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SENTINELLE DEL MATTINO

Francesco Agnoli a S. Imerio
ha concluso l'edizione 2015
del Cafè Teologico riflettendo
storicamente sull'aborto
On-line gli interventi audio

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È stato il tema dell’aborto a chiudere il ciclo di incontri di quest’anno del Café Teologico, l’iniziativa di approfondimento proposta dalle Sentinelle del Mattino. Relatore della serata è stato il dottor Francesco Agnoli, scrittore e giornalista, laureato in Lettere classiche e studioso di Bioetica. Come già nelle precedenti occasioni, il tema è stato introdotto sotto forma di domanda: L’aborto è un progresso?

Contributi audio (mp3):

 


Diverse le piste a disposizione di Agnoli per affrontare l’argomento e rispondere a questo interrogativo. Poteva, ad esempio, partire dalla violenza delle pratiche abortive, testimoniata da filmati in cui si vede il bambino che cerca di sfuggire all’aspirazione. Oppure poteva puntare sulle conseguenze psicofisiche disastrose che l’aborto procura alle donne che lo subiscono, smontando così il falso mito dell’aborto come libertà conquistata dalla donna, finalmente padrona di decidere del proprio corpo. Tuttavia ha sottolineato che, per quanto determinanti, non sono deterrenti sufficientemente efficaci.

Il relatore, nella serata del 17 aprile, come sempre presso l’oratorio di Sant’Imerio, ha invece preferito affrontare il tema da un punto di vista storico, parlando del trattamento che è stato riservato ai neonati dall’antichità fino ad oggi.

A Roma, come in Grecia, ma anche tra i Celti e gli Egizi, i bambini appena nati non erano considerati persone e dunque potevano essere uccisi o venduti senza scrupoli. Ad essere eliminati erano soprattutto i bambini malati, ma anche quelli nati in giorni considerati di cattivo auspicio, oppure in famiglie dove erano già presenti altri figli.

È solo con la diffusione del Cristianesimo che l’infanticidio diventa inaccettabile: il Dio che si è fatto bambino cambia storicamente la percezione dell’infanzia. Si tratta di una novità senza precedenti. Se prima il neonato era considerato al pari di una cosa, con il Cristianesimo è considerato persona fin dal concepimento. Ecco perché anche l’aborto diventa inaccettabile.

Nella Didachè, un documento della Chiesa del I secolo, si legge infatti: “Tu non ucciderai con l’aborto il frutto del tuo grembo, né farai perire il bambino già nato”. Per salvare i bambini non voluti, le istituzioni religiose iniziano a far costruire le ruote degli esposti e gli orfanotrofi. Nello stesso periodo nascono anche gli ospedali, luoghi appositi per la cura dei malati, che prima d’ora venivano considerati reietti della società.

Dove però la cultura cristiana non è penetrata in profondità, l’infanticidio è ancora molto diffuso e accettato anche oggi. Basta pensare alla Cina e all’India, dove ad essere eliminate sono soprattutto le bambine, uccise con aborto selettivo o addirittura dopo la nascita.

In generale la società occidentale, in cui il Cristianesimo è alle radici della cultura, condanna l’infanticidio. Tuttavia quasi tutti gli Stati hanno introdotto leggi che permettono l’aborto. I primi a farlo sono stati i regimi totalitari del Novecento. Nell’ex URSS l’aborto fu legalizzato da Lenin nel 1920, mentre nella Germania di Hitler fu introdotto insieme all’eutanasia con scopi eugenetici. Una volta caduti questi regimi, è rimasta nella società un’impronta materialista che ha fatto venir meno la concezione di figlio come dono. A dominare ora è la paura di accogliere il nuovo, che mette in discussione e contrasta l’egoismo. Il figlio viene sempre più spesso programmato: lo si vuole solo quando ci si sente pronti e, nel caso in cui arrivi prima del tempo stabilito oppure abbia dei problemi, lo si elimina come se fosse una cosa, proprio come succedeva nell’antichità. Se poi si pensa che in alcuni Stati l’aborto è legale fino al terzo mese, in altri fino al settimo, in altri ancora a nascita parziale, ed oggi è oggetto di discussione anche la possibilità di legalizzare l’aborto post-natale, per forza di cose anche l’infanticidio torna ad essere tollerato. L’aborto è dunque un progresso o è piuttosto un regresso?

 

I precedenti incontri:

 

 

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