HOME PAGE  |   AREA DOWNLOAD  |   CONTATTI



linee pastorali
IRC
ANNO PASTORALE 2015
adorazione
 
  PAPI
LA RIFLESSIONE

Fenomeno Medjugorje
Intervento di don Rota
del Segretariato pellegrinaggi:
«No al fanatismo religioso
e alla ricerca del miracoloso»

Condividi su Facebook Condividi su Facebook

Pubblichiamo la riflessione di don Roberto Rota, responsabile del Segretariato diocesano pellegrinaggi, in merito a Medjugorje.

Un giornale locale ha pubblicato recentemente un servizio dal titolo “Medjugorje divide la diocesi” intervistando alcuni sacerdoti che manifestavano la loro legittima opinione in merito a ciò che avverrebbe – il condizionale è d'obbligo – in questa località.

Il titolo, a sfondo scandalistico, come tanti, mira ad attrarre lettori, ma certamente non fa onore al contenuto dell'articolo, che invece è, a mio parere, equilibrato e non fa emergere alcuna divisione tra i preti e tanto meno nella Chiesa cremonese in quanto tale, piuttosto elenca opinioni legittime, tutte in attesa di un pronunciamento ufficiale del magistero della chiesa a cui compete l'ultima parola in questi casi.

Premetto che gli aspetti del fenomeno da affrontare sono almeno due: il primo riguarda quanto può essere avvenuto e continua ad avvenire in questa città della Bosnia Erzegovina; il secondo riguarda il fenomeno del pellegrinaggio che caratterizza ormai un numero sempre più crescente di persone, superando quello di Lourdes e ponendo seri interrogativi su come educare le persone alla dimensione pellegrinante della vita cristiana.

Partiamo dal primo aspetto: dal 1981, ininterrottamente, alcune persone asseriscono di avere apparizioni, anche quotidiane, della Madonna che  lascia messaggi. Il fenomeno risulta alquanto strano se paragonato a tutte le altre apparizioni riconosciute: a Lourdes Maria è apparsa a Bernadette diciotto volte dal 11 febbraio al 16 luglio 1958; a Fatima è apparsa a Francesco, Giacinta e Lucia per sei volte dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, preceduta nel 1916 dall'apparizione dell'Angelo. Fenomeni pertanto “chiusi” nell'arco di alcuni mesi, a differenza di quanto avverrebbe ancora oggi a Medjugorje,  tanto che le apparizioni di Lourdes vengono riconosciute già nel 1862 dal Vescovo di Tarbes, mentre per quelle di Fatima bisogna attendere il 1930, con la contemporanea autorizzandone del culto.

In merito a questi fenomeni soprannaturali e privati il Catechismo della Chiesa cattolica, al n° 67, specifica che le apparizioni e il loro messaggio "non hanno per compito di migliorare o completare la Rivelazione divina del Cristo, ma quello di viverla, più pienamente, in una epoca della storia". Ed è quanto ha affermato Papa Francesco in quest'ultimo pronunciamento che, a detta dell'autore dell'articolo in questione, farebbe discutere e dividerebbe. E poiché spetta al magistero della Chiesa pronunciarsi ufficialmente in merito a questi fenomeni non fa alcun problema attendere pregando, certi che i contenuti della fede in Cristo non possono essere stravolti da alcuna apparizione, ma piuttosto confermati e rafforzati.

Il secondo aspetto, quello del pellegrinaggio, risulta invece più problematico da analizzare. Perché un cristiano decide di farsi pellegrino? La vita stessa è un pellegrinaggio, di rinnovamento e di conversione del cuore, un cammino verso l'incontro definitivo con Cristo che dura tutto il corso della vita terrena. E le mete di pellegrinaggio vogliono essere “strumenti” per questo incontro e mai dei “fini”, luoghi simbolici e insieme veri, che richiamano ad una presenza: così la Terra Santa, con il sepolcro vuoto di Cristo, testimone eloquente della Risurrezione; così Roma e Santiago de Compostela con le tombe degli Apostoli, testimoni della fede con il dono della vita; così Caravaggio, Lourdes, Fatima segni della “visita” di Maria su questa nostra terra, portatrice di speranza e di amore, così come un tempo aveva fatto con la cugina Elisabetta.

Che cosa c'è di grande in Terra Santa se non semplicemente una tomba ininterrottamente venerata perchè vuota; che cosa c'è a Lourdes se non una grotta presso la quale malati e sani restano in preghiera. Questi sono i segni del pellegrinaggio autentico, segni viventi di uomini e donne che cercano di crescere nella fede, aiutati da tanti altri fratelli, ancor prima che da “cose” da vedere e toccare.

Il pellegrinaggio non può essere espressione di fanatismo, non può essere ricerca del sensazionale e del miracolistico ma semplicemente l'accoglienza riconoscente di un dono, quello della fede, che illumina tutte le stagioni della vita, nella salute e nella malattia, nell'aridità del cuore e nell'entusiasmo della vita cristiana. Un dono da accogliere nella chiesa, attraverso i Sacramenti della fede, segni della grazia che salva.

Per questo il pellegrinaggio è strumento privilegiato di pastorale. È la Chiesa che lo propone, è la Chiesa stessa che si fa pellegrina, perché Cristo è stato il “grande pellegrino”, colui che è venuto in questa nostra terra, condividendo la nostra vita.

Lascia pertanto alquanto perplessi la modalità del pellegrinaggio “fai da te”, dove la preghiera rischia di trasformarsi in una interminabile e infinita litania dall'inizio alla fine del viaggio, dove chi organizza specula, dove non c'è spazio per la riflessione, per il silenzio, dove non c'è una guida spirituale che possa accompagnare e suggerire contenuti veri, senza contare le infrazioni, alquanto frequenti, alla legge italiana in materia turistica.

La Chiesa, di fronte a fenomeni di questo genere, è sempre stata, e lo è tuttora, prudente e suggerisce ai cristiani tanta prudenza per non cadere in eccessi di fanatismo, lontani dall'autentica fede. Per questo motivo ancora non ci può essere pellegrinaggio a Medjugorje con la caratteristica della “ecclesialità” perché il magistero della Chiesa – e spetta a lui soltanto – non ha ancora detto che cosa avviene veramente lì.

La Chiesa locale è da sempre molto critica e merita rispetto la fatica di una comunità balzata sullo scenario mondiale quando invece avrebbe avuto bisogno di un'opera di vero e sereno discernimento fatto di preghiera e di silenzio interiore, più che di commerci e speculazioni di ogni tipo.

A Medjugorje c'è gente che si converte, che si confessa, che fa la comunione e che prega: non c'è che da rallegrarsi per l'opera di Dio; a Medjugorie c'è chi va a sentire che cosa ha da dire quel giorno la Madonna o che va a vedere il miracolo del sole o quello dei rosari che diventano d'oro: in questo modo si trasforma la fede cristiana in credenza superstiziosa. E di superstizioni oggi il nostro mondo, che ha perso il senso del sacro, sembra molto ricco.

don Roberto Rota
responsabile del Segretariato
diocesano pellegrinaggi

 

 

convegno firenze


Liturgia


In Evidenza

TUTTI A TAVOLA
Speciale dedicato
al Grest 2015
QUARESIMA
E PASQUA 2015
Eventi e liturgie
ATTIVITA'
DEL VESCOVO
Dante Lafranconi
FORMAZIONE E CATECHESI
Corsi e sussidi
ANIMAZIONE LITURGICA
Corsi e sussidi
CLERO DIOCESANO
Nomine ed eventi
CORSO BIBLICO
DI DON CAVEDO
Dio o religione?
FORMAZIONE SOCIO-POLITICA
I materiali del corso
VITA CONSACRATA
Religiose e religiosi
ESTATE 2014
Iniziative e proposte
durante le vacanze
LINEE PASTORALI
Speciale
biennio 2012/2014
CARITA' E VOLONTARIATO
Proposte ed eventi
PASTORALE GIOVANILE
Formazione ed eventi
AGGREGAZIONI ECCLESIALI
Proposte ed eventi
ARCHIVIO
Materiali, documenti e ricordi

 
Cattedrale di Cremona
Santuario di Caravaggio
TRC - Teleradio Cremona Cittanova
NEC - Nuova Editrice Cremonese
La Vita Cattolica
Caritas Cremonese
FOCr - Federazione Oratori Cremonesi
ISSR - Istituto Superiore Scienze Religiose
delle Diocesi di Crema, Cremona e Lodi
Scuola diocesana di musica sacra
Case vacanze
Zona1
AC
ACLI Cremona
UNITALSI Cremona
dvd conte