione diocesana della Giornata del malato che mons. Lafranconi ha presieduto nel pomeriggio di mercoledì 11 febbraio a Calcio. Il pensiero è andato a tutti gli ammalati e al parroco don Massimo Morselli, ma anche al prezioso servizio di tanti volontari. Dopo la Messa il Vescovo ha visitato gli ospiti della locale casa di riposo.

Saluto di don Leggio (mp3)        Omelia di mons. Lafranconi (mp3)

Photogallery:

 

Ha assunto un significato del tutto particolare la Giornata del malato di quest’anno, celebrata a livello diocesano a calcio, nella Bergamasca.

L’appuntamento è stato per le 15.30 nella chiesa parrocchiale di S. Vittore martire per la recita del Rosario animato dall’Unitalsi. Ai piedi dell’altare le seggiole a rotelle, nei primi banchi gli ammalati e gli anziani. Ad accompagnarli tanti volontari, in particolare i barellieri e le dame dell’Unitalsi, nelle proprie uniformi. Anche la comunità parrocchiale non ha voluto mancare a questa celebrazione, partecipata da tanti bambini, accompagnati dalle mamme dopo l’uscita da scuola.

Alle 16 l’inizio della Messa presieduta dal Vescovo. La processione d’ingresso con i ministranti, i confratelli del Santissimo Sacramento, i sacerdoti e una rappresentanza unitalsiana ha fatto ingresso dal portone centrale, mentre la corale parrocchiale eseguiva il canto iniziale.

Accanto al Vescovo c'erano: il responsabile diocesano per la Pastorale della salute, don Maurizio Lucini; il vicario zonale, don Marco Leggio; il vicario di Calcio, don Matteo Bottesini; il parroco di Pumenengo, don Angelo Ferrrari; il cerimoniere vescovile, don Flavio Meani. Sull'altare anche il collaboratore parrocchiale don Carlo Merisi. Ha prestato servizio all’altare il diacono permanente Eliseo Galli.

Presenti anche le autorità del territorio, con il sindaco Elena Comendulli, il comandante della polizia locale e quello della locale stazione dei carabinieri.

All’inizio della celebrazione il saluto don Leggio che, ringraziando il Vescovo per la presenza, ha ricordato il momento particolare che la Parrocchia di Calcio sta vivendo. E guardando a tutti coloro che stanno sono in situazioni di particolare difficoltà, il pensiero è andato naturalmente al parroco don Massimo Morselli. Poi la richiesta di preghiera per tutti gli operatori della pastorale sanitaria. Il vicario zonale ha ricordato anche suor Maria Lunardi, scomparsa proprio la mattina dell’11 febbraio all’età di 99 anni: per 40 anni era stata cuoca nella scuola del paese.

Nell’omelia il Vescovo ha guardato anzitutto a Maria. Lo spunto è stato il brano evangelico della visita alla cugina Elisabetta. E l’immagine della Vergine in cammino è stato lo spunto per richiamare i tanti interventi della Madre di Dio nella storia degli uomini: occasioni per portare un messaggio di speranza e consolazione. Proprio come accadde a Lourdes, nel cui anniversario della prima apparizione ogni anno si celebra la Giornata mondiale del malato.

Poi il richiamo alla prima lettura, tratta dal libro di Giobbe. Occasione anzitutto per guardare a chi soffre. «Dietro alla figura di Giobbe che perde i segni esteriori della sua dignità – ha detto il Vescovo – noi siamo richiamati a considerare ogni persona che soffre senza mai negarle il riconoscimento della propria dignità, che rimane al di là delle condizioni di benessere e di salute». E ha proseguito: «In questa giornata la Chiesa vuole ribadire che ogni sofferente è una persona che merita tutta l’attenzione e tutto il rispetto per la sua dignità. Non solo in una prospettiva cristiana: anche nella vita sociale questo particolare riconoscimento non può mancare».

E qui un riferimento di stretta attualità: «Non può che lasciarci esterrefatti – ha detto – quello che in varie nazioni, anche europee, si va proponendo: rendere legale la richiesta dell’eutanasia». «Tutti sappiamo per esperienza – ha continuato – che nessun ammalato desidera arrivare veramente alla morte se si sente circondato da affetto e attenzione». E proprio in questo senso mons. Lafranconi ha inviato: «Non lasciamo mai senza la consolazione della vicinanza, dell’attenzione e dell’affetto coloro che soffrono».

Poi, richiamando il tema della Giornata – “Sapientia cordis. Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo” (Gb29,15) – il pensiero del Vescovo è andato a tutti coloro che, spesso nella semplicità e nel silenzio, accudiscono gli anziani e i sofferenti: i famigliari e i volontari che per scelta dedicano tempo e passione per alleviare le sofferenze degli altri.

«A tutti voi, che dedicate il vostro tempo e la vostra attenzione affettuosa agli ammalati, soprattutto quando i tempi dell’assistenza si trascinano per anni e tutto diventa più difficile e pesante, – ha concluso il Vescovo – voglio dire il grazie di tutta la comunità umana per il servizio che fate. E pensando a voi offro anche questo vostro servizio, insieme con i disagi e i limiti di quanti voi assistete, perché il Signore Gesù, unendo al proprio sacrificio le vostre opere e le loro sofferenze, possa renderle fonte di benedizione per il bene di tutta la Chiesa e di tutta l’umanità».

Al termine della Messa mons. Lafraconi si è recato alla casa di riposo "Fondazione don Carlo Zanoncello". Nella moderna struttura, inaugurata solo alcuni anni fa e che oggi ospita una settantina di persone, il Vescovo si è intrattenuto con gli operatori, gli ospiti e i loro familiari. Dopo il benvenuto dato dai degenti all’ingresso della struttura, mons. Lafranconi, accompagnato da don Bottesini e don Merisi, si è recato nelle stanze per incontrare le persone allettate. Momenti vissuti nella semplicità e nell’informalità, ma di grande intensità e commozione.

 

 

 

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