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SCUOLA DI MUSICA SACRA

Chiusa domenica sera in Duomo
la rassegna "Canticum Novum"
Edizione numero 11 proposta
per valorizzare cori e organi

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Finale di grande suggestione per l'undicesima rassegna Canticum Novum domenica 31 maggio in Cattedrale, con un buon concorso di pubblico che ha assistito all'esecuzione dell'oratorio per soli, coro e orchestra "Questo povero grida" di Valentino Donella. La sera di sabato 30 a Derovere il penultimo appuntamento di questo ricco cartellone promosso dalla Scuola diocesana di musica sacra “D. Caifa” con l’Associazione Marc’Antonio Ingegneri.

L'ultimo fine settomana dei quindici appuntamenti concertistici della rassegna si è aperto sabato 30 maggio a Derovere con il coro "Il Cantiere" diretto da Carla Milanesi e all'organo Ugo Boni. Programma impegnativo e raffinato quello proposto in questa località ormai divenuta tradizionale per il “Canticum novum” a partire dal 2007, anno in cui il piccolo ma prezioso organo Bossi 1840 della chiesa parrocchiale venne restaurato. Uno strumento che merita la giusta valorizzazione, non solo per il suo pregio artistico, ma in particolare perché segno di un vero e proprio "coraggio" culturale con il quale la comunità del minuscolo paese cremonese ha affrontato l'onere del restauro. In questi tempi di imperante banalità culturale è davvero il caso di parlare di "coraggio" laddove non si ha paura di intraprendere vie controcorrente quali l'apprezzamento per l'arte, la musica sacra, il decoro della liturgia.

Ma il centro dell'attenzione, in questo finale di rassegna, è stato il concerto conclusivo, con l'esecuzione la sera di domenica 31 maggio in Cattedrale dell'oratorio di Donella. Già in altre occasioni la Scuola diocesana di musica sacra ha fatto eseguire in Duomo ampie composizioni del maestro veronese, sempre improntate a temi di attualità.

Come lo stesso Donella ha spiegato nel suo breve intervento di presentazione, gli argomenti dei suoi oratori non sono tratti dalla Bibbia (come avveniva per gli oratori classici, da Carissimi a Haendel e a Bach), ma «dalla lettura dei giornali quotidiani, dai fatti della cronaca odierna, ovviamente riletti a confronto dell'insegnamento della Parola di Dio».

L'oratorio "Questo povero grida" – composto nel 1993 – ha per tema una profonda riflessione sulla corruzione, a seguito dei fatti di Tangentopoli. Ma l'argomento è talmente attuale che non è affatto parsa fuori luogo una sua ripresentazione oggi, a 22 anni di distanza. Il testo assemblato da Donella unisce passi biblici, tratti dai Salmi o dal Nuovo Testamento, a lapidari commenti dei fatti della storia odierna. Un baritono canta le parole di Cristo, un mezzosoprano impersona il grido del povero, il coro interviene con le citazioni salmiche, il tenore collega tutto per dare continuità al testo e approfondirne i messaggi.

La musica adotta un linguaggio moderno ma comunicativo e sempre comprensibile, che nulla concede all'effetto narcisistico, ma va dritta alla drammaticità dell'argomento. Di notevole suggestione – per l'originalità dell'impianto strutturale e l'esito artistico – è parsa la grande pagina delle Beatitudini, nella quale il celebre testo evangelico viene citato e attualizzato, cantato dal baritono-Cristo con incalzante alternanza del coro.

Mentre la prima parte è una spietata denuncia della realtà, nella quale proliferano i Barabba e i Giuda, sempre impuniti a discapito del povero che paga sempre, nel finale - dalle Beatitudini in poi - il testo e la musica lasciano spazio alla speranza cristiana, che mira a rinnovare le cose dal cuore dell'uomo, dando senso all'uomo stesso e alla sua esistenza.

Un'ora volata via, grazie anche alla bravura degli esecutori – il singolare Coro degli Avvocati di Verona, il Coro Perosi e l'Orchestra delle Abendmusiken sempre di Verona, con i solisti Alice Marini (mezzosoprano), Diego Buratto (tenore), Raffaele Zaninelli (basso), Massimo Galli Righi (voce recitante), Stefano Versolato (contrabbasso), Paolo Pachera (organo), tutti ottimamente diretti da Paolo De Zen – che hanno dimostrato di comprendere a fondo il linguaggio musicale e lo spirito artistico di Donella.

La serata, introdotta dal parroco della Cattedrake, don Alberto Franzini, è stata illustrata dallo stesso Donella e da don Giuseppe Ferri, presidente della Scuola diocesana di musica sacra, promotrice dell'evento e della manifestazione.

In conclusione, don Ferri ha anche ricordato l'ultima iniziativa della Scuola, l'immissione sul sito www.scuolamusicasacra.cremona.it di tutte le partiture per coro pubblicate dall'Istituto negli ultimi dodici anni: circa 800 partiture di Caifa, Concesa, Restelli, Volpi e Rancati ora gratuitamente scaricabili, un grande patrimonio di arte e di fede a disposizione di tutti i cori. 

 

 

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