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PASTORALE GIOVANILE

Al monastero di S. Sigismondo
l'ultimo incontro formativo
per i giovani che ad agosto
andranno in Terra Santa
Riflessione di don Elio Culpo

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Si è svolto il 4 luglio presso il Monastero di S. Sigismondo, a Cremona, l'ultimo incontro formativo per il gruppo cremonese che dal 6 al 13 agosto prenderà parte al pellegrinaggio dei giovani della Lombardia in Terra Santa proposto da ODL (Oratori delle diocesi lombarde). Dopo la condivisione del Vespro con la comunità monastica domenicana, che da sempre segue con particolare attenzione i dinamismi della pastorale giovanile, l'incontro è proseguito nel parlatorio di S. Domenico con la riflessione proposta da don Elio Culpo, biblista esperto di Terra Santa.

 

Durante il Vespro, nel commento alla lettura, il presidente della Federazione Oratori Cremonesi, don Paolo Arienti, ha ricondotto l'esperienza in programma e il senso del ritrovarsi presso S. Sigismondo a una delle espressioni centrali che l’apostolo Paolo condivide con i Colossesi: la "grazia", da cogliere come la colonna decisiva della vita cristiana.

Dopo la processione alla Vergine, con cui il Monastero si affida a Maria, l'incontro è proseguito nel parlatorio di S. Domenico, dove ha preso la parola don Elio Culpo, biblista ed esperto di Terra Santa. La sua meditazione ha seguito la dinamica del pellegrinaggio, carattere fondativo dell'umano biblico. Tre i passaggi: la strada di Abramo; quella dell'Esodo, segnato dalla provvidenza di Dio perché di per sé luogo invivibile; e infine quello del "ritorno".

Suggestive alcune considerazioni su questo ultimo cammino, da considerarsi sintetico e più maturo: Geremia ricorda che Dio ha fatto uscire e ha ricondotto Israele dalla dispersione dell'esilio. I verbi sono: ritornare, ricondurre. La stessa esperienza della conversione è espressa con la fraseologia del ritorno fisico, del cammino che ritorna a Dio che chiama a salvezza.

La novità biblica sta nella capacita del Signore di aprire la strada nel deserto, fare strada dove non ce n'era, far rifiorire quanto era rinsecchito. Il secondo Esodo non è affidato alle grandi sensazioni, ma è espresso con una vita che ritorna ordinata e feconda. "Facci rimane a te, Signore e noi ritorneremo", si legge nella Parola. Così si può affermare che l'essere in cammino è l'attitudine che struttura l'intera storia della salvezza. Si dà cammino perché qualcuno invita, aspetta, accoglie.

Nel Nuovo Testamento tutto si condensa nell'evangelico "mi segua" destinato a chi accetta di prendere la croce con sé. Il cammino è esperienza anche fisica, concreta che rimanda ad una interiorità che si muove, sempre nell'ascolto della Parola: Chiamata e cammino, ascolto e movimento sono connessi.

Nell'Esodo avviene il dono più grande: la consegna della Legge; anche nel secondo esodo, il ritorno, la Parola e la Legge sono fondamentali: scompare la poesia perché la Gerusalemme che viene riabitata non è la città della potenza, ma un cumulo di rovine. Neemia 8 racconta la celebrazione della Parola. Viene costruito un pulpito e si proclama la Legge: nella parola i profughi trovano il senso del ritorno e il compito di essere segno di rivelazione per le nazioni. Come al Sinai, anche qui c'è una convocazione che celebra la Parola: è l'ascolto della Parola il vero cuore dell'esperienza spirituale. Anche all'incarnazione cammino e ascolto si saldano: il corrispettivo di Abramo è Maria che si apre alla Parola. Maria subito, in fretta, si mette in cammino e viene salutata con la prima beatitudine: beata colei che ha creduto alla Parola.

In ogni cammino c'è una dimensione essenziale riassunta dal verbo "lasciare": torna anche nelle vocazioni neotestamentarie, Gesù stesso lascia Nazaret e si dirige a Cafarnao, uomo e donna lasceranno la famiglia di origine nel progetto di Genesi 2. Il lasciare non deve spaventare. Nulla è possibile, senza la disponibilità a lasciare. Cristo stesso nel grande inno cristologico di Filippesi lascia la sua condizione divina.

Alla conclusione dell'incontro don Culpo ha lanciato un augurio, che si dica prima di partire: questo pellegrinaggio significhi un lasciare qualcosa, e sarà evento dello Spirito, uno spazio che di aprirà alla Parola quasi tridimensionale in Terra Santa.

 

 

Il programma del viaggio

“Ti seguirò, Signore” è lo slogan del pellegrinaggio, che seguirà un programma dettagliato e calibrato sui giovani e sarà particolarmente adatto sia per coloro che già sono stati in Palestina sia per quanti saranno alla loro prima esperienza.

La partenza giovedì 6 agosto. Dopo l’imbarco all’aeroporto di Orio al Serio e scalo a Tel Aviv, la prima tappa israeliana sarà a Mitzpe Ramon, nel deserto del Negev. Il gruppo pernotterà in un campo tendato.

La giornata di venerdì 7 inizierà con un’escursione a piedi di meditazione, proseguendo poi con una tappa al Mar Morto. Pranzo in ristorante. In serata l’arrivo a Nazareth.

Sabato 8 diverse le mete in programma. Si comincerà con un’escursione sul Lago di Tiberiade e la visita al Monte delle Beatitudini, a Tabga (chiese della moltiplicazione dei pani e del primato di Pietro) e a Cafarnao. Nel pomeriggio il trasferimento sul monte Tabor con la salita, a piedi, alla Basilica della Trasfigurazione.

La mattina di domenica 9 agosto sarà vissuta a Nazareth. Dopo l’Eucaristia in parrocchia, la visita ai luoghi caratteristici della cittadina: la basilica dell’Annunciazione, la chiesa di San Giuseppe, la “sinagoga”, la chiesa dell’Arcangelo Gabriele e il Fonte di Maria. Nel pomeriggio la partenza per Betlemme.

Lunedì 10 agosto il gruppo si muoverà alla volta del deserto di Giuda, per una camminata di meditazione nel Wadi Qelt fino a Gerico. Quindi tappa Kasr El Yahud, sul fiume Giordano, dove operava Giovanni Battista: qui i giovani lombardi rinnoveranno le promesse battesimali. Nel pomeriggio l’arrivo a Betlemme, dove si pernotterà per il resto del soggiorno. In programma la visita alla Basilica della Natività con le grotte annesse e alla chiesa di S. Caterina. In programma anche l’escursione a Bet Sahur, al santuario del Campo dei Pastori.

Nella mattinata di martedì 11 la comitiva si trasferirà a Gerusalemme per la visita al Monte degli Ulivi, all’edicola dell’Ascensione, alla grotta del Padre Nostro, al Dominus Flevit, al Getsemani, alla grotta dell’arresto di Gesù e alla tomba della Vergine. Nel pomeriggio i pellegrini percorreranno la Via Dolorosa, dall’Arco dell’Ecce Homo fino al S. Sepolcro.

Mercoledì 12 proseguirà la visita nella Città Santa con i luoghi del Sion cristiano: il Cenacolo, la Dormizione della Vergine e S. Pietro in Gallicantu. Nel pomeriggio la visita al quartiere ebraico con tappa al celebre Muro del Pianto.
 
Giovedì 13 agosto
i pellegrini saranno ancora una volta a Gerusalemme per la salita alla spianata delle Moschee. Quindi il trasferimento in aeroporto per il rientro in Italia, facendo scalo a Tel Aviv.

La quota di partecipazione è di 930 euro più tasse e oneri portuali (a partire da 48,65 euro). Le iscrizioni sono già aperte in Focr anche per coloro che lo scorso anno non si erano prenotati. Sarà una preziosa occasione per visitare nello spirito e nell’esperienza diretta la Terra del Signore Gesù, luogo dell’Incarnazione e sempre ricca di fascino, contraddizioni e provocazioni.

Scarica il programma dettagliato

 

Il percorso formativo

In preparazione al pellegrinaggio in Terra Santa, l'Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile, in sinergia con alcuni vicari della città, aveva predisposto nello scorso anno pastorale uno specifico itinerario di formazione.

A gennaio 2014 si era iniziato con un incontro con una mediatrice culturale marocchina, Fatiha Errzini, che aveva illustrato il ruolo della donna nel mondo islamico, spaziando poi sulla fede, la morale, le tradizioni. Nei mesi successivi sono intervenuti Bruno Segre, di religione ebraica, e il prof. Ernesto Galli della Loggia, storico e stimato editorialista del Corriere della Sera. Il primo aveva aiutato i giovani a capire la mentalità e le aspettative del popolo eletto, il secondo aveva permesso di inquadrare la situazione politica del Medio Oriente e in particolare la genesi dello Stato d'Israele e i suoi rapporti con le nazioni musulmane che lo circodano. L’appuntamento aveva visto intervenire il cremonese don Elio Culpo, che per un periodo di tempo ha studiato Sacra Scrittura a Gerusalemme. Il sacerdote aveva aiutato a trovare le motivazioni interiori per compiere questo pellegrinaggio.

Archivio degli incontri:
 

 

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