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ANNUNCIO DEL VESCOVO

Nulla osta della Congregazione
delle Cause dei Santi: al via
l'iter diocesano per i servi di Dio
mons. Cazzani e don Mazzolari

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Annuncio importante del vescovo Lafranconi al termine dell’assemblea del clero che nella mattinata di giovedì 23 aprile si è svolta in Seminario. «Giovedì santo – ha reso noto il Vescovo – dalla Congregazione delle Cause dei Santi è arrivato il nulla osta a procedere per le cause di beatificazione di mons. Cazzani e di don Mazzolari». Mons. Lafranconi ha poi informato che il 3 dicembre scorso è stata ufficializzato il nulla osta anche per l’iter riguardante un altro cremonese: padre Silvio Pasquali, missionario del Pime e fondatore in India delle Suore catechiste di sant’Anna, che proprio sabato 25 aprile, a Eluru, in India, sarà dichiarato ufficialmente “Servo di Dio” durante una solenne celebrazione eucaristica.

Le parole del Vescovo (mp3)


Nel febbraio 2013 la Conferenza Episcopale Lombarda aveva espresso parere favorevole per l’introduzione della causa di beatificazione di mons. Cazzani e don Mazzolari, insieme ad altri quattro lombardi.

Il 2 aprile scorso, Giovedì Santo, è arrivato il nulla osta dalla Congregazione delle Cause dei Santi per i due cremonesi: don Primo Mazzolari, celebre parroco di Bozzolo, antesignano del Concilio Vaticano II, e l’arcivescovo Giovanni Cazzani, ascetico e intrepido pastore della nostra Diocesi per 38 anni, dal 1914 al 1952.

Prossimi passi dell’iter diocesano saranno la scelta dei censori teologici e storici: due commissioni che analizzeranno da un lato le opere e gli scritti dal punto di vista teologico, dall’altro la vita dei due Servi di Dio dal punto di vista storico.

Postulatori delle due cause sono: per don Mazzolari don Bruno Bignami, parroco di Picenengo e presidente della Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo; per mons. Cazzani don Andrea Foglia, parroco di S. Abbondio in città e responsabile dell’Archivio storico diocesano.

L'annuncio del Vescovo Lafranconi è stato accolto dai sacerdoti con un lungo applauso.

 


Giovanni Cazzani, Vescovo ascetico e coraggioso

Giovanni Cazzani nacque il 4 marzo 1867 a Samperone, località nei pressi della Certosa di Pavia e trascorse la sua giovinezza ad Albuzzano. A 11 anni entrò nel Seminario di Pavia e il 1 novembre 1889 fu ordinato sacerdote.

Insegnante e vicerettore del Seminario, continuò gli studi presso l’Università di Pavia dove si laureò in Lettere e Filosofia e presso la Facoltà teologica di Milano dove conseguì la laurea in Teologia.

Nominato nel 1899 segretario del vescovo  di Pavia, Agostino Gaetano Riboldi, lo seguì a Ravenna. Tornato a Pavia nel 1902, divenne Rettore del Seminario, ma due anni dopo nel 1904,  a 37 anni, fu eletto vescovo di Cesena, dove rimase per un decennio. Nel dicembre del 1914 il Papa Benedetto XV lo elesse vescovo di Cremona dove rimase fino alla morte avvenuta il 26 agosto 1952.

Il vescovo Giovanni fu al di sopra dei contrasti e delle passioni di parte e svolse la sua azione prudente e ferma: pregò per tutti e fu il vescovo di tutti, camminò con il suo gregge e fu sempre presente, in ogni circostanza, anche nelle ore più tragiche come quelle dei bombardamenti sulla città e della ritirata delle armate tedesche.

Compì sei visite pastorali e tre Sinodi; si pronunciò, con omelie, discorsi, scritti su problemi scottanti, deviazioni, pericoli, pronto a condividere le sofferenze del suo popolo: il Palazzo Vescovile divenne per i poveri il luogo in cui, nel periodo invernale, trovavano a mezzogiorno una minestra calda: “la minestra del vescovo”.

Tra le lettere pastorali spicca quella per la Quaresima del 1944, uno degli scritti più coraggiosi, in cui il Vescovo, dopo alcune riflessioni sul significato del dolore cristiano, denunciò le tremende responsabilità di chi aveva voluto la guerra, la barbarie dei bombardamenti aerei indiscriminati, il grido del sangue fraterno versato e le turpi speculazioni del mercato nero e già, tra i pericoli futuri, denunciò l’insidia di un socialismo e di un comunismo ateo materialista. Dinanzi a tale situazione il Vescovo invitava ad intraprendere una sana e autentica riforma sociale cristiana.

Burrascoso il rapporto con il ras fascista Farinacci: «Il vostro vecchio vescovo – gli scrisse Cazzani - vi protesta di nuovo di perdonarvi tutte le ingiurie pubblicate contro di lui e di volervi bene più di tutti quelli che voi credete più amici e di pregare ogni giorno nella S Messa per voi e per Mussolini. Persuadetevi che io non sono mai stato, nè sarò mai né fascista, né antifascista... ma sono sempre stato e sarò sempre, con la grazia di Dio, nient’altro che vescovo cattolico, romano, italiano, secondo a nessuno nell’amore della patria».

Nel 1944 Pio XII gli conferì il titolo di arcivescovo ”ad personam”.

Il vescovo cremonese Natale Mosconi,  in un articolo pubblicato nel 1982, scrisse profeticamente: «Ho la convinzione, che si fa sempre più profonda, che il vescovo di Cremona che resse la Diocesi  dal 1914 al 1952 debba essere eletto agli onori degli altari».

La biografia completa dell'arcivescovo Cazzani


Primo Mazzolari, antesignano del Concilio

Primo Mazzolari nacque al Boschetto, frazione di Cremona, il 13 gennaio 1890. Nel 1900 la famiglia si trasferì a Verolanuova, in provincia di Brescia. Due anni dopo, terminate le scuole elementari, Primo decise di entrare in seminario. Fu scelto, per la vicinanza dei parenti, il seminario di Cremona. Nel 1912 fu ordinato prete dal vescovo di Brescia, mons. Gaggia a Verolanuova.

Don Primo fu  subito inviato come vicario cooperatore a Spinadesco. Qui rimase circa un anno, venendo poi trasferito nella parrocchia natale, S. Maria del Boschetto. Nell’autunno del 1913 fu nominato professore di lettere nel ginnasio del Seminario. Svolse tale funzione per un biennio, durante il quale utilizzò le vacanze estive per recarsi in Svizzera, ad Arbon, come missionario dell’Opera Bonomelli tra i lavoratori italiani là emigrati.

Nel 1918 fu destinato come cappellano militare a seguire le truppe italiane inviate sul fronte francese. Smobilitato nell’agosto 1920, don Mazzolari fu prima nominato delegato vescovile alla Trinità di Bozzolo e poi parroco di Cicognara, dove rimase fino al luglio 1932.

A Cicognara egli si fece le ossa come parroco, sperimentando iniziative, riflettendo, annotando idee e, soprattutto, cercando forme nuove per accostare tutti coloro che si erano ormai allontanati dalla Chiesa. Il paese, infatti, aveva una forte connotazione socialista.  Già nel 1922 egli scrisse, a proposito delle simpatie di certi cattolici verso il nascente regime fascista, che «il paganesimo ritorna e ci fa la carezza e pochi ne sentono vergogna».

Nel 1932 don Primo fu trasferito a Bozzolo in concomitanza con la fusione delle due parrocchie esistenti. Qui rimase fino alla morte avvenuta il 12 aprile 1959.

L’impegno per l’evangelizzazione, la pacificazione, la costruzione di una nuova società più giusta e libera costituirono i cardini dell’impegno di don Mazzolari dal 1945 in poi. Figlio in questo della Chiesa del suo tempo, egli era convinto che solo il cristianesimo potesse costituire un rimedio ai mali del mondo e si fece portatore così dell’idea di una vera e propria ‘rivoluzione cristiana’.

Autore di numerose pubblicazioni, alcune delle quali viste con sospetto dalla Chiesa, nel 1949 fondò e diresse il periodico “Adesso” la cui pubblicazione fu sospesa nel 1951. Nel 1957 predicò la Missione a Milano, chiamato dal Cardinal Montini.

Il 5 febbraio 1959 venne ricevuto da Papa Roncalli: l’accoglienza che egli ebbe dal Pontefice, che lo definì “Tromba dello Spirito Santo nella Bassa Padana”, lo ripagava di ogni amarezza sofferta.

Il 1° aprile 2009, Benedetto XVI ha affermato: «Il cinquantesimo anniversario della morte di don Mazzolari sia occasione opportuna per riscoprirne l’eredità spirituale e promuovere la riflessione sull’attualità del pensiero di un così significativo protagonista del cattolicesimo italiano del Novecento», auspicando inoltre «che il suo profilo sacerdotale limpido di alta umanità e di filiale fedeltà al messaggio cristiano e alla Chiesa, possa contribuire a una fervorosa celebrazione dell’Anno Sacerdotale»

 La biografia completa di don Mazzolari

 

Silvio Pasquali, missionario del Pime in India

Padre Silvio Pasquali è nato a Cremona, nella cascina Cambonino, il 5 aprile 1864. Battezzato nella chiesa di Picenengo, è cresciuto nella parrocchia cittadina di Sant’Abbondio.

Dopo l'ordinazione sacerdotale tra il clero diocesano e alcuni anni di ministero a Cremona, divenne missionario del Pime. L'8 ottobre 1897 raggiunse l’Andhra Pradesh, stato centrale dell’India.

Nel 1914 a Mattanpally fondò la congregazione delle Suore Catechiste di S. Anna, raccogliendo attorno a sè sette ragazze disposte a collaborare soprattutto nell’educazione cattolica dei ragazzi.

Nel 1999 l’Ordine divenne di diritto pontificio e nel 2007 sono state erette due province.

Oggi le suore Catechiste di Sant’Anna – oltre 400 tra India, Tanzania e Italia – gestiscono una settantina di scuole, diversi collegi e case di accoglienza. Sinora oltre 45.000  studenti hanno frequentato i loro istituti di formazione.

In Italia esse sono presenti a Cremona, Roseto degli Abruzzi dove si occupano della scuola materna parrocchiale e Cermenate, dove collaborano alla pastorale ordinaria.

Il 14 agosto 2013 ha avuto inizio l'iter per la beatificazione di padre Pasquali.

 

 

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