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EDIZIONI SAN PAOLO

Grandissimo successo
del libro «Spaccato in due»
già alla quarta ristampa
E sulle pagine di facebook
crescono le testimonianze

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Il libro di Gianluca Firetti, «Spaccato in due. L’alfabeto di Gianluca» (Edizioni San Paolo, € 12) entra per la quarta volta in stamperia in meno di un mese. Avvenire di venerdì 20 febbraio, nella rubrica “I best seller della fede” lo metteva al primo posto. Non è entrato dal decimo. Ma subito in cima alla classifica. Eppure è una storia nostra, di periferia, senza un autore famoso. Non sono devoto dei numeri, ma una riflessione, credo, s’imponga. Evidentemente – come aveva detto il grande storico e letterato italiano, don Giuseppe de Luca «un libro, quando esce, è libero di andare dove vuole». E Gian sta facendo questo servizio alla Chiesa e alla nostra società. Va, si lascia comperare, non si nasconde nelle sue fragilità di giovane malato, di credente, di persona che si interroga e cerca una risposta.

Gianluca ha affrontato con forza e con coraggio la morte. Non ha chiuso gli occhi davanti al male, ma si è aperto, con tutto il cuore. A Dio e agli altri. Il libro «va forte - come dice l’Editore - perché l’autore è un giovane che parla di se stesso e fa parlare i giovani». Don Giacomo Perego, direttore Editoriale del Gruppo San Paolo, ne è convinto. Per questo il libro fa parlare, induce cordialmente le persone a scrivere sulla pagina facebook “Fili di speranza” che racconta l’evoluzione del libro a quattro mani, le impressioni, i sentimenti suscitati, la consolazione che riesce a dare. «È già esaurito – afferma don Giacomo – prima ancora che arrivi nelle librerie».

E i messaggi sono davvero tanti e da tutta Italia. Disponibile in e-book, in attesa della quarta ristampa cartacea, le persone, soprattutto i giovani l’hanno comperato in formato digitale. «È come avere Gian sempre insieme, ascoltare le sue parole e sentire il suo messaggio forte e chiaro. Un vero amico». Un giovane di Padova, coetaneo di Gian, scrive: «Sento la storia di Gianluca ancora più vicina, per quel che posso provare a comprendere prima di aver letto il libro. Rimane una gran voglia di conoscere meglio questo ragazzo, per portare qualche novità alla mia vita di giovane. Novità che sarebbe bello condividere con altri giovani e altre persone. Presto troverò il modo di reperire il libro, magari in forma cartacea presso una libreria San Paolo oppure trammite lo store online. Una volta letto sicuramente ti farò avere la mia impressione. Sarà un buon compagno per questa Quaresima e il cammino inizierà una volta terminato il libro, anche se non so come fare e quale percorso prendere. Diverse sono le idee e speriamo che il mio impegno sia saldo e gioioso».

Le annotazioni «vocazionali» dei più giovani si sprecano alla lettura del libro: «Sento che Gian mi dice che la vita non è aspettare, ma scegliere, decidere, anche cominciare a guardare fuori da me…» e ancora: «Capisco che il Signore può chiedere anche a me di lottare e soffrire, ma soprattutto di vivere in pienezza la mia vita giovane».

A proposito della Quaresima diversi preti della nostra diocesi di Cremona e non mi hanno chiesto un incontro “quaresimale” tra la fede e il dolore, il Crocifisso e la risurrezione, partendo proprio dalla storia di Gian. Aveva ragione san Giovanni Paolo II quando diceva che «per evangelizzare i giovani, servono altri giovani». E Gian è uno di questi e fa parlare, non tanto di sé, ma della fede, della croce, del Paradiso, della morte e della sofferenza.

Anche alcuni edicolanti, di città e dei paesi, sono stati presi d’assalto per il libro. E anche la loro voce è interessante: «Buongiorno. Che emozione, caro don Marco. Ho ricevuto ieri i libri e li ho già esauriti tutti. Non mi capita mai! Gian è proprio una storia buona che sfida tutti gli altri “prodotti” in commercio».

Di Gianluca parlano anche persone che non l’hanno conosciuto e incontrato: «Le scrivo per raccontarle come la storia di Gianluca sia entrata da poco anche nella mia vita giovane e ne abbia lasciato un segno vivo e forte. La cosa strana, o forse la più straordinaria, è che io Gianluca non l’ho mai conosciuto e abito molto lontano rispetto a Cremona. In queste settimane ho letto con attenzione su internet, sulla pagina Facebook “Fili di speranza”. Immagino siano tante le lettere, i messaggi, le storie che in questo periodo le arrivano sulla sua mail, come ho sentito dire da lei in un paio di interventi televisivi. A questi messaggi, trovo la spinta e il coraggio giusto per aggiungere anche il mio. L’esperienza umana di Gianluca è entrata nella mia vita il giorno della sua morte: apro facebook e una notizia sul mio diario mi colpisce, rimango impressionato da quella foto, dal volto di Gianluca. Entro nella pagina e scopro la storia di questo ragazzo: un intreccio di vita e fede. È difficile, nel mio essere giovane credente, rimanere fermi, immobili davanti ad una storia di fede così piena di bellezza e di amore, di sofferenza, dolore e di amicizia, quella vera, quella che tocca le corde dell’amore».

In questi messaggi si comprende come Gian sia vivo e ci parli. Più di prima. Spinga a decisioni e atteggiamenti concreti. «Gianluca mi sta già invitando ad andare oltre. Volevo semplicemente dirle che ieri sera ho finalmente ricevuto il libro di Gian e questa mattina, nonostante numerosi tentativi, non sono non riuscita a prenderlo in mano. Era sul tavolo e, nonostante facessi di tutto per ripassare in vista di un esame universitario, mi sentivo chiamare da quel libro, da Gian. Ho iniziato a leggerlo e non l'ho chiuso finchè non sono arrivata all'ultima pagina! Devo essere sincera, non riesco a sentirmi in colpa per non aver ripassato perché credo che Gian mi abbia insegnato molto più Vangelo di quanto abbia potuto capire nella mia esistenza. Forse ha fatto molto di più, mi ha insegnato a vivere! Voglio bene a Gian e gli devo tanto perché ha e mi ha donato tanto!m Ringrazio anche lei per avermi permesso di conoscere, anche se indirettamente, un ragazzo così speciale! Aveva proprio ragione Gian, in Dio siamo già diventati amici!».

È bella questa comunione di intenti e di passione.

È bello che tra credenti (e non) ci si stringa intorno ad una storia che parla per la sua autenticità, la sua fede e il suo coraggio. Questo è il successo del libro. Il fatto che Gianluca, proprio perché vive in Dio – e già viveva così – è qui, con noi. Ci parla quando lo leggiamo, lo ricordiamo, lo imitiamo. E’ un testimone della fede. Per questo fa scuola e illumina. E ciascuno, dopo la lettura, si sente consolato. Non perché dolore e morte non facciano paura, ma perché affrontate come ha fatto lui comunicano una possibilità differente. E rendono il Vangelo e la forza del Maestro autentiche e vere. Per noi. Oggi.

Don Marco D'Agostino

 

 

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