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CALCIO - GIOVEDI' 9 APRILE

L'ultimo saluto al parroco
don Massimo Morselli
Il Vescovo ai sacerdoti:
«Siate testimoni di speranza
in ogni passaggio della vita»

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C’era tutto Calcio a dare l’ultimo saluto al proprio parroco, don Massimo Morsello. Così come numerosi lo avevano accolto il 21 ottobre 2012, la domenica pomeriggio del suo ingresso, così la mattina di giovedì 9 aprile l’hanno accompagnato nell’ultimo viaggio, portando la sua bara a spalle sino al confine del paese, da dove è ripartito alla volta della sua Cividale Mantovano. Gremita come non mai la grande chiesa parrocchiale di S. Vittore, dove il Vescovo ha presieduto le esequie, concelebrate da quasi un centinaio di sacerdoti.

Omelia del Vescovo (mp3)

Photogallery:    parte 1     parte 2     parte 3

 

Una lunghissima processione d’ingresso, allo scoccare delle 10, ha varcato il portone della chiesa di S. Vittore martire, a Calcio. Dietro la croce i ministranti, piccoli e grandi; poi i confratelli del Santissimo Sacramento e i numerosissimi sacerdoti concelebranti. Basti pensare che mentre i primi salivano i gradini dell’altare il Vescovo stava ancora entrando. Accanto a mons. Lafranconi il vicario generale, mons. Mario Marchesi, e il delegato episcopale per il clero, mons. Mario Barbieri. Erano presenti il vicario don Matteo Bottesini, il collaboratore don Carlo Merisi, i compagni di Messa, e tanti altri confratelli e amici; e non mancava neppure don Virginio Morselli, suo parente.

In prima fila le autorità locali, con diversi sindaci del territorio e non solo. Dall’altro lato i familiari: la mamma con i figlie e i nipoti.

Ad animare la celebrazione due cori: in una delle cappelle laterali era posizionata la corale parrocchiale, di fronte il coro giovanile Effatà.

Nell’omelia il Vescovo ha fatto riferimento anzitutto al tempo pasquale che si sta vivendo in questi giorni, ma che don Morselli ora «non celebra più con i segni di questo tempo, ma nel compimento dell’incontro con il Signore».

Guardando alle letture proposte dalla liturgia, ha quindi evidenziato come presentino due dimensioni: da un lato il fatto della Risurrezione; dall’altro la rilettura di tutta la storia, proprio alla luce del mistero pasquale.

Mons. Lafranconi ha poi fatto riferimento al testamento spirituale di don Morselli, di cui ha citato diversi passaggi. A cominciare dall’incipit: “Queste righe, più che una disposizione di beni – che non possiedo –, vorrei che fossero un rendere partecipe chi mi ha conosciuto, delle belle pagine che Dio ha scritto nella mia vita. E davvero un “grazie” prepotente nasce per questa esperienza terrena che Lui mi ha dato: così bella, così intensa. Nulla è stato banale e in ogni evento, anche piccolo, ho saputo intravedere, la Provvidente mano di Dio. Che bella la vita!”

Quindi il riferimento alle figure che hanno segnato la sua vita: la mia comunità di origine, la famiglia “che, con discrezione e premura, mi ha educato alla fede e ha sostenuto la risposta alla chiamata di Dio”, la comunità del Seminario “una grande scuola di vita e che mi ha insegnato, pur tra difficoltà e reticenze dovute alla mia umanità troppo povera, a voler bene al Signore e alla Chiesa, che è Madre”. “Ma l’altro grande dono, dopo la vita, è quello dell’ordinazione sacerdotale, che mi ha lanciato nella straordinaria ed esaltante avventura di semina del campo del Signore”.

Poi il ricordo delle tappe del suo ministero sacerdotale: a Castelleone, a San Bernardo in città, l’Acr, giovani e giovanissimi di AC, con “l’incontro amichevole e sincero di tanti laici della diocesi: fratelli e sorelle che mi hanno aiutato ad amare con passione ed entusiasmo la Chiesa”. E poi la comunità di Breda Cisoni: “la prima parrocchia ‘tutta mia’ che Dio ha affidato alle mie cure”.

«Quando ricevette la nomina – ha ricordato il Vescovo – da un parte c’era la gioia di poter esprimere il suo ministero a tutto raggio, ma anche un certo timore per  la responsabilità. Due sentimenti che dovrebbero sempre essere concordanti: la gioia di servire una comunità e, nello stesso tempo, il timore per rispondere pienamente alla missione che Dio mi ha affidato».

Gli “anni più belli”, seguiti anche da «difficoltà, sofferenze, incomprensioni e giudizi», che il Vescovo ha indicato come l’incontro con la croce, che “sta mettendo a dura prova la mia umanità… ma riesco a intuire che tutto questo fa parte di un misterioso disegno divino che mi aiuterà a crescere”.

E il testamento di don Morselli prosegue: “Ora leggo con occhi nuovi la Scrittura, capisco di più il sacrificio della croce… che porta i peccati del mondo, quindi anche i miei, capisco con più verità che cosa comporta il dare la vita per la Chiesa. Chiedo a Dio due sole cose per il futuro. La prima: che la sofferenza, anche bruciante, non renda cupa e grigia la mia vita. Vorrei che il sole della gioia continuasse a splendere sul mio volto. La seconda: che non abbia mai ad affievolirsi in me il dono della fede; una fede limpida, sincera, che mi fa apprezzare le semplici cose della vita”.

«Mi chiedo – ha affermato il Vescovo – se questa rilettura non stia a dire quanto bisogno abbiamo tutti di trovare tempi e spazi per metterci in ascolto della Parola di Dio. Lo vorrei dire soprattutto per noi preti: al di là della preghiera quotidiana, ci sono quelle tappe – gli esercizi spirituali – che sono indispensabili proprio per poter fare della tua vita, nei sui passaggi più o meno gioiosi o più o meno difficili, una rilettura alla luce del mistero della Pasqua, che è Croce e Risurrezione. È significativo che quanto don Massimo ci lascia sia stato scritto proprio negli esercizi, a Camaldoli, una parte nel 2008, una seconda nel 2012».

Il Vescovo ha poi proseguito: «Il rischio di diventare superficiali, il rischio di non comprendere più il rapporto di amore e salvezza di Dio nella nostra vita, soprattutto quando siamo messi alla prova, è fin troppo facile. Dobbiamo cercare di immunizzarci attraverso un incontro vero, profondo, cordiale, nella preghiera e nello spirito, quali sono appunto le esperienze degli esercizi. Perché anche a noi Gesù apra la mente per comprendere le Scritture».

L’ultimo richiamo al testamento di don Moreselli è alla sua conclusione, con un riferimento alla Vergine Maria. «Tutti sappiamo – ha ricordato il Vescovo – quanto fosse legato all’esperienza del pellegrinaggio, in modo particolare a Lourdes. La Vergine Maria accompagni don Massimo a questo incontro pasquale con il Signore, lo renda partecipe della gioia della beatitudine, quella che il Signore ha promesso ai suoi servi fedeli».

«Chiediamo per tutti noi – ha concluso il Vescovo – la grazia di poter raccogliere dalla sua testimonianza spirituale motivo nuovo per vivere, noi preti, il nostro sacerdozio con gioia, con dedizione in qualsiasi passaggio della vita. E perché voi fedeli possiate sempre riconoscere nella figura del prete colui che il Signore ha posto accanto per essere, umilmente ma decisamente, testimone della speranza che nasce dalla risurrezione del Signore».

Al termine della Messa, dopo la benedizione impartita dal Vescovo alla salma sul sagrato, la bara è stata presa a spalle dai confratelli e da alcuni altri parrocchiani. La comunità di Calcio, infatti, secondo una tradizione del luogo, ha accompagnato il feretro sino al confine del paese.

Durante il tragitto il suono della banda lasciava spazio a momenti di silenzio rotti solo dal rintocco della campane. C’erano anche le autorità locali, i gonfaloni del Comune e delle associazioni.

Quindi la partenza per Cividale Mantovano, suo paese d'origine, dove alle 16, nella chiesa parrocchiale, è stata celebrata una Messa di suffragio; poi la tumulazione nel locale cimitero.

Il testamento spirituale di don Morselli

 

Biografia del sacerdote

Don Massimo Morselli era nato a Bozzolo (MN) il 4 marzo 1968. L'ordinazione sacerdotale il 19 giugno 1993, mentre risiedeva a Cividale Mantovano.

Il primo incarico pastorale è stato come vicario a Castelleone (1993-1999); poi il trasferimento a San Bernardo in città (1999-2001), negli stessi anni è stato anche assistente diocesano dell'ACR, mentre dal 2007 al 2008 è stato assistente diocesano dei giovani di Azione Cattolica.

Il 28 aprile 2001 è stato promosso parroco di San Giorgio Martire in Breda Cisoni. Nel 2008 è stato nominato parroco di S. Antonio Abate in Villa Pasquali, S. Gerolamo in Ponteterra e S. Maria Assunta in Sabbioneta, mantenendo la guida spirituale della comunità di San Giorgio Martire in Breda Cisoni.

Nell’autunno del 2012 un nuovo trasferimento. Lasciata la sua terra mantovana, il 21 ottobre si è insediato a Calcio, come nuovo parroco della parrocchia di S. Vittore martire, in sostituzione di don Stefano Moruzzi, diventato parroco della comunità San Giorgio in San Pietro al Po in Cremona.
 
In questi anni di ministero nella Bergamasca è stato affiancato da don Massimo Macalli (vicario fino alla scorsa estate) e successivamente dal sacerdote novello don Matteo Bottesini; oltre che dal collaboratore parrocchiale don Carlo Merisi.

Colpito da un male incurabile, è deceduto nel pomeriggio del 6 aprile, Lunedì dell’Angelo, poco prima delle 19, nella propria abitazione, circondato dall’affetto dei propri cari. Aveva 47 anni. Le sue condizioni di salute nelle ultime settimane erano divenute critiche, e da un paio di settimane erano iniziate le cure palliative.

 

 

 

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