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Prestito della Speranza 3.0:
anche a Cremona la terza fase
del progetto di microcredito
promosso dalla CEI
in sinergia con Intesa Sanpaolo

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Con l’inizio del mese di marzo prenderà avvio anche a Cremona il “Prestito della Speranza 3.0”: la terza fase del progetto nazionale di microcredito promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana per l’erogazione di finanziamenti per le famiglie in stato di vulnerabilità economica e sociale e le microimprese escluse dall’accesso al credito ordinario attraverso due distinte forme di credito. A gestire le richieste sarà, come in passato, il Centro d’ascolto della Caritas diocesana di via Stenico. L’istruttoria passerà quindi alle filiali del gruppo Intesa Sanpaolo aderenti al progetto.

Il “Prestito della Speranza 3.0” prenderà il via ufficialmente lunedì 2 marzo attraverso la rete delle Caritas diocesane. Proprio in queste ore negli uffici del Centro d’ascolto di Caritas Cremonese gli operatori sono al lavoro per predisporre tutto il necessario per poter garantire al più presto l’accesso dei richiedenti.

Il “Prestito della Speranza 3.0” si articolerà in due distinte forme di credito.

Una di “Credito sociale” destinato alle famiglie disagiate, con un prestito di importo massimo di 7.500 euro erogato in 6 rate bimensili di 1.250 euro ciascuna come forma di sostegno al reddito.

La seconda, denominata “Credito fare impresa”, è destinata invece alle microimprese a bassa capitalizzazione o di nuova costituzione, con un prestito erogato in unica soluzione dell’importo massimo di 25.000 euro. Particolare attenzione verrà rivolta ai giovani under 40.

I tassi applicati, che si avvalgono del funding BCE (TLTRO) e della garanzia assicurata dalla CEI, sono fissi e pari al 2,50% per i prestiti erogati alle famiglie, con una rata mensile media indicativa di 138 euro e al 4,60% per le microimprese, con una rata/mese stimata in 468 euro. La durata del prestito è di complessivi 6 anni di cui 5 di ammortamento che decorre dopo 12 mesi dall’erogazione.

Obiettivo del “Prestito della Speranza 3.0” è quello di erogare 100 milioni di finanziamenti garantiti da un fondo di 25 milioni costituito da risorse della CEI, provenienti dall’8x1000 e affidato a Banca Prossima, la banca del gruppo dedicata al no profit laico e religioso.

«Il Prestito – evidenziano dal Centro d’ascolto di Caritas Cremonese – non si rivolge soltanto a categorie fragili, rese oggi più vulnerabili dal contesto economico-sociale (over fifty espulsi dal sistema produttivo, nuovi italiani, genitori separati, coppie di lavoratori non stabilizzati), ma fissa due focus specifici, oggetto di iniziative dedicate: i progetti di vita e di autoimprenditorialità dei giovani e le imprese start up».

 

Le novità del Prestito 3.0

Diverse le novità rispetto alle precedenti proposte di “Prestito della Speranza”. Anzitutto l’allargamento dei target di progetto: dal sostegno alle fasce più deboli della popolazione al finanziamento di microimprese per favorire la nuova imprenditorialità e la creazione di più posti di lavoro. Poi la collaborazione esclusiva con Intesa Sanpaolo.

Altra novità riguarda la modifica/flessibilità del meccanismo di garanzia, con l’effetto di aumentare il moltiplicatore e quindi il rapporto tra il plafond disponibile e il fondo di garanzia. Quindi una maggiore integrazione del processo di valutazione: la valutazione e la selezione delle richieste di accesso al prestito sarà gestita in stretta sinergia tra gli uffici diocesani e l’associazione Vobis, che si occupa, tra le altre cose, di famiglie che versano in condizioni di difficoltà per favorire la loro inclusione finanziaria, nonché prevenire e combattere i fenomeni di sovraindebitamento che potrebbero coinvolgerle.

Ulteriore aspetto riguarda la sperimentazione di nuovi criteri di bancabilità: nell’ambito dell’accordo potranno essere attivate iniziative sperimentali su specifiche categorie di soggetti per ridefinire il perimetro di bancabilità.

Alla Caritas spetterà dunque la prima accoglienza e il dare il giusto consiglio alle famiglie e alle persone perché esaminino questa possibilità aiutate dall’associazione Vobis. L’intento non è quello di fare assistenzialismo, ma essere un organismo che accompagna le persone nel loro sviluppo perché possano crescere e contribuire allo sviluppo della società.

 

Numeri e obiettivi

Con 26 milioni di credito erogato a 4.500 famiglie, il Prestito della Speranza è la più importante esperienza italiana di microcredito con risorse private a sostegno delle famiglie più deboli. La qualità dei crediti ha confermato con dati oggettivi la sostenibilità economica del progetto anche per il nostro Paese. A livello territoriale, le Caritas diocesane sono state in grado di intercettare le necessità e di accompagnare i destinatari dei prestiti collaborando con VOBIS, associazione di ex bancari del Gruppo Intesa Sanpaolo, dedicati ad assistere e favorire la valutazione delle domande sul Prestito della Speranza.

Così dopo quattro anni di esperienza, la CEI, in esclusiva con Intesa Sanpaolo, primo gruppo bancario per numero di persone assistite e ammontare di credito erogato nelle prime due fasi del progetto, ha deciso di riproporre su larga scala il Prestito della Speranza 3.0.

Confortati dai risultati ottenuti, l’obiettivo principale per il biennio 2015-2016 è quello di erogare più credito alle famiglie e persone in temporanea difficoltà, favorire il finanziamento di microimprese, generando quindi nuovi posti di lavoro. Quantitativamente, l’ammontare dei prestiti in precedenza erogati sarà quadruplicato fino a 100 milioni di euro, consolidando in modo definitivo il microcredito in Italia.

 

 

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