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VERSO LA GIORNATA MONDIALE

Il Vescovo a S. Sigismondo:
«La vocazione nasce
dall'amicizia con il Signore»
In mattinata in Seminario
l'incontro per i sacerdoti

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Giornata di riflessione e preghiera sul tema delle vocazioni giovedì 16 aprile a Cremona. In preparazione alla 52esima Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, in agenda domenica 26 aprile sul tema “È bello con te”, la mattina del 16 aprile in Seminario si è tenuto un incontro di riflessione e approfondimento per i sacerdoti, alla presenza del Vescovo, che in serata ha presieduto la veglia diocesana di preghiera nella chiesa di S. Sigismondo. Mons. Lafranconi, rifacendosi al messaggio del Papa, ha sottolineato la necessità di uscire da se stessi per incontrare il Signore, prima di poter uscire verso gli altri con una testimonianza di annuncio del Vangelo.

 

L'incontro del clero

L’incontro del mattino, riservato al clero, e che ha visto la presenza del Vescovo, è stata un tentativo di riflessione a più voci per vedere come la pastorale giovanile, nel suo essere, è pastorale vocazionale.

Dopo un breve momento di preghiera, don Paolo Arienti, responsabile diocesano per la Pastorale giovanile, ha proposto la sua riflessione, al centro della quale ha posto il problema della gestione della pastorale giovanile in relazione a quella vocazionale.

«Occorrerebbe avere il coraggio di entrare nelle due determinazioni di "pastorale" e chiedersi con realismo cosa significhino e quali esigenze rimandino alla nostra chiesa. Pastorale giovanile oggi è ormai sinonimo di missione. Pastorale vocazionale oggi è sinonimo di proposta di desideri e orizzonti grandi». Questo il fulcro dell’intervento di don Arienti, che ha poi proseguito il suo intervento ribadendo la necessità di figure educative che sappiano porre Cristo al centro del percorso di crescita dei ragazzi.

Sulla falsariga di quanto affermato, anche l’intervento di don Marco D’Agostino, vicerettore del Seminario e responsabile del Centro diocesano vocazioni, che ha sottolineato l’importanza di riscoprire la vita come dono, per poterla vivere pienamente. «Per fare questo – ha detto il sacerdote – è indispensabile, per i giovani, la presenza di fiugure che li accompagnino spiritualmente, che li guidino, che scommettano su di loro, che li coinvolgano in esperienze utili alla loro crescita».

Secondo il responsabile del Cdv, lo scopo dell’educatore deve essere quello di far percepire ai ragazzi l’amore di Dio: «Solo chi si sente amato, ama; solo chi riconosce di aver ricevuto un dono, dona a sua volta». Poi il terzo tema trattato da don D’Agostino: la gratuità, che va riscoperta per ridare un respiro missionario alla vita cristiana.

Infine sono state presentate tre proposte del Cdv per quanto riguarda la Pastorale Vocazionale:

  • il cammino degli adolescenti (data di inizio 11 ottobre 2015);
  • il campo-scuola vocazionale per ragazzi delle superiori (20-23 agosto 2015);
  • il cammino di ricerca vocazionale per giovani (data di inizio 24-25 ottobre 2015).

L’incontro si è concluso con una breve riflessione del Vescovo che ha ripreso i punti focali dei due interventi precedenti, sottolineando l’importanza di investire sui giovani per aiutarli a scoprire la loro vocazione, ossia il progetto di Dio su di loro.

Photogallery

 

La veglia a S. Sigismondo

Nella serata di giovedì 16 aprile l’appuntamento per tutti è stato, invece, nella chiesa monastica di S. Sigismondo per la veglia diocesana per le vocazioni.

Strutturata sullo schema della Compieta, dopo l’esposizione del Santissimo, con invocazioni e preghiere alternate a brevi momenti di silenzio, il diacono don Alessandro Bertoni, che a giugno sarà ordinato sacerdote, ha proposto il brano evangelico di Luca che narra dell’apparizione di Gesù agli Undici e agli altri apostoli.

Proprio da questa pagina il Vescovo ha preso spunto per la sua riflessione nella quale, con un riferimento anche al messaggio del Papa, si è soffermato sulla “uscita” a cui è chiamato ogni discepolo. Un movimento che, inquadrato nel brano evangelico, è stato caratterizzato da due attenzioni.

«Per incontrare il Signore – ha sottolineato il Vescovo – occorre uscire da noi stessi, dal ripiegamento su di noi». «La strada maestra per farlo – ha precisato – è concentrare il cuore e l’attenzione sulla Parola di Dio. Solo attraverso la comprensione di questa Parola tu puoi abbandonare le tue preoccupazioni per incontrare il Signore, per toccarlo, condividere con lui la mensa, ascoltarlo, mettendoti in un atteggiamento di amicizia».

«Cos’è la vocazione – ha proseguito – se non centrare la nostra vita su ciò che il Signore ci suggerisce, ci fa desiderare, ci fa amare, ci mette negli occhi e nel cuore come qualcosa di affascinante?». E ancora: «La vocazione nasce dentro un rapporto profondo e amicale con il Signore, che ti permette di sentire la dolcezza di essere amato e desiderato da Lui, e riconoscere che Lui conta su di te». Poi ha aggiunto: «Chi di noi non ritiene che la sua vocazione sia la più bella? Nessuno avrebbe scelto una cosa mediocre! Toccati da questa bellezza ci si butta nella vita in compagnia del Signore Gesù».

Ma dopo essere usciti da se stessi occorre uscire anche verso gli altri. «Dopo che sono uscito da me stesso – ha affermato il Vescovo – insieme con Lui esco verso gli altri, per annunciare la conversione e il perdono dei peccati». E subito il riferimento all'Anno Santo della Misericordia. Poi ha precisato: «Possiamo trovare tanti linguaggi, tante occasioni, ma la sostanza del messaggio che la Chiesa in uscita ha da dire è solo questo: Dio ti ama, Dio ti perdona!». E ha messo in guardia: «Potremo effettuare questa uscita se prima non siamo usciti da noi stessi per incontrare nella profondità del cuore il Signore Gesù? se non ci siamo convertiti noi?».

«Pur tenendo presente che vogliamo pregare per tutte vocazioni, perché ogni persona scopra la radice delle sue scelte di vita – ha detto il Vescovo – vogliamo pregare in modo particolare per vocazioni alla vita consacrata, nella vita religiosa o nella secolarità, e al ministero sacerdotale. Perché noi ci sentiamo un po' come questi discepoli che hanno avuto la fortuna di toccare le piaghe del Signore Gesù (toccare la sua bellezza) e di mangiare insieme con lui (crescere in una familiarità con lui): questa fortuna è ciò che ci anima nel dire a tutti gli uomini la bellezza di quello che viviamo».

«Il Signore – ha quindi concluso mons. Lafranconi – ci aiuti davvero a fare questo percorso di uscita da noi stessi per centrare il cuore, la vita, gli affetti e l’intelligenza su di Lui. E con Lui uscire a dire, con lo stesso slancio degli apostoli, che Lui è unico, che Lui è la bellezza, che Lui è la santità, che Lui è la misericordia per tutti!».

La veglia è quindi proseguita con le invocazioni lette dal Vescovo, da una sposa e madre, da un sacerdote, da una religiosa, da una monaca e da un laico, proprio a testimoniare le diverse vocazioni. Dopo la preghiera del Padre Nostro e la benedizione eucaristica, la veglia si è conclusa con la recita della preghiera per la 52esima Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

Omelia del Vescovo (mp3)          Photogallery della Veglia

 

 

 

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