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SABATO 13 GIUGNO

In Cattedrale ordinato sacerdote
don Alessandro Bertoni
L'augurio del Vescovo:
«Pieno di fiducia nel Signore»

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In ogni circostanza, di fronte a qualsiasi evenienza, il tuo cuore sia sempre pieno di fiducia nel Signore. Prima di tutto perché sai che Dio ti ha chiamato e Dio ti dà questo ministero, e Dio è fedele. E poi perché sai che in questo ministero, dove tu ci metti anima e corpo, intelligenza e passione, è comunque sempre Dio che lo conduce ed è sempre Dio che fa crescere e fruttificare il seme che noi abbiamo sparso nel campo della Chiesa». È questo l’augurio che mons. Lafranconi ha rivolto a don Alessandro Bertoni durante l’omelia dell’ordinazione sacerdotale del diacono trentottenne originario di Roggione di Pizzighettone. Il solenne rito si è svolto nel tardo pomeriggio di sabato 13 giugno nella Cattedrale di Cremona. Don Bertoni celebrerà la sua prima Messa nella chiesa della Beata Vergine del Roggione domenica 14 giugno alle ore 17.

Omelia di mons. Lafranconi:  audio (mp3)   testo (pdf)

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Una Cattedrale gremita ha tributato un lungo e caloroso abbraccio a don Alessandro Bertoni, 38 anni, di Roggione di Pizzighettone, che dopo una lunga e impegnativa preparazione è stato ordinato sacerdote dal vescovo Dante Lafranconi. Il rito si svolto nel tardo pomeriggio di sabato 13 giugno ed è stato concelebrato da oltre cinquanta sacerdoti. A fianco del Vescovo il vicario generale mons. Mario Marchesi, i delegati episcopali, i canonici del Capitolo e i formatori del seminario: il rettore don Enrico Trevisi, il direttore spirituale don Primo Margini, il vicerettore don Marco D’Agostino. Presente anche il cugino di don Alessandro, mons. Franco Bertoni, fino a qualche tempo fa parroco di Montichiari, in provincia e diocesi di Brescia, e ora collaboratore parrocchiale a Salò. Proprio il sacerdote bresciano ha accompagnato all’altare l’ordinando, rivestito del camice bianco e della stola diaconale e con in mano una candela accesa, chiaro riferimento alla sua dignità battesimale.

Non mancavano anche tanti giovani preti, ora vicari di oratorio, che con don Alessandro hanno condiviso un tratto più o meno lungo di formazione in Seminario. E c'erano anche i compagni di studi teologici, sia del Seminario di Cremona che quelli che condividono il percorso formativo a Crema.

Don Alessandro, visibilmente emozionato, ha seguito la prima parte della celebrazione nella navata maggiore, proprio davanti ai suoi familiari e alle tante persone giunte dalla sua comunità d'origine, da Vicomoscano - dove ha svolto il suo servizio diaconale in questo anno – e dalle parrocchie conosciute in questi anni di Seminario.

Una volta proclamato il Vangelo è iniziata la liturgia di ordinazione con la presentazione del candidato e la sua elezione. Un gesto tutt’altro che formale: don Alessandro, chiamato tra il Popolo di Dio, ha risposto il proprio «eccomi» e la Chiesa da parte sua, rappresentata dal Vescovo, ha riconosciuto la sua idoneità a svolgere il ministero presbiterale.

Nell'omelia mons. Lafranconi, prendendo spunto dalle letture, ha anzitutto messo in evidenza la sproporzione tra quello che Dio compie e gli strumenti che utilizza. «È un invito a riconoscere ciò che Dio opera in te – ha affermato il Vescovo – piccolo come quel ramoscello colto dalla cima dell’albero, ma che, per opera di Dio, diventa grande. È così ovviamente per ciascuno di noi preti: la consapevolezza della nostra piccolezza, la consapevolezza che Dio non è andato a scegliere personaggi illustri, ma poveri e piccoli, perché si manifestino meglio le sue opere e la sua potenza. Questa è una certezza che ti deve accompagnare per tutta la vita». E ancora: «Man mano passeranno i giorni della tua vita sacerdotale ti renderai sempre più conto della sproporzione tra quello che sei e quello che Dio fa di te». «Se perdiamo il senso di questa sproporzione – ha proseguito – perdiamo la verità dell’essere chiamati, perdiamo la verità del nostro rapporto con Dio e diventiamo degli smarriti».

Poi un secondo richiamo, in merito al rapporto tra l’opera di seminatore di un prete e i frutti che germogliano per la grazia di Dio. «C’è questa sproporzione – ha evidenziato il Vescovo – tra la nostra opera, che a volte può anche essere distratta, come quella del seminatore che dorme, e i frutti del seme. Perché è Dio che fa crescere!». Poi ha precisato: «Non è che Dio voglia fare a meno della nostra opera, ma vuol dire che, anche quando ce la mettiamo tutta – ed è giusto che ce la mettiamo tutta! – mai potremo attribuirci il merito di questo seme che cresce, mai potremo dire che questi frutti sono nostri, che li abbiamo prodotti noi. Anche perché sono frutti soprannaturali, sono frutti di salvezza eterna, sono frutti di grazia e di amicizia con Dio. Chi di noi uomini può pretendere di generare frutti di questo tipo? Solo Dio lo può fare! È qui che si basa la nostra fiducia nel ministero che ci viene affidato: nel ministero che oggi viene affidato anche a te!». E ancora: «Quando noi sappiamo che l’opera a cui diamo il nostro contributo – perché Dio l’ha voluto e ci ha chiamato – è opera di Dio, non possiamo non avere fiducia, anche quando ci sembra le cose vadano male, anche quando ci sembra che le persone si mettano di traverso, anche quando sembra che i fatti annullino il nostro operato».

Da qui un augurio. «Credo che noi tutti che siamo qui adesso con te non possiamo farti un augurio migliore di questo: che il tuo cuore e la tua vita siano sempre pieni di fiducia, in ogni circostanza, di fronte a qualsiasi evenienza. Pieni di fiducia! Prima di tutto perché sai che Dio ti ha chiamato e Dio ti dà questo ministero, e Dio è fedele. E poi perché sai che in questo ministero, dove tu ci metti anima e corpo, intelligenza e passione, è comunque sempre Dio che lo conduce ed è sempre Dio che fa crescere e fruttificare il seme che noi abbiamo sparso».

«La Beata Vergine del Roggione, che ha coltivato in sé questa piena fiducia della parola dell’angelo Gabriele, pur non comprendendone il significato fino in fondo, – ha concluso – sia per te modello e sostegno della tua fiducia in tutti i passaggi della tua vita sacerdotale».

Terminata l’omelia don Alessandro è salito in presbiterio e si posto dinanzi a mons. Lafranconi per essere interrogato circa gli impegni propri del sacerdote: la fedele cooperazione con l’ordine dei vescovi,  la predicazione della Parola, la celebrazione dei sacramenti, la preghiera di intercessione per il popolo di Dio, la conformazione a Cristo sacerdote.

E mentre l’ordinando si prostrava a terra, in segno di totale e assoluto abbandono a Dio, un cantore ha intonato le litanie dei santi: la Chiesa che cammina nel mondo ha chiesto a quella che già gode la visione beatifica di Dio una particolare intercessione per questo suo figlio.

Sono seguiti i due gesti più importanti: l’imposizione delle mani prima da parte del Vescovo e poi di tutti i presbiteri; quindi la recita della lunga preghiera di ordinazione.

I successivi riti esplicativi non hanno fatto altro che mostrare la nuova dignità di don Alessandro: quella sacerdotale. Ecco perchè è stato rivestito dalla stola presbiterale e della casula - aiutato da un commesso mons. Bertoni -, gli sono state unte le mani con il Sacro Crisma e gli è stato consegnato il pane e il vino, elementi necessari per il sacrificio eucaristico.

L’abbraccio di pace con mons. Lafranconi e con tutti gli altri preti ha sciolto definitivamente la tensione. Don Alessandro ha poi concelebrato la liturgia eucaristica accanto al Vescovo e a decine di sacerdoti, ora suoi confratelli. Quindi ha distribuito l'Eucaristia, anzitutto ai suoi familiari e poi agli amici e conoscenti giunti dai diversi angoli della diocesi.

La festa è proseguita nella piazza del Palazzo Vescovile e continuerà anche domenica 14, alle 17, nella chiesa del Roggione, dove don Alessandro celebrerà la sua prima Messa. Successivamente celebrerà anche nelle altre parrocchie dell’unità pastorale: il 21 a San Bassiano (Pizzighettone), il 29 a San Pietro (Gera), il 5 luglio a San Rocco (Gera) e a San Patrizio (Regona).

 

Don Alessandro Bertoni

Don Alessandro Bertoni è nato il 7 dicembre 1977 a Codogno (Lo). Secondo di due fratelli, è cresciuto nella parrocchia della Beata Vergine del Roggione, nell’omonima frazione di Pizzighettone, dove è sempre stato impegnato come catechista, cantore e chitarrista, animatore ed educatore, membro del  Consiglio d’Oratorio, oltre che membro della Commissione zonale di Pastorale giovanile.

Diplomatosi all’IPIALL Stradivari di Cremona come tecnico per l’industria del mobile e l’arredamento nel 1996, nel 2002 si è laureato in Design al Politecnico di Milano. Dopo il servizio civile nella Croce Rossa Italia, don Bertoni ha svolto alcuni lavori: prima come operaio e impiegato in aziende tessili, poi come impiegato commerciale in un’azienda di imballaggi per alimenti.

Nel settembre del 2008 l’ingresso in Seminario, nella classe di Propedeutica. Durante gli anni di formazione ha prestato servizio pastorale nella parrocchia cittadine dello Zaist (2008/9), del Boschetto (2010/11)e di S. Michele (2012/13), a Formigara (2009/10) e a Castelverde (2013/14). Per due anni, inoltre, si è occupato del Centro diocesano vocazioni.

Il 27 settembre 2014 è stato ordinato diacono dal vescovo Lafranconi durante una solenne liturgia in Cattedrale.

Quest'anno ha prestato servizio nelle comunità di Vicomoscano, Quattrocase, Casalbellotto e Fossa Caprara dal venerdì pomeriggio alla domenica sera.

 

 

 

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