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CREMONA - 29 MAGGIO

«Dalla logica dell'Eucarestia
i frutti di amore»
Messa del Vescovo Lafranconi
a Cascina Moreni in ricordo
di Fabio nel 22esimo dell'eccidio

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Vivere l’Eucarestia nella dimensione del dono, della gratuità, della testimonianza. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal vescovo Lafranconi ai tanti convenuti venerdì 29 maggio nel cortile di Cascina Moreni, per partecipare alla Messa celebrata in memoria di Fabio Moreni, il volontario cremonese ucciso in Bosnia il 29 maggio 1993 mentre portava aiuti umanitari alle popolazioni dilaniate dalla guerra in Bosnia, insieme al giovanissimo Sergio Lana ed a Guido Puletti, con lui assassinati. L’occasione è stata il 22esimo anniversario dell’eccidio.

Omelia (mp3)          Photogallery

 

La Messa, presieduta dal Vescovo, è stata concelebrata dal segretario e cerimoniere vescovile don Flavio Meani, don Antonio Pezzetti e don Graziano Ghisolfi, questi ultimi rispettivamente consiglieri e assistenti spirituali delle due realtà presenti in Cascina, ovvero Fondazione Moreni e l’associazione Famiglia Buona Novella.

Prendendo spunto dal brano del Vangelo del giorno, mons. Lafranconi ha ricordato come «il culto, se non ritrova le sue radici di fede, è un culto morto, che si circonda di sfarzo, ma senza contenuti. Non corriamo anche noi il rischio di essere degli alberi con bel fogliame, però privi di frutto». Poi ha chiarito: «La celebrazione è vera nella misura in cui con umiltà, ma con convinzione, cerchiamo di fare della nostra vita una vita condotta dalla stessa logica eucaristica, quella di Dio che si dona per tutti, per quelli che lo conoscono e anche per quelli che non lo riconoscono. E allora, vivendo l’Eucarestia, noi vogliamo produrre questi frutti di amore, così bene espressi nella figura di Fabio».

Citando poi un brano tratto da una testimonianza di Fabio Moreni, mons. Lafranconi ha ricordato come a muoverlo fossero «certamente i cosiddetti motivi umanitari (la solidarietà, la fratellanza umana), ma soprattutto nel cuore una motivazione profonda, che potrebbe fin sembrare egoistica, se non si appoggiasse sulla Parola di Cristo: cioè il poter udire un giorno, dalla sua divina voce, le parole: “Ero nella desolazione per una guerra crudele, avevo fame e bisogno di tutto e sei venuto a portarmi aiuto e conforto”». «Parole – ha continuato il Vescovo – che ci riportano un’altra volta al cuore dell’esperienza di Gesù e al cuore dell’esperienza cristiana», ricordando come anche oggi vi siano nuovi fronti che chiamano alla testimonianza. «Ieri erano quelli della Bosnia – ha detto – oggi saranno quelli dell’Iraq oppure della Libia o di altri Paesi, dei profughi che arrivano tra di noi. Quello che il Signore Gesù ci ha voluto dire con la Sua parola e con il Suo esempio, quello che anche Fabio e i suoi amici hanno voluto dire, lasciando quasi sigillato con il sangue il loro gesto di carità, è tutto qui. Noi cerchiamo di raccoglierne e conservarne la memoria», senza accontentarci di tenerla «nella mente e nel cuore», ma facendola «rivivere anche con la nostra disponibilità ad amare ogni persona, ad accogliere soprattutto chi sia più povero, più bisognoso, più desolato e più sofferente».

Il vasto cortile di Cascina Moreni era gremito per l’occasione: tanti gli amici di Fabio che non son voluti mancare alla celebrazione. Erano presenti anche molti suoi ex dipendenti, che non lo hanno dimenticato. Inoltre, a nome e in rappresentanza del sindaco di Cremona, trattenuto da impegni istituzionali, ha partecipato il consigliere comunale Enrico Manfredini.

Al termine della Messa, il presidente di Fondazione Moreni, Giancarlo Rovati, ha voluto ricordare anche la mamma di Fabio, la signora Valeria, per il cui merito e volontà oggi esiste Cascina Moreni.

La preghiera è poi proseguita con una partecipata adorazione eucaristica notturna, in ricordo dei «nostri viaggi della solidarietà durante la guerra dei Balcani – ha detto Rovati –. Si partiva alla sera per arrivare al nostro campo-base a Medjugorje al mattino successivo. Durante il viaggio si pregava e poi, nella stessa giornata, raggiungevamo le varie località e villaggi per la distribuzione degli aiuti».

L’Adorazione si è conclusa all’indomani, alle ore 7 ,con la celebrazione della Messa.

 

 

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