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CICOGNOLO - 22 FEBBRAIO

Conferiti dal Vescovo i Ministeri
L'Accolitato al seminarista
Nicola Premoli di Covo
Il Lettorato a quattro candidati
al diaconato permanente
e a due religiosi togolesi

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La prima domenica di Quaresima come consueto ha scandito una importante tappa nel cammino di preparazione al Diaconato e al Presbiterato: il conferimento dei ministeri del Lettorato e dell’Accolitato. La solenne celebrazione è stata presieduta dal vescovo Lafranconi nella chiesa parrocchiale di Cicognolo nel pomeriggio del 22 febbraio. Ben sette i canditati. Uno solo si sta preparando al sacerdozio al servizio della Chiesa cremonese: Nicola Premoli, seminarista di IV Teologia, originario di Covo. Per lui il ministero dell’Accolitato. Dei sei lettori, due sono religiosi togolesi, residenti proprio a Cicognolo, che stanno studiando in vista dell’ordinazione presbiterale; gli altri quattro sono adulti in formazione per il diaconato permanente.

Omelia del vescovo Lafranconi (mp3)

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La celebrazione ha preso il via puntuale alle 16 quando, all’esterno della chiesa, sul lato della sagrestia, si è mossa la processione d’ingresso. Dietro ai seminaristi e ai ministranti, i sette candidati e una folta schiera di sacerdoti.

Ad accompagnare fra Richard Kossi Aglah e fra Justin Messanvi c’era il parroco di Cicognolo, don Francesco Pigola, e il sacerdote togolese don Emanuele Daye, fondatore dell’associazione religiosa di cui fanno parte: i Missionari di Gesù e di Maria.

Con Roberto Cavalli, 49enne di Caravaggio, don Angelo Lanzeni; con Walter Cipolleschi (55 anni) il parroco di S. Michele Vetere in Cremona, don Aldo Manfredini; con Emilio Frassini, 54enne di Soncino, don Mario Marinoni; e con Luigi Sangalli, 36 anni di Brignano Gera d’Adda, il parroco don Luciano Manenti.

A rappresentare la parrocchia di Covo, di cui è originario il seminarista Premoli, il vicario, don Gabriele Battaini.

E poi c’erano naturalmente i superiori del Seminario: il rettore don Enrico Trevisi, il vice don Marco d’Agostino e il direttore spirituale don Primo Margini. E non mancava neppure mons. Mario Barbieri, delegato episcopale per il Clero.

Hanno prestato servizio all’altare don Alessandro Bertoni (diacono che il prossimo giugno sarà ordinato sacerdote) e alcuni dei diaconi permanenti: Cesare Galantini (di Cicognolo), Gianmario Anselmi, Eliseo Galli e Raffaele Ferri.

Al centro dell’omelia del Vescovo in particolare la conclusione del Vangelo (Mc 1,12-15): «Convertitevi e credete nel Vangelo». Dopo aver riflettuto sulle diverse sfaccettature del termine «credere», mons. Lafranconi ha focalizzato l’attenzione su che cosa significhi credere nel Vangelo: una fiducia totalizzante in Dio, da cui scaturisce proprio l’esigenza di conversione. «Nel momento in cui ci si fida di Dio – ha detto – la nostra vita non può non diventare diversa, concentrata su quello che il Signore ci propone».

Proprio la Quaresima è il tempo per eccellenza in cui «mettere a fuoco dentro di noi questa fiducia – ha proseguito il Vescovo – perché ritengo che il Vangelo sia per me una bella notizia. Scorrendo la storia della nostra esistenza possiamo trovare le ragioni che confermano questa nostra fiducia».

Da qui l'invito, rivolto in particolare a quanti poco dopo avrebbero ricevuto il ministero del Lettorato, ad ascoltare questa Parola per «farne oggetto di meditazione, lasciarla entrare dentro il cuore e interiorizzarla, facendone il punto di riferimento». E proprio in questo senso il Vescovo ha richiamato l’esortazione di Papa Francesco a tenere sempre in tasca il Vangelo: «Non è un libro da lasciare in disparte – ha detto – ma che accompagna tutti giorni della nostra vita!».

Poi ha affermato: «A voi, che site candidati al ministero del Lettorato, rivolgo l’invito che colgo dal rito: sappiate accogliere la Parola in voi stessi!». E l’esempio che il Vescovo ha voluto mettre davanti agli occhi di tutti è stata la figura di Maria, che tutto serbava nel cuore, meditandolo.

Ma mons. Lafranconi non ha richiamato solo all’impegno di credere nel Vangelo, «per continuare fino in fondo la nostra conversione!», ma anche il compito di annunciarlo. «Voi con il ministero – ha sottolineato – siete chiamati a collaborare a questo che è l’impegno primario della Chiesa». Un annuncio – ha sottolineato il Vescovo – da portare avanti anzitutto nei contesti di vita quotidiana, dove la stragrande maggioranza delle persone è battezzata, ma conosce poco la Parola di Dio.

Rivolgendosi poi in modo particolare al seminarista Nicola Premoli, il Vescovo ha sottolineato la particolare vicinanza che il ministero dell’Accolitato porta nei confronti di sacerdoti e diaconi, «a indicare che con questo passo la sua scelta si orienta sempre più decisamente e chiaramente a servire il Corpo di Cristo che è la Chiesa».

«Caro Nicola – ha detto il Vescovo – il ministero dell’accolito non soltanto dà la gioia di questo avvicinamento così stretto al ministero dell’Ordine sacro, ma dice anche l’attenzione particolare verso il Corpo di Cristo rappresentato da tutto il popolo di Dio». E il pensiero di mons. Lafranconi è andato in particolare alle membra più delicate di questo corpo: i deboli, i fragili e gli ammalati.

«Con la stessa venerazione con cui cerchiamo di accostarci all’Eucaistia – ha concluso – ci accostiamo anche al corpo del Signore vivente nella sua Chiesa per essere con Lui portatori di consolazione, perdono e grazia».

Terminata l'omelia è avvenuto il rito del conferimento dei Ministeri. Prima il Lettorato: i sei candidati sono stati chiamati dal diacono e, una volta risposto il loro «Eccomi», si sono portati davanti al Vescovo. Dopo la benedizione, la consegna del libro delle Scritture con il mandato di proclamarle e viverle ogni giorno.

Quindi è stato chiamato Nicola Premoli: anch'egli, dopo aver risposto «Eccomi», si è recato davanti al Vescovo e, una volta ricevuta la benedizione, ha accolto dalle sue mani la patena con le particole. Per lui il mandato di conformare la propria esistenza al mistero eucaristico. Proprio il seminarista di IV Teologia al momento della Comunioni ha affiancato il Vescovo per la distribuzione dell’Eucaristia ai fedeli.

Al termine della Messa in oratorio un gioioso momento di festa. 

 

I ministeri di Lettorato e Accolitato

Il conferimento dei ministeri si qualifica come una specifica iniziazione al diaconato e al presbiterato dalla forte valenza pedagogica, in vista di una comprensione sempre maggiore dell’identità e delle funzioni del ministero sacerdotale, al quale i seminaristi si sono orientati in maniera ufficiale con il rito di ammissione.

Il ministero del Lettorato è segno di quel rapporto privilegiato con la Parola di Dio che il seminarista prima, e poi il prete, è chiamato a coltivare, nella consapevolezza che quella è la via maestra sulla quale plasmare la propria vita e le proprie scelte concrete. Oltre alla proclamazione della Sacra Scrittura durante le celebrazioni liturgiche, il lettore è invitato a meditare profondamente sulla Parola di Dio e a esercitare il suo ministero soprattutto nella catechesi, per esercitarsi in concreto al grande impegno dell’evangelizzazione, proprio dei presbiteri. La spiritualità che il seminarista, ricevendo il ministero del lettorato, è chiamato a far crescere dentro di sé è quella di una profezia incarnata dentro la sequela del Signore e la testimonianza coerente della vita.

All’Accolito, istituito per il servizio dell’altare e la distribuzione della santa comunione, è invece affidato l’impegno di dedicarsi in maniera sempre più profonda al proprio rapporto con l’Eucaristia, attraverso la partecipazione attiva e raccolta alla celebrazione della messa, l’adorazione eucaristica e la preghiera personale. Il seminarista che riceve il ministero dell’accolitato è chiamato dalla Chiesa a maturare una spiritualità eucaristica, fondata cioè sulla logica del dono totale di sé, della gratuità e della comunione, che il sacramento del Corpo del Signore porta in sé come annuncio e promessa. 

 

Le biografie

Nicola Premoli, della parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo in Covo, è nato a Romano di Lombardia (BG) il 19 maggio 1976. Dopo gli studi presso l’istituto tecnico commerciale “Rubini” di Romano di Lombardia e quindici anni di lavoro in banca, è entrato in seminario nel settembre 2010. In questi anni ha prestato servizio nella parrocchia cittadina della “Beata Vergine di Caravaggio”, in quella di Casalbuttano, presso la “Casa della Speranza” e per un anno ha collaborato con don Marco D’Agostino nell’animazione vocazionale. Quest'anno collabora con la comunità di Soncino.

 

Fra Richard Kossi Aglah e fra Justin Messanvi, membri dei Missionari di Gesù e di Maria, l’associazione religiosa fondata dal sacerdote togolese don Emanuele Daye. Rispettivamente di 37 e 33 anni, i due giovani, dopo un anno di postulato e due di noviziato, nel 2005 hanno emesso i voti semplici e nel 2013 quelli perpetui. Dal 2011 i due religiosi si trovano in Italia per gli studi teologici nel nostro Seminario e sono ospiti presso la comunità di Cicognolo, dove collaborano nella pastorale ordinaria, così come 30 anni fece don Emanuele. Fra Justin, il più giovane, è nato a Agotime Adame, sul mare. Il trasferimento della sua famiglia l’ha portato nella diocesi di Kpalimé, sull’altipiano, terra d’origine di fra Richard, nato a Agou. È lì che entrambi hanno conosciuto don Emanuele e la sua famiglia religiosa.

 

 

Emilio Frassini (primo a sinistra), 54 anni, della parrocchia di Santa Maria Assunta e San Giacomo in Soncino. Perito elettrotecnico e celibe, è particolarmente attento al settore caritativo.

Luigi Sangalli (alla destra del Vescovo), 36 anni, della comunità S. Maria Assunta in Brignano Gera d’Adda. Tecnico nell’industria meccanica e celibe, si dedica in special modo alla pastorale giovanile e all'animazione liturgica.

Walter Cipolleschi (alla sinistra del Vescovo), 55 anni, di San Michele Vetere a Cremona. Anch’egli laureato in economia e commercio, imprenditore nel settore informatico, Cipolleschi è sposato con Maria dalla quale ha avuto due figli. Da anni si interessa di pastorale familiare. 

Roberto Cavalli (primo a destra), 49 anni, della parrocchia dei Santi Fermo e Rustico in Caravaggio. Laureato in economia e commercio, impiegato nel settore bancario e celibe, nella sua comunità si occupa in modo particolare del settore caritativo, mentre in diocesi è impegnato nel Servizio per il catecumenato degli adulti.
 

Tutti e quattro i futuri diaconi permanenti stanno seguendo i corsi di teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Crema.

 

 

 

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