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ANNUNCIAZIONE

IL 25 marzo in Cattedrale
l'insediamento dei tre
nuovi Canonici del Capitolo:
mons. Cibolini, Rini e Trabucchi

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Si è svolto nella mattinata di mercoledì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore, il rito di accoglienza nel Perinsigne Capitolo della Cattedrale di Cremona dei tre nuovi canonici nominati dal Vescovo lo scorso 10 marzo: mons. Attilio Cibolini, mons. Vincenzo Rini e mons. Antonio Trabucchi.

Photogallery:    Giuramento    Lodi    Messa

 

Il rito di immissione ha avuto inizio alle 8.30 nella sagrestia capitolare di fronte al presidente del collegio,  mons. Giuseppe Perotti. Non mancavano naturalmente gli altri canonici (assente solo mons. Mario Cavalleri, 100 anni il prossimo novembre) e alcuni familiari e amici.

Dopo la lettura del decreto di nomina da parte del canonico cancelliere, mons. Marino Reduzzi, i tre nuovi canonici hanno ricevuto gli abiti propri da indossare durante le celebrazioni liturgiche (la cotta e la mozzetta violacea) insieme al libro della liturgia delle ore.

Dopo la recita della professione di fede, in ginocchio, e il giuramento, i tre nuovi canonici hanno ricevuto da mons. Perotti gli statuti del Capitolo, che ora saranno chiamati ad osservare.

Accanto ai tre nuovi canonici i due testimoni: mons. Alberto Franzini e mons. Felice Bosio, gli ultimi ad essere entrati a far parte del Capitolo nei mesi scorsi prima di loro.

Poi il trasferimento, in processione, verso il presbiterio dove i tre nuovi canonici hanno venerato un prezioso crocifisso in cristallo, posto sulla mensa eucaristica.

Quindi mons. Perotti li ha accompagnati ai rispettivi posti, da dove ogni giorno pregheranno per l’intera Diocesi: per mons. Trabucchi il primo seggio appena dietro l'ambone; gli altri due di fronte: mons. Cibolini verso l'assemblea, mons. Rini subito dopo.

Dopo la recita delle lodi mattuttine, guidate da mons. Perotti, i canonici hanno fatto rientro in sacrestia per indossare i paramenti per la celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Antonio Trabucchi (da 11 anni mansionario del Capitolo) e concelebrata dagli altri canonici.

Con la nomina dei tre nuovi canonici, che in diocesi acquistano così il titolo di monsignore, si completa il Capitolo della Cattedrale: gli statuti, infatti, prevedono 15 membri. Questo il nuovo quadro dei canonici effettivi: mons. Giuseppe Perotti (presidente e prefetto del coro), mons. Mario Barbieri, mons. Carlo Abbiati (consigliere d’amministrazione), mons. Angelo Talamazzini, mons. Luigi Gerevini (consigliere d’amministrazione), mons. Achille Bonazzi, mons. Mario Cavalleri, mons. Ruggero Zucchelli, mons. Marino Reduzzi (cancelliere), mons. Giuseppe Soldi (amministratore), mons. Felice Bosio e mons. Alberto Franzini; a loro si aggiungono ora mons. Attilio Cibolini, mons. Vincenzo Rini, mons. Antonio Trabucchi (già mansionario del Capitolo). Canonico onorario: mons. Giuseppe Aresi.

 

Biografie dei nuovi canonici

Mons. Attilio Cibolini è nato a Casalbuttano il 28 aprile 1946 ed è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1970. È stato vicario a Sant’Agostino in città (1970-1982), quindi parroco a Cella Dati e vicario economo di San Lorenzo in Mondinari (1982-1987). Dal 1987 è direttore responsabile di RCN-Radio Cittanova e dal 1999 di TRC-Teleradio Cremona Cittanova, il centro di produzione televisiva che, tra le altre cose, ogni settimana realizza la rubrica televisiva "Giorno del Signore". Dal 1999 è consigliere nazionale dell’Associazione Radio e Televisioni cattoliche - CORALLO. Lo scorso ottobre mons. Lafranconi l’ha nominato direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali.

Mons. Vincenzo Rini è nato a Spinadesco il 5 gennaio 1945. Ordinato sacerdote il 22 giugno 1968, ha celebrato la sua Prima Messa a Bonemerse. Vicario a Romanengo (1968-1976) e a Soresina (1976-1977), nel 1977 è stato promosso parroco di Polengo: incarico che ha mantenuto sino al 1985 quando ha assunto la direzione del settimanale diocesano La Vita Cattolica. Laureato in Teologia dogmatica a Milano, nel 2004 è stato insignito dell’onorificenza di Cappellano di Sua Santità. Dal 2006 è presidente del SIR (Servizi Informazione Religiosa), l’agenzia stampa della CEI. Mons. Rini dal 1996 al 1999 è stato anche presidente nazionale CONSIS (Consorzio nazionale servizi informazioni settimanali) e, dal 1999 al 2005, presidente nazionale FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici). Dal 1998, inoltre, mons. Rini è assistente dell’UCID cremonese e dal luglio scorso è anche consulente ecclesiastico del Gruppo lombardo UCID.

Mons. Antonio Trabucchi è nato il 17 gennaio 1944 a Sesto ed Uniti ed è stato ordinato sacerdote il 22 giugno 1968 mentre risiedeva a Cremona, nella parrocchia della Cattedrale. Ha iniziato il proprio ministero come vicario prima a Piadena (1968-1973) e poi a Cremona nella parrocchia di S. Bernardo (1973-1983). Promosso parroco di Pozzaglio nel 1983, nel 1989 è tornato a Cremona come parroco della neonata parrocchia dell’Immacolata Concezione, nel quartiere Maristella, comunità che ha guidato sino al 2004. Da allora è collaboratore parrocchiale della parrocchia della Cattedrale, ricoprendo anche il ruolo di mansionario del Capitolo. Collaboratore del settimanale diocesano La Vita Cattolica, dal 2004 è direttore del bollettino del Santuario di Caravaggio. Lo scorso 11 marzo il Vescovo lo ha inoltre nominato direttore diocesano dell’Associazione “Apostolato della preghiera” in sostituzione del compianto mons. Elio Testa.

 

Storia del Perinsigne Capitolo

Il Perinsigne Capitolo, denominato ufficialmente “Capitolo dei Canonici della Beata Vergine Assunta nella Chiesa Cattedrale di Cremona”, è il più antico e illustre collegio della città. La sua esistenza è attestata dallo storico Giuseppe Bresciani già nell’VIII secolo.

L’attuale fisionomia del collegio dei canonici è chiarita nell’art. 3 dello Statuto del Capitolo della Cattedrale di Cremona che, riecheggiando il can. 503 del Codice di diritto canonico, recita: “Il Capitolo Cattedrale è il collegio dei Canonici dediti in primo luogo all’esemplare esercizio del culto divino in Cattedrale, (...) alla celebrazione quotidiana della liturgia delle Lodi e dell’Ora media e della Messa conventuale e, nel rispetto dell’attività pastorale della Parrocchia, alla disponibilità per le celebrazioni dell’Eucaristia e della Riconciliazione sacramentale e per la predicazione sacra, specie nei giorni festivi e nei tempi più significativi dell’anno liturgico”.

Tanti i poteri, le proprietà e i privilegi appartenuti nella storia al Capitolo, i cui membri, solitamente cadetti del patriziato, nel IX secolo sono chiamati “fratelli canonici” o “cardinali della Santa Chiesa cremonese”. Oggi l’unico privilegio è l’uso della croce patriarcale (concessa nel 1414 da Giovanni XXIII, l’antipapa Baldassarre Cossa, per l’ospitalità ricevuta).

Quanto all’abito, dopo il Concilio Vaticano II il Capitolo ha rinunciato ai rivestimenti sontuosi dell’ermellino, della cappa magna (concessa nel 1591 dal papa cremonese Gregorio XIV, già cardinale Niccolò Sfondrati per trent’anni vescovo di Cremona, che regalò al Capitolo anche la reliquia della Sacra Spina), della veste filettata di rosso con fascia violacea e fiocchi, della veste paonazza e del fiocco rosso sul tricorno, nonché della mantellotta paonazza, oltre a quelli confermati da Pio XI nel 1923 (i privilegi dei protonotari apostolici “ad instar partecipantium”, col privilegio dei pontificali, della mitra e della croce pettorale, con l’anello gemmato).

I canonici, che oggi hanno conservato il titolo di monsignore e con la facoltà di indossare la mozzetta violacea, hanno sempre esercitato un rilevante ruolo nel governo della diocesi, con la facoltà di elezione dei vescovi (fino alle bolle in contrario di Papa Bonifacio VIII). Oggi hanno perso tutta questa rilevanza, compresa la nomina dell’amministratore diocesano in sede vacante e l’esame delle pratiche amministrative di maggior importanza, attualmente demandato al Collegio dei Consultori. Dal 1990 il Capitolo non si occupa più nemmeno dell’amministrazione della Cattedrale: un solo canonico fa parte, per diritto, del Consiglio della Cattedrale, nominato dal Vescovo.

 

 

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