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SENTINELLE DEL MATTINO

Al Cafè Teologico
il Medioevo sotto la lente
di Paolo Molinari
L'audio dell'incontro

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Il Medioevo è stato al centro del quarto incontro del Café teologico, promosso venerdì 20 febbraio a Cremona, all’oratorio di S. Imerio, dalle Sentinelle del Mattino. "Il Medioevo è stato intollerante?" la domanda a cui ha cercato di rispondere lo storico e filosofo Paolo Molinari.

Contributi audio (mp3):

 

L’appuntamento è stato come sempre nell’accogliente contesto di un bar, dove il relatore è stato chiamato a guardare alla polemica sul Medioevo che dura ormai da tre secoli, ossia da quando gli illuministi definirono la loro epoca come moderna e illuminata, bollando di oscurantismo il cosiddetto Medioevo.

Il tentativo da parte di alcuni di negare la presenza di radici cristiane all’Europa ha indotto il sociologo americano Rodney Stark a scrivere un volume intitolato “La vittoria della ragione. Come il cristianesimo ha prodotto libertà progresso e ricchezza”, dal quale chiaramente si evince come i risultati dell’illuminismo furono possibili proprio perché in precedenza c’era stato il Medioevo. Un’epoca che ebbe solamente la Chiesa come sorgente di cultura.

Il relatore ha aiutato i giovani a trovare le chiavi interpretative più corrette per leggere il Medioevo, in relazione anche a quanto si studia a scuola.

 
L'introduzione di Marco Anzoni e la relazione di Paolo Molinari

L’epoca medioevale – è stato ricordato – fonda le proprie origini nella caduta dell’Impero Romano. Le invasioni barbariche spazzarono via ciò che rimaneva della civiltà romana durata mille anni, poiché non trovarono resistenza all’invasione dei territori governati da Roma. La Roma gloriosa di un tempo non esisteva più. La gente, abituata al benessere, non aveva più ideali e nessuno difendeva più l’Impero poiché si credeva che non potesse mai cadere.

Il Medioevo fu sostanzialmente un’epoca violenta e cristiana. Non fu violenta perché cristiana, ma violenta perché caratterizzata dalla crisi dell’Impero Romano. La società era in decadenza e le incursioni barbariche terrorizzavano la popolazione, ormai senza più punti di riferimento. Il Cristianesimo mitigò questa violenza grazie al monachesimo benedettino che umanizzò la società imbarbarita. San Benedetto tornò al succo del messaggio evangelico, cioè che Cristo ha salvato il mondo, e lo attualizzò iniziando a costruire una casa per lui e per i fratelli che intendevano vivere la regola monacale "ora et labora". Questa fu una grande rivoluzione, poiché fino ad allora il lavoro era ritenuto un compito degli schiavi, mentre per san Benedetto il lavoro è il modo con cui l'uomo ha il potere di trasformare la realtà. In un certo senso si può dire che il capitalismo iniziò con Benedetto.

La gente disperata iniziò dunque a trovare rifugio e speranza presso i monasteri; si insediò attorno a essi, dove nacquero i borghi, ossia case di laici che vivevano in stretto contatto con i monaci. Fu l’inizio di una nuova civiltà. I monaci furono gli unici a parlare con i barbari che, inizialmente, fecero incursioni e saccheggi, ma poi, di fronte alla costanza dei monaci, si convertirono. Anche le donne romane contribuirono a ciò, in quanto convertirono i mariti che, come Clodoveo I, impararono a usare la forza non per distruggere ma per difendere e costruire.

Si convertirono intere popolazioni, come i Franchi e gli Ungari. Carlo Magno, di origini germaniche, si convertì e costruì il Sacro Romano Impero. Egli, come tutti i germani, era cresciuto addestrato per combattere. Il Papa di allora lo richiamò perché ovunque andava conquistava e assoggettava i popoli con violenza. Allora egli decise di prendere con sé i monaci che, nelle zone conquistate, costruirono monasteri dove Carlo Magno chiese che la popolazione venisse istruita. Carlo Magno rimase germano anche da cristiano, ma in quell’epoca era normale che fosse così.

Il Cristianesimo unì la cultura romana con la violenza barbara in sette secoli di storia. Il grosso del popolo era barbaro e cristiano. I santi che lasciarono la violenza per dedicarsi totalmente a Dio furono pochi. La figura del cavaliere fu un tentativo di introdurre un codice d’onore per i guerrieri barbari.

Il Medioevo iniziò con il nulla e finì con la Divina Commedia e le cattedrali gotiche: uUna bellezza incredibile! Ciò fu possibile perché allora si costruiva per il popolo, per i figli dei figli. Non si pensava ad avere un risultato nell’immediato come si fa oggi. Quando san Benedetto morì l’Europa era ancora in fiamme, ma i monaci avevano chiaro che la vita si misura nell’eternità, non adesso.

 

Prossimo e ultimo incontro del Café Teologico venerdì 17 aprile con Francesco Agnoli che affronterà il tema "L'aborto è un progresso?". Appuntamento come sempre alle 21.15 all'oratorio di S. Imerio, a Cremona.

I precedenti incontri:

 

 

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