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SABATO 13 GIUGNO

Una cinquantina di cremonesi
in visita a Torino con l'Unitalsi
per l'ostensione della Sindone

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Anche la Sottosezione dell’Unitalsi di Cremona sabato 13 giugno, con oltre una quarantina di persone tra malati, volontari e pellegrini, ha preso parte al pellegrinaggio promosso a livello nazionale dall’Unitalsi a Torino per l’ostensione straordinaria organizzata in occasione della chiusura del bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco.

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Il pellegrinaggio diocesano alla Sindone

Il gruppo cremonese, guidato dalla presidentessa Marinella Oneta, è partito da Cremona di primo mattino con un pullman speciale, adatto al trasporto di persone in carrozzina. Dei 13 malati cremonesi che hanno aderito a questa proposta di pellegrinaggio, infatti, 5 erano i carrozzina. Ad accompagnarli 15 volontari, tra dame e barellieri, e altri 15 pellegrini, tra familiari e amici.

Dopo il viaggio in pullman, occasione di preparazione con la recita delle lodi (proprie del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria) e del Rosario, la comitiva cremonese è arrivata presso la Basilica di Maria Ausiliatrice, iniziando il pellegrinaggio con la preghiera di accoglienza guidata da mons. Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della sanità e assistente della Sezione Piemontese dell’Unitalsi, e a don Danilo Priori, viceassistente nazionale Unitalsi.

Dopo i saluti istituzionali e il momento di preparazione “La Sindone: l’immagine, la storia e la ricerca scientifica”, tutti i pellegrini hanno preso parte alla Messa presieduta dall’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia. Nell’omelia lo spunto è stato il brano evangelico che ricorda Gesù bambino che insegna tra i maestri del tempio, nell’angoscia dei genitori che non lo trovavano più. «Maria – ha affermato l’Arcivescovo – ci insegna, anche davanti alle situazioni difficili, a non cedere mai alla tentazione di non credere, di non fidarci del Signore. E di custodire tutte queste cose nella nostra vita, perché possiamo viverle secondo la volontà di Dio».

«Conservate nel cuore il pellegrinaggio che state facendo in questi giorni qui a Torino – ha proseguito – portate dentro il messaggio fondamentale, di speranza, di gioia, di vita che vi sarà offerto attraverso l’Ostensione della Sindone. Quando siamo davanti alla Sindone diciamo, come fece san Giovanni Paolo II contemplandola: è lo specchio del Vangelo. E il cuore del Vangelo è la Passione di Gesù, è la sua sofferenza, il suo dolore. Sono le sue piaghe, che vediamo su quel Telo, ma il volto è sereno, ispira fiducia e speranza. Non parla di morte quel volto, parla di vita: dietro non c’è un mistero di dolore ma di amore, di quell’amore che Cristo ci rivela nella sua stessa Passione».

«A voi, cari amici, che siete più vicini ai nostri fratelli e sorelle ammalati, che con l’Unitalsi esercitate questo servizio, sentitevi impegnati a donare voi stessi. Che la persona che custodite senta il vostro cuore, veda sì la vostra pazienza e disponibilità, ma soprattutto senta il cuore, senta che state donando il cuore, cioè la vostra vita interiore, voi stessi. E allora se voi donerete il cuore e riceverete il cuore di chi accudite. L’amore di Gesù non è a senso unico. Il volto della Sindone ci dice che dobbiamo scommettere su questo amore più grande, perché non è una stazione, non è una frase, non è qualcosa di virtuale, ci ha amati e ci ama così come siamo e, soprattutto, ci ama quando percorriamo la sua stessa strada di sofferenza, di dolore, di croce…».

Dopo il pranzo presso il Ristoro Salesiano, il trasferimento verso il Duomo di Torino. Raggiunti i Giardini Reali e percorrendo il cammino di avvicinamento alla Sindone, il gruppo cremonese è arrivato nel culmine del pellegrinaggio, il passaggio davanti al Sacro Lenzuolo, con privilegio ai malati in carrozzina. Pochi minuti di intendo raccoglimento davanti al Telo che tanto fa e ha fatto parlare sulla sua autenticità.

«Quella di oggi – ha commentato Francesco, 13 anni il prossimo agosto – è stata un'esperienza memorabile, unica, che faccio per la prima volta nella mia vita. È stata un'emozione unica che non riesco a descrivere. Ma ho anche pensato a ciò che ha sofferto, a quanto gli hanno fatto del male, senza che lui facesse del male a nessuno. Eppure lui è morto anche per loro».

«Questa giornata – aggiunge Fiorenza, una disabile – è stata molto importante per il mio cammino di vita e anche vocazionale, perché mi ha fatto sentire ancora una volta amata e preferita dal Signore. E soprattutto mi ha confermato nella convinzione che la sofferenza e la morte non hanno l'ultima parola. Sono la porta per arrivare alla Risurrezione: io questa Risurrezione la sperimento giorno per giorno».

«Posso dire – le fa eco dalla sua carrozzina Maria Elena –che è stata una bella giornata e che la Sacra Sindone mi ha emozionato tantissimo e spero di poterci tornare anche perché con l'Unitalsi mi trovo veramente bene e in una grande famiglia».

«Dire che è stata una bella- afferma Francesco, uno dei volontari – mi pare riduttivo: mi è rimasto impresso quante persone guardassero nello stesso punto, pensare a quanti occhi sono passati su quel lino, uno solo ma il mare di gente che catturava tutto qui».

«Andare in pellegrinaggio a venerare la Sacra Sindone – conclude la presidentessa diocesana dell’Unitalsi – è andare a leggere in quel Telo tutte le sofferenze. È andare ad ammirarne il mistero incomprensibile do un grande Amore, l'Amore di un Dio che tanto ama i suoi figli. È andare a rinsaldare la nostra Fede, quella Fede che ha sempre bisogno di essere sostenuta ed alimentata. Davanti a quel Telo, dove gli occhi cercano di imprimersi l'immagine dell'uomo dei dolori, l'anima respira veramente l'Amore. Vivere questa esperienza con i malati è ancora più significativo, leggere il mistero attraverso i loro occhi è cogliere sfaccettature che provocano emozioni forti».

Il pellegrinaggio del gruppo cremonese è stato preparato, venerdì 5 giugno, con una serata formativa e di spiritualità tenuta, al Centro pastorale diocesano, dall’assistente don Maurizio Lucini. Oltre ai pellegrini in partenza per Torino, l’incontro ha visto la presenza anche di altri persone desiderose di conoscere o approfondire il mistero dell'uomo della Sindone.

Per questo pellegrinaggio unitalsiano è stata creata una preghiera, recitata comunitariamente da tutti i pellegrini, dedicata proprio alla Sacra Sindone, dal titolo “L’Amore più grande!”:

Signore Gesù,
nel mistero della tua passione
hai rivelato all'umanità l'amore più grande,
noi ti rendiamo grazie e ti benediciamo.

Figlio di Dio,
per noi umiliato fino alla morte
e alla morte di croce,
rendici sinceramente umili e generosi.

Amore che salva,
il tuo sangue ci ha redenti,
donaci un cuore nuovo, uno spirito nuovo.

Splendore del padre,
la sacra Sindone, è icona della tua carità:
insegnaci la misericordia e il perdono.

Divino samaritano,
che consoli e guarisci le nostre ferite,
fa che ascoltiamo con sollecitudine
il grido di chi soffre.

Con te Gesù, servo per amore,
dona all'Unitalsi un rinnovato ardore,
perché sia presenza umile e sincera
dell'amore più grande. Amen

 

Ad Agosto meta Lourdes

Il prossimo pellegrinaggio proposto dall’Unitalsi cremonese sarà Lourdes: dal 7 al 13 agosto. Una proposta nel solco della tradizione che, però, quest’anno assumerà un carattere fortemente innovativo a motivo delle novità portate dal progetto "Grotta, cuore di Lourdes", ideato per dare una maggiore coerenza al cammino spirituale proposto ai pellegrini.

Filo conduttore per le giornate al grande santuario mariano sarà "Lourdes, la gioia della missione", il tema pastorale dell'anno 2015 proposto a tutti i pellegrini in arrivo al Santuario di Nostra Signora di Lourdes.

Le iscrizioni sono ormai in chiusura, ma vi sono ancora alcuni posti disponibili.

 

 

 

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