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CREMONA - 24 MAGGIO

In piazza festa per la «bellezza»
e la «grandezza» della famiglia
Il Vescovo: «Custodire l'amore,
la comunione, la famiglia»

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Oltre duemila persone nel pomeriggio di domenica 24 maggio si sono riunite in piazza del Comune, a Cremona, in una splendida giornata di sole, per partecipare alla “Festa della Famiglia”, promossa dalla Diocesi con il patrocinio del Comune di Cremona, sul tema “La famiglia genera”. Eppure, non è soltanto un fatto di quantità. Girando tra la gente, i volti gioiosi dei tantissimi bambini presenti – neonati compresi – e gli sguardi sereni dei loro genitori e di diversi nonni davano il vero polso della riuscita manifestazione, dimostrando come l’obiettivo fosse stato raggiunto ovvero – come ha detto nel suo intervento il Vescovo – mostrare la «bellezza» e la «grandezza» dell’essere famiglia.

Riflessione del vescovo Lafranconi (mp3)

Photogallery:   parte1   parte 2

La festa è iniziata ufficialmente alle 15.30 con il presentatore della manifestazione, Michele Tolomini, che dal palco ha chiesto a tutti i presenti di rispettare il minuto di silenzio, chiesto in tutta Italia per le vittime della prima guerra mondiale, nell’anniversario dell’inizio del conflitto. Un momento di raccoglimento accompagnato dal “Silenzio fuori ordinanza” suonato alla tromba dal maestro Giovanni Grandi, direttore della Mauro Moruzzi Junior Band, formazione della scuola Sacra Famiglia che subito dopo ha iniziato a intrattenere i presenti con una serie di brani magistralmente eseguiti dai giovanissimi allievi: molti i pezzi tratti da notissime colonne sonore di film di animazione e non, oltre alle note dei grandi miti del jazz e del blues.

Intanto, in tre punti non lontani dalla piazza, sono state proposte diverse, importanti testimonianze, per declinare le parole-chiave che hanno scandito l’intero evento, dal titolo “La famiglia genera”. Nella chiesa di S. Girolamo si è parlato di «accogliere» grazie all’associazione di famiglie affidatarie Il Girasole, alla Casa Famiglia S. Omobono, alla Caritas diocesana e al Centro di Aiuto alla Vita di Cremona. Nel vicino oratorio “Silvio Pellico”, l’Ufficio diocesano per la Pastorale Familiare, l’associazione “Famiglia Buona Novella”, il movimento dei Focolari ed il Consultorio Ucipem di Cremona hanno evidenziato un’altra parola-chiave, il «crescere», parlando della cura delle relazioni di coppia attraverso una coppia di fidanzati, l’esperienza del percorso triennale di Folgaria per operatori della Pastorale familiare, la proposta della Parola come alimento della vita di coppia, la Domus Ecclesiae concentratasi sulla spiritualità familiare, l’internazionalità di Famiglie Nuove presente in 122 paesi ed infine l’importanza nella coppia del perdono reciproco. Dell’aspetto educativo e sociale, quindi della terza parola-chiave, l’«accompagnare», si è parlato invece in Sala Mercanti grazie all’Azione Cattolica ed a diverse associazioni, operanti nel mondo della scuola: qui si è cercato di mettere a fuoco il concetto di «generare per educare», riconoscendo i talenti e le fragilità. La numerosa folla, convenuta in massa per ascoltare ciascuna di queste testimonianze, ha dimostrato il grande interesse verso tematiche, che chiamino in causa la famiglia e la responsabilità educativa.

Intanto, sin dal primissimo pomeriggio, en plein di presenze anche in piazza del Comune, presso gli stand dell’associazione Il Girasole, degli stessi Consultorio Ucipem e associazione Famiglia Buona Novella, della cooperativa Iride e dell’Azione Cattolica, nonché della Federazione Oratori. Nel cortile Federico II, con il coordinamento di Comunione e Liberazione, è stato allestito un bookshop e una mostra di Gerardo Colombo, educatore di Como, attraverso foto artistiche che raccontano la quotidianità delle famiglie. Molti gli spazi appositamente pensati per i bambini con giochi, laboratori, atelier ed anche grazie alla presenza di due simpatici e colorati trampolieri.

Alle 16.30 tutti sono stati quindi chiamati a raccolta in piazza per la seconda parte della Festa, introdotta dal saluto del sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, che ha esortato ad «educare le generazioni più giovani ad esprimere parole di non-violenza» e a porsi in «ascolto dell’altro», specificando come, a suo giudizio, spesso anche gli «adulti» ed i «genitori» vadano «educati ed accompagnati». Sulla dimensione dell’accogliere, secondo il primo cittadino, non vi possono essere ipocrisie: «Non si accoglie, selezionando. Abbiamo sfide enormi davanti, abbiamo il mondo che preme alle porte dell’Europa». Tutto ciò comporta un «cambio di mentalità», per aiutare il più debole, il più fragile, il più reietto, secondo l’esempio lasciato da mons. Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador, recentemente beatificato, «morto sull’altare proprio difendendo i poveri secondo criteri di giustizia». Ed ancora: «Noi abbiamo bisogno e sete di comunità – ha detto Galimberti - Non smettiamo mai di costruire relazioni di coppia» o «forme di convivenza, qualunque esse siano», che «sappiano promettersi fedeltà», poiché questo è ciò «che si chiama futuro».

È stato quindi proposto l’applaudito spettacolo “Viaggiando s’impara”, allestito dalla Compagnia Teatrodaccapo di Romano di Lombardia e affidato alle capacità artistiche degli attori Marco Pedrazzetti e Marcello Nicoli (regista assieme a Massimiliano Fenaroli), capacissimi – grazie anche ad una scenografia semplice, ma efficace – di spiegare, attraverso porte simboliche oltre i confini, come conquistare mete e traguardi, catturando anche l’attenzione e lo sguardo stupito dei tanti bambini presenti e raccolti sotto il palco, spesso coinvolti nell’azione scenica.

Al termine il vescovo Dante Lafranconi ha spiegato il significato della manifestazione (alla quale ha preso parte, stando tra le famiglie e i tanti bimbi presenti, sin dalle 16.30), indicando nella famiglia «il riflesso umano del volto di Dio, volto che ci è stato rivelato da Gesù», in quanto «unione di due persone, che si amano e cercano la comunione», la quale è «per sempre» e presenta «caratteristiche divine»: la famiglia infatti, ha proseguito Sua Eccellenza, «si avvicina tantissimo» ed in modo «fortissimo» alla «potenzialità che Dio ha di creare. Un uomo e una donna che si amano pro-creano», quindi generano «la vita», accogliendo i figli «così come sono». Ciò «che è così bello, quello in cui crediamo (e la nostra presenza lo dice) – ha proseguito mons. Lafranconi – è che vogliamo custodire l’amore, la comunione, la famiglia», il che è tanto «impegnativo che sentiamo il bisogno di chiedere una mano a Dio», indicando in ciò il senso più profondo del Sacramento del matrimonio.  La famiglia «dovrebbe essere un luogo di preghiera: fate della vostra casa la Chiesa domestica», ha detto, cercando di trasmettere, di comunicare «ai figli, agli altri» il «tesoro» del Vangelo. Il Vescovo ha poi evidenziato quanto significativo sia il fatto che la Festa della Famiglia  si sia svolta proprio nel giorno di Pentecoste, «grande festa della Chiesa missionaria»: quindi, rivolto ai coniugi riuniti in piazza e idealmente a tutti, ha definito «necessaria la vostra attiva partecipazione nella società, affinché la famiglia non venga sfigurata da immagini, che ne siano una contraffazione. Poiché il nostro tempo ci espone a questo rischio, affido a voi il mandato della missione» ovvero esser «testimoni» della verità, dell’autenticità, della bellezza, della grandezza della dimensione familiare, così che essa «permanga e sia fruibile da tutti», affidandosi alla Madonna. Mons. Lafranconi ha infine impartito la benedizione ai presenti.

La Festa si è conclusa con il lancio, da parte dei bambini, di palloncini colorati con legati loro messaggi per la famiglia – come ha spiegato l’animatrice Melania –, messaggi che andranno chissà dove e a chi. Gli stand sono rimasti aperti anche oltre, per offrire a tutti la possibilità di visitarli.

Mauro Faverzani

Per il fotoservizio si ringrazia Cristian Chiodelli

Presentazione della Festa e video dei convegni preparatori


 

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