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DOMENICA 22 MARZO

A Romanengo grande folla
per la celebrazione d'ingresso
del parroco don Emilio Merisi
Messa presieduta dal Vescovo

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Nessun programma pastorale da imporre, ma un cammino da intraprendere insieme, anzitutto per conoscersi, quindi per volersi bene e collaborare nella ricerca del bene. È così che don Emilio Merisi, nuovo parroco di Romanengo, si è presentato alla sua nuova comunità al termine della celebrazione di insediamento presieduta nel pomeriggio di domenica 22 marzo dal vescovo Lafranconi. Il pensiero di tutti è andato naturalmente ancora una volta al suo predecessore, don Cesare Rossi, scomparso lo scorso novembre.

Omelia del Vescovo (mp3)        Saluto del Parroco (mp3)

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L’intenso pomeriggio per il nuovo parroco è iniziato presso la chiesa di S. Maria Madre di Misericordia, vicino all’oratorio. È lì che ha accolto il Vescovo e, insieme agli altri sacerdoti (oltre una decina), si è mosso in processione verso la parrocchiale intitolata ai Ss. Giovanni Battista e Biagio.

Sul sagrato ad attenderlo le autorità civili e militari di Romanengo e del territorio. Il benvenuto ufficiale gliel’ha dato il sindaco Attilio Polla che, ricordando il lavoro svolto da don Rossi e il sostegno offerto da numerosi sacerdoti durante il periodo di vacanza, ha voluto sottolineare l’impegno verso il prossimo che ancora caratterizza la gente di Romanengo. Poi l’augurio al nuovo parroco per il proprio ministero, «faticoso e gratificante», e la promessa a essere «compagni di viaggio» e «validi collaboratori», in particolare nell’impegno verso i più deboli e nel sfida educativa delle nuove generazioni.

In una chiesa gremita, dopo il saluto liturgico da parte di mons. Lafranconi, il vicario zonale, don Antonio Bandirali (al quale in questi mesi è stata affidata giuridicamente la parrocchia) ha letto il decreto di nomina del nuovo parroco. Dopo l’invocazione allo Spirito Santo proprio su don Merisi, il sacerdote ha asperso l’assemblea con l’acqua benedetta e incensato la mensa eucaristica.

È stato quindi il momento del saluto da parte della comunità parrocchiale, che è stato proposto da Andrea Fusar Imperatore. Accanto a lui Matteo Polonini e due bambini che portavano i regali per don Emilio: le offerte raccolte e affidata al nuovo parroco per le opere di carità e di sostegno ai più bisognosi; e i disegni, le preghiere e i pensieri scritti dai bambini e i ragazzi dell’Iniziazione cristiana. Insieme al benvenuto al nuovo parroco anche un ricordo per don Cesare.

Dopo il Vangelo, proclamato dal nuovo parroco, ha preso la parola il Vescovo per l’omelia. Il primo riferimento è stato al giorno di festa richiamato durante i saluti a don Merisi: mons. Lafranconi ha volto chiarire il senso di questa gioia.

Dopo aver riflettuto sul «popolo prezioso agli occhi Dio», «riscattato dal sangue di Cristo», il Vescovo, riferendosi all’ingresso di don Emilio, ha affermato: «Il parroco non conosce ancora il suo popolo, ma sa con certezza che è il popolo che Dio riconosce come suo. Il parroco è a servizio qui in nome di Dio, perché la comunità possa riconoscere sempre più e sempre meglio la propria dignità di redenti dal sangue di Cristo». Elementi che da un lato richiamano la responsabilità del sacerdote, ma dall’altro anche quella dei fedeli.

Rileggendo la pagina evangelica mons. Lafranconi ha poi sottolineato come la stessa gloria riservata al Figlio Dio voglia farne partecipi anche tutti coloro che lo seguono. «Anche noi – ha spiegato – ci sentiamo apprezzati. Questo non vuol dire che non abbiamo peccati e manchevolezze». E poi: «Dio è sempre disposto a perdonarci: proprio in questa situazione abbiamo la possibilità di sperimentare quanto Dio ci apprezza. Come si fa a non sentirsi apprezzati da chi ci perdona».

Proprio evidenziando questo aspetto il Vescovo ha sottolineato come proprio il fatto che l’ingresso del nuovo parroco in Quaresima aiuti a prenderne maggiore consapevolezza.

Prima della benedizione finale don Merisi ha preso la parola per il saluto alla comunità. Il pensiero è tornato indietro di 27 anni, quando dopo la sua prima esperienza pastorale come vicario ad Agnadello (1975 al 1988) è stato trasferito in terra mantovana. Anni intensi che don Emilio ha ricordato sfatando qualche luogo comune. «Si inizia una nuova avventura – ha quindi affermato guardando al presente -  sempre con lo stesso entusiasmo di essere uomo, prete, cristiano e amico». «Ho finito le stagioni dei traslochi – ha quindi scherzato –: il primo da parroco in autunno, poi in estate, l’altro un inverno e ora in primavera».

Quindi ha delineato la strada per il futuro: tutta da tracciare. «Non ho proposte o un programma da imporre – ha affermato – se non quello di un cammino per conoscerci, volerci bene e collaborare ricercando il bene». Con due attenzioni: l’ascolto e il rispetto di tutti, sempre «con la caratteristica del sorriso».

Una presentazione nella quale don Merisi non ha risparmiato alcuni aspetti del tutto personali, come il significato dei due anelli che porta al dito: un anello brasiliano «segno della scelta degli ultimi», e la corona del Rosario per devozione alla Madonna.

Chiudendo il proprio intervento il nuovo parroco ha voluto rivolgere un particolare salito ai fratelli: Franco e don Carlo, collaboratore parrocchiale a Calcio, assente perché influenzato.

Proprio i familiari di don Merisi erano presenti nelle prime file, davanti ai gruppi dell’Iniziazione cristiana. Nell’altra navata le autorità e la rappresentanza delle associazioni con i propri gonfaloni.

Al termine della Messa, animata dalla corale parrocchiale diretta da Stefania Fortini, in sagrestia gli adempimenti di rito, con le firme del verbale da parte del Vescovo, del nuovo parroco e di di due testimoni: Gianni Vailati e Gaetano Bellicchia.

A chiudere il pomeriggio il momento di festa organizzato in oratorio e aperto con tanto di taglio della torta.

 

Biografia del nuovo parroco

Don Emilio Merisi è nato Casirate d'Adda il 23 gennaio 1951 ed è stato ordinato sacerdote il 21 giugno 1975. La sua prima Messa l'ha celebrata a Caravaggio. È stato vicario ad Agnadello dal 1975 al 1988, quindi la promozione a parroco di Cividale Mantovano dove è rimasto dal 1988 al 1998. Nel 1989 è stato nominato anche amministratore parrocchiale di Spineda. Nel 1998 mons. Giulio Nicolini lo trasferì a Villastrada e Cavallara.

Nel 2005 mons. Lafranconi l'ha chiamato a reggere la comunità di Sant'Albino Vescovo in Commessaggio. In seguito alla morte di don Cesare Rossi, avvenuta lo scorso novembre in maniera improvvisa, il Vescovo l’ha scelto come nuova guida per la parrocchia di Romanengo, che in questi mesi è stata retta dal vicario zonale don Antonio Bandirali.

Don Emilio, molto impegnato nel settore caritativo e missionario, ha un fratello sacerdote: si tratta di don Carlo Merisi, collaboratore parrocchiale a Calcio.

 

Il saluto di don Merisi alla nuova comunità

 

 

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