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CREMONA - 20 MARZO

Concluso dal prof. Zamagni
il corso socio-politico
Nella fraternità la speranza
per una nuova economia

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Proprio i cattolici possono e devono fare la differenza in economia, mettendo quello che è loro più proprio: la fraternità. Questo il forte messaggio lanciato dal prof. Stefano Zamagni la sera di venerdì 20 marzo al Centro pastorale diocesano nell’incontro pubblico che ha segnato la conclusione del primo anno del corso biennale di alta formazione per l’impegno sociale e politico promosso da Diocesi di Cremona e Università Cattolica. All’efficienza e all’equità (proprie dell’economia politica) per uscire dalla crisi bisogna aggiungere, infatti, anche il criterio della reciprocità. È questa l’economia civile che, nata proprio in Italia a metà del Settecento, dopo secoli di oblio torna oggi come l'unica possibile soluzione alla crisi, rappresentando un concreto segno di speranza per l’economia.

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Contributi audio (mp3):

 

È stata una approfondita lezione di economia quella del prof. Zamagni, riminese classe 1943 da decenni trasferito a Bologna, dove è professore ordinario di Economia Politica all'Università di Bologna e professore aggiunto di Economia politica internazionale alla Johns Hopkins University, Bologna Center. Un’ampia panoramica calibrata nei termini e nei concetti, spiegati però con una semplicità tale da permettere anche ai meno competenti di entrare nel cuore del problema.

Dopo l’introduzione a cura del prof. Erminio Trevisi, della Cattolica, che ha inquadrato l’incontro del 20 marzo così come la proposta del corso socio-politico, ha preso la parola il prof. Zamagni.

In sala non solo i corsisti, ma anche diverse altre persone interessate all’argomento, alcune delle quali giunte persino dalle province limitrofe. Presente anche il vescovo Dante Lafranconi, che non ha voluto mancare a questo interessante momento di approfondimento di cui proprio la Diocesi si è fatta promotrice, attraverso l’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro, diretto da Sante Mussetola.

L’articolato intervento del prof. Zamagni ha preso le mosse dal 1753 quando all’Università di Napoli nacque l’Economia civile: sulla cattedrale l’abate Antonio Genovese. Eppure il destino di questo paradigma economico è destinato presto a cedere il posto all’Economia politica del protestante Adam Smith.

Un ordine economico, quest’ultimo, basato sue due principi regolativi. Anzitutto quello dello “scambio di equivalenti”, con le transazioni economiche basate sul “corrispettivo di valore”, per garantire l’efficienza di mercato. Poi il “principio di redistribuzione” che affida allo Stato l’obiettivo dell’equità (differente dalla solidarietà) attraverso una “tassazione progressiva” che porta chi è più ricco a pagare di più. Nasce così il “welfare state”, nella consapevolezza che senza redistribuzione tutto il sistema economico si blocca.

Quello che sta accadendo oggi. Per questo da poco più di una decina d’anni, nel tentativo di trovare una soluzione capace di far uscire da questo periodo di crisi, è stato dato nuovo valore all’Economia civile che ai due principi dell’Economia politica ne aggiunge un terzo che scardina il modello dicotomico stato-mercato. È il principio della reciprocità. Nella consapevolezza che è la relazione tra persone che rende umana la società. Socievolezza che non deve essere confusa con la socialità, presente anche nel mondo animale.

Parola d’ordine che nasce da questa reciprocità è “fraternità”. Una caratteristica tipica del Cattolicesimo, ha sottolineato il prof. Zamagni, che non ha nascosto come sia proprio questa caratterizzazione a rendere difficile la diffusione di questo modello, poco considerato persino all’interno delle università cattoliche.

«Una società senza fraternita – ha detto - è infelice! La felicità non può venire dalla sola efficienza».

Altro concetto evidenziato dal prof. Zamagni è stato quindi quello di “dono”.

Il confronto tra economia politica e civile è stato anche a livello antropologico con la differenza tra l’Homo homini lupus (della prima) e l’Homo homini natura amico.

Ma perché solo oggi l’Economia civile sta tornando alla ribalta? Zamagni è stato chiaro: è l’unico modo per affrontare e risolvere quei problemi a quali l’Economia politica non sa fronteggiare.

Primo problema quello dell’aumento sistemico della disuguaglianza (qui il riferimento alle parole di Papa Francesco «questa economia uccide»). Che cosa fare dunque? Zamagni ha proposto alcune strade: dall’Economia di comunione dei Focolari all’impresa sociale e alle cooperative.

Altro nodo cruciale quello dei beni comuni (aria, terreno, ambiente…), i cosidetti “commons”: né pubblici né privati. Da qui l’idea di una governance di tipo comune e comunitaria, cioè di reciprocità. Anche in questo caso un esempio molto concreto: quello delle “social street”.

Altra criticità che ha evidenziato l’inadeguatezza dell’Economia politica è il rapporto democrazia-mercato. «In passato – ha ricordato Zamagni – era la politica democratica a dettare la linea, e l’economia e il mercato intervenivano solo successivamente per realizzare quegli obiettivi. Oggi è il contrario!». Anche qui tanti esempi, tutta di stretta attualità. «È necessario ritrovare l’equilibro: il rischio è di perdere la libertà». E ancora: «Dobbiamo restituire alla politica il suo compito: che è quello di mirare al bene comune».

Proprio da qui Zamagni ha preso spunto per guardare ad alcune prospettive, segnate da un’iniezione di fiducia e speranza. «C’è motivo di sperare – ha detto – che questa trasformazione da un paradigma all'altro possa avere luogo».

Il discorso è proseguito affrontando tante tematiche (dall’armonizzazione famiglia-lavoro alla necessità di lavoro per tutti e non solo di forme di sostentamento) arrivando a configurare un nuovo modello tricotomico nel quale accanto a pubblico e privato si pone anche il civile, che può spiccar il volo con la sussidiarietà.

«Sono convinto che la gente sta aprendo gli occhi», ha quindi affermato sottolineando ancora una volta l’importanza del dono. Con un ulteriore invito: uscire da se stessi per incontrare il volto dell'altro.

Al termine dell’intervento non sono mancate domande e ulteriori stimoli di riflessione, cui il prof. Zamagni ha dato risposta in maniera diffusa e articolata, ampliando ulteriormente il discorso.

La chiusura della serata poco dopo le 23 quando Sante Mussetola ha preso la parola per le conclusioni. Lo sguardo è stato rivolto al prossimo anno, con un appello per maggiore partecipazione a questo corso che quest’anno ha contato solo una 15ina di iscritti a fronte dei 40/50 delle precedenti edizioni. La promozione nelle zone pastorali è già cominciata e in cantiere ci sono anche agevolazioni per gli studenti più giovani.

Ultimo atto la consegna degli attestati di partecipazione a tutti i corsisti e la foto di gruppo insieme al Vescovo e al prof. Zamagni.

 

Biografia del relatore

Laureato nel 1966 in Economia e Commercio presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano), dal 1969 al 1973 Zamagni si è specializzato all'Università di Oxford (UK) presso il Linacre College. Prima di Bologna, ha insegnato all'Università di Parma e fino al 2007 ha insegnato all'Università Bocconi di Milano come professore di Storia dell'analisi economica.

Le sue attività accademico-amministrative spaziano in una pluralità di direzioni, fra le quali si segnalano la vicepresidenza della Società Italiana degli Economisti (1989-92); la direzione del Dipartimento di Scienze Economiche (1987-1993); la Presidenza della Facoltà di Economia dell'Università di Bologna (1993-96); la Direzione del Corso di Master Universitario in Economia della Cooperazione dell'Università di Bologna (1996). Dal 1997 al 2000 è stato Presidente del Corso di Diploma Universitario, oggi Corso di laurea, in Economia delle Imprese Cooperative e delle Organizzazioni Non Profit, istituito presso la Sede di Forlì della Facoltà di Economia dell'Università di Bologna e dal 1997 - sempre in Forlì - è Presidente del Comitato Scientifico di AICCON (Associazione Italiana per la Cultura Cooperativa e delle Organizzazioni Non Profit). È stato presidente del Comitato scientifico della Scuola Superiore di Politiche per la Salute, Università di Bologna. Dal 2007 al 2012 è stato presidente dell'Agenzia per il Terzo Settore di Milano.

Molteplici sono le onorificenze, i riconoscimenti e le appartenenze ad accademie. In particolare nel 1989 è risultato vincitore del Premio St. Vincent per l'economia e nel 1995 del Premio Capri per la saggistica; nel 1996 gli è stato conferito il Sigismondo d'oro della Città di Rimini e nel 1998 la Medaglia d'oro del Centro Internazionale Pio Manzù (Verrucchio); dal 1991 è consultore del Pontificio Consiglio di "Iustitia et Pax", Città del Vaticano e nel 1994-1995 è stato membro del Comitato di avviamento della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Socio dell'Accademia delle Scienze di Bologna e dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere di Milano. Dal 1999 è membro della New York Academy of Sciences, New York. Dal 2004 è socio dell'Accademia Nazionale delle Scienze, Lettere e Arti, Modena. Medaglia d'oro al merito del Credito Cooperativo (Roma) Cittadinanza onoraria di Rosario e di Mar del Plata (Argentina). Insignito nel 2008 del titolo di Cavaliere-Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno. Nel 2010 ha ottenuto la laurea H.C. in Economia dell'Università F. de Vitoria, Madrid, e nel 2012 la laurea H.C. in Economia dall'Università Carolina di Praga. Nel 2010 gli è stato conferito il Premio Giorgio La Pira per la pace. Nel 2013 ha vinto il primo premio internazionale "Economia e società" della Fondazione Centesimus Annus, Roma. Nel 2013 gli è stato conferito il "Premio Europeo San Benedetto" della Fondazione Sublacense.

Riguardo alle attività scientifico-organizzative è membro del Comitato scientifico di numerose riviste economiche nazionali e internazionali (quali ad esempio, Economia Politica, Italian Economic Papers, Economics and Philosophy, Mind and Society); ha partecipato, in qualità di membro o di coordinatore, ai comitati organizzatori di convegni scientifici nazionali ed internazionali (quali ad esempio, Value and Capital-Fifty Years Later). Dal 1994 è membro del Comitato scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani. E' membro del Consiglio scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici dell'Università di San Marino. E' membro del Comitato Scientifico di Symbola (Roma) e del CEGA (Centro di Etica Generale e Applicata, Pavia). È stato direttore della rivista Aretè. E' membro dell'Advisory Board di EURICSE (Trento). È membro della Pontificia Accademia di scienze sociali (Città del Vaticano).

È autore di numerose pubblicazioni di carattere scientifico, così come di contributi al dibattito culturale e scientifico.

 

 

 

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