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On line tutte le relazioni
della "Due-giorni" assistenti
tenuta a Caravaggio
Presentata anche una ricerca
sugli oratori cremonesi

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“Come padri” è stato lo slogan della tradizionale “Due Giorni assistenti di Oratorio e PG” che il 18 e il 19 marzo si è svolta presso il Centro di spiritualità del Santuario di Caravaggio. Accanto a momenti di approfondimento e confronto, anche la presentazione di due recenti pubblicazioni e l’anteprima dello spettacolo che sarà proposto alla veglia delle Palme.

Contributi audio (mp3):

 
Tema centrale della due giorni è stato quello della paternità spirituale come risorsa pastorale e di maturazione dei presbiteri dentro la relazione educativa.
 
Il corso, introdotto dal responsabile diocesano per la Pastorale giovanile, don Paolo Arienti, è stato aperto nel pomeriggio di mercoledì 18 marzo da don Giampaolo Ferri, responsabile della Pastorale giovanile della diocesi di Mantova, con una riflessione in merito agli spazi della relazione spirituale in pastorale giovanile. All’incontro ha preso parte anche il Vescovo, a Caravaggio per la seduta della Conferenza episcopale lombarda.

  

 
In serata, presso il teatro dell’Oratorio di Caravaggio, si è tenuta la prima dello spettacolo prodotto da Federazione Oratori Cremonesi “Come una conchiglia di montagna. Storie di padri e figli”, di e con Mattia Cabrini, Marco Rossetti e Giacomo Ruggeri (ancora coinvolto nell’accompagnamento musicale di Braccialetti Rossi 2). Un suggestivo contributo sul rapporto tra generazioni che caratterizzerà la serata della veglia delle Palme con i giovani il prossimo 28 marzo al Palasport di Cremona.
 
I lavori della due-giorni sono proseguiti il mattino seguente con don Cristiano Passoni, vice rettore del Seminario di Milano, tra i responsabili del percorso Samuele e accompagnatore spirituale di giovani, affiancato da Sara, una giovane che ha offerto la propria testimonianza.

A chiudere l’incontro la presentazione di due volumi di recente pubblicazione. Si tratta del volume 9 della collana ODL: “L’oratorio oggi. Ricerca quantitativa e qualitativa sugli oratori in Lombardia”. Un testo che intende delineare il volto degli oratori lombardi per valorizzare ulteriormente le potenzialità e intervenire sulle criticità. La ricerca statistica, condotta in collaborazione con l’istituto Ipsos, è la prima del suo genere nel panorama italiano in quanto a vastità della campionatura e ampiezza di prospettiva. Oltre a presentare una sintesi della ricerca statistica da un punto di vista metodologico, del versante quantitativo e qualitativo e a riportare nelle due appendici i grafici relativi, si compone di tre contributi pastorali di rilettura dei dati. Il primo, di prospettiva sociologica, è stato affidato al prof. Luca Diotallevi; il secondo, di taglio pedagogico, è stato curato dal prof. Pierpaolo Triani; il terzo, di natura più specificatamente ecclesiale, è stato curato dai direttori degli uffici di pastorale giovanile delle diocesi lombarde.
 
Il secondo volume – dal titolo “Sognare ad occhi aperti” – punta invece l’attenzione sull’ambito diocesano con una rilettura dei report ODL-IPSOS sugli oratori della diocesi. Partendo dalla sintesi svolta a livello regionale si è cercato di individuare alcuni spazi di approfondimento per cercare di cogliere con maggiore puntualità lo stato di salute degli oratori cremonesi. Per questo sono stati affidati ad alcuni responsabili di oratorio e ai loro collaboratori focus dedotti dai dati statistici e dall’esperienza diocesana. Ne è emersa questa pubblicazione che parla di vita vera: quella della passione nostrana per i ragazzi e i giovani, alla luce del Vangelo.
 
La presentazione dei testi è stata curata da don Arienti insieme ai collaboratori della FOCr Mattia Cabrini ed Elena Poli.

Gli oratori lombardi presentati dalla ricerca Ipsos

 

Il libro "Ad occhi aperti"
 
Alla due giorni assistenti di Caravaggio è stato presentato "Ad occhi aperti", pubblicazione che recepisce e traduce per il territorio cremonese la complessa e ricca ricerca che Ipsos e ODL hanno realizzato sul territorio lombardo.
 
Il volume fa eco a "L'Oratorio oggi", numero 9 nella collana "Sguardi di ODL", e parte da un'intuizione: far incontrare e porre in dialogo le acquisizioni dell'indagine statistica con la realtà della pastorale giovanile e dell'oratorio nostrano. Così alle indicazioni sociologiche e a quelle pedagogiche fornite dal volume lombardo fanno eco diversi focus più locali che sviluppano con riflessioni agili e appassionate gli items più rilevanti per la vita dell'oratorio cremonese.

La pubblicazione apre con due contributi introduttivi che motivano il pregresso della ricerca che ODL ha affidato ad IPSOS e ne riassumono modalità e obiettivi. Poi è la volta dei dati quantitativi che vengono ripresentati in una grafica dedicata, ponendo attenzione soprattutto ai passaggi più significativi. In una terza parte si snodano poi gli approfondimenti esperienziali: la prospettiva della pastorale integrata come scelta qualificante per la diocesi, gli spazio-compiti, il progetto educativo, la presenza di figure educative nuove, la ferialità mutata.

La pubblicazione è suggellata da un intervento di sintesi che recupera alcune linee di lavoro e immagina prospettive concrete di impegno a vari livelli, anche alla luce della recente verifica che il vescovo ha chiesto alla diocesi proprio sulla pastorale giovanile. Come apparato critico si è deciso di rimandare continuamente al documento diocesano del 2009 "Che cercate? Venite e vedrete" e al volume 9 di ODL.

«Sono quattro le parole chiave che emergono da questo lavoro: passione, rinnovamento, progettualità, sfida missionaria - precisa don Arienti -. Partiamo innanzitutto dalla passione, perché la Chiesa cremonese come quella italiana crede fermamente e fortemente nell’oratorio. Rinnovamento è un altro input a cui guardare perché nei nostri oratori servono pensieri nuovi, la cultura è infatti cambiata. Progettualità è l’altra condizione necessaria: se si capisce che bisogna cambiare, occorre anche che questo cambiamento avvenga non con un’ottica casuale, ma secondo una strategia che sia meditata, pensata e soprattutto non solitaria ma condivisa. Infine, la sfida missionaria: anche negli oratori siamo chiamati a non dare nulla per scontato, né la fede, né l’umanità né persino l’educazione».

Da queste sollecitazioni deve muovere il servizio intenso e appassionato svolto nei nostri oratori, in queste comunità che come ogni realtà devono confrontarsi e rapportarsi con i mutamenti rapidi e moltepici dei tempi, con situazioni e dinamiche in movimento, avendo però sempre davanti la meta: far crescere le persone attraverso la proposta cristiana. Una proposta che si apre agli stranieri, oggi presenze in forte crescita negli oratori, e a quegli italiani non più cristiani che pure costituiscono un ragguardevole numero.... «È infatti qui, in oratorio, che la Chiesa deve riscoprire una funzione missionaria – sottolinea don Arienti – non solo verso gli stranieri ma anche verso gli italiani l’attività oratoriana diventa missionaria».

Ci sono poi i giovani che sfuggono all’oratorio. «Come dice il documento diocesano del 2009 “Che cercate? Venite e vedrete” – prosegue il presidente della FOCr – l’oratorio è senza dubbio il cuore della pastorale giovanile ma non è tutto. Per intercettare il segmento giovanile dell’ultimo anno delle superiori e gli universitari l’oratorio non è più sufficiente: la sfida diventa più ampia e la strategia pastorale deve cambiare. La complessità dei fenomeni va affrontata in una logica di insieme».

Non a caso, le collaborazioni interparrocchiali, anche nell’ambito della pastorale giovanile, sono da tempo una risposta al fenomeno. Non solo. Un appello alla pastorale integrata – «come via maestra non più ritardabile» – che porti gli adulti a collaborare con i sacerdoti per un comune progetto educativo è più che mai necessario quando si parla di recuperare quel mondo giovanile che perlopiù riconosce, come propri, altri ambienti di vita. «Da tabù inespresso – evidenzia don Arienti, anche dalle pagine della ricerca “Sognare ad occhi aperti” – gli adulti in oratorio ridiventano gli alleati dei sacerdoti. Le commissioni per la pastorale giovanile non possono essere mania di qualcuno: non potranno spendersi sempre al meglio, ma costituiscono un luogo di confronto e di elaborazione, concretamente impegnabili attorno al progetto educativo».

Il testo "Sognare ad occhi aperti" è in distribuzione a tutte le parrocchie e oratori ed è disponibile presso la Focr, come pure scarica le gratuitamente dal sito www.focr.it.

CAPITOLO 1 – Come, dove, quando: misure di Oratorio

CAPITOLO 2 – Tutto un mondo… in numeri

CAPITOLO 3 – Il “cortile dei sogni”: sfide, scelte e speranze

CAPITOLO 4 – Passi da condividere

 

 

 

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