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NUOVE LINEE PASTORALI

Tra ottobre e novembre
incontri interzonali
sul fenomeno migratorio
All'incontro finale a Cremona
il card. Francesco Montenegro

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Come annunciato dal Vescovo nelle linee pastorali, in preparazione alla consueta “Settimana della Carità” – promossa dalla Caritas diocesana in occasione della festa patronale di sant’Omobono, il padre dei poveri – nei mesi di ottobre e novembre a livello interzonale saranno promossi alcuni convegni sul tema “Educare all’altro. Nuove relazioni pastorali tra uguaglianza e differenza”. Occasioni di formazione, ma soprattutto di informazione sui fenomeni migratori, sfatando tanti falsi miti e analizzando le reali ricadute a livello locale. Un percorso che idealmente si concluderà con l’annuale convegno diocesano delle Caritas parrocchiali, in agenda il 14 novembre alla presenza del card. Francesco Montenegro, presidente di Caritas italiana.

«Questa serie di appuntamenti – precisa, riprendendo le nuove linee pastorali, don Irvano Maglia, delegato episcopale per la Pastorale – intendono contribuire alla conoscenza del fenomeno della migrazione come oggi si presenta. L’obiettivo, come chiarisce il Vescovo, è imparare a costruire nelle nostre comunità una vera cultura dell’accoglienza e dell’integrazione».

I convegni, aperti alla partecipazione di tutti, sono rivolti in particolare a coloro che nelle parrocchie operano in ambito caritativo e della pastorale sociale: dai membri delle commissioni Caritas ai volontari dei centri di ascolto, dagli appartenenti alle Conferenze della S. Vincenzo ai Gruppi di volontariato, ai Gruppi missionari.

Il ciclo di incontri si aprirà con una panoramica generale sul fenomeno migratorio nel mondo e in Italia, guardando anche ad alcune prospettive future. Due gli appuntamenti in programma la sera di venerdì 2 ottobre (ore 20.45): a Caravaggio, presso il Centro di spiritualità del Santuario; e a Cremona, presso il Centro pastorale diocesano. Per la zona del Casalasco/Mantovano l’appuntamento sarà, invece, per la sera di venerdì 9 ottobre all’oratorio S. Stefano di Casalmaggiore.

Gli incontri, tenuti dagli operatori della Caritas diocesana, proseguiranno con una seconda serata dal titolo “Verso una società inclusiva e una Chiesa fraterna”, guardando da un lato alle prospettive pastorali di integrazione ed evangelizzazione; e dall’altro ad alcune esperienze in atto, sia in diocesi che fuori. Venerdì 23 ottobre doppio ritrovo: al Centro di spiritualità del Santuario di Caravaggio e presso il Centro pastorale diocesano di Cremona; venerdì 30 ottobre all’oratorio S. Stefano di Casalmaggiore. Inizio sempre alle ore 20.45.

«Dopo una prima fase – precisa ancora don Maglia – nella quale l’accoglienza è avvenuta a livello centrale, attraverso la Casa dell’Accoglienza e alcune strutture di supporto, se ne apre una seconda che deve vedere le parrocchie sempre più protagoniste. Ma questo, certamente, può avvenire solo superando le paure, dovute spesso a poca conoscenza e tanti luoghi comuni».

Una seconda fase di tipo pastorale caratterizzata da uno stile di integrazione, in cui la Caritas diocesana continuerà a ricoprire il ruolo di coordinamento e supporto tecnico-giuridico, ma con le comunità parrocchiali chiamate a giocare un ruolo di primo piano.

«È l’invito – sottolinea don Antonio Pezzetti, direttore di Caritas Cremonese – che le Caritas della Lombardia, sostenute dai propri Vescovi, hanno rivolto lo scorso 8 luglio. L’appello affinché le parrocchie mettano a disposizione spazi adeguati per una accoglienza diffusa sul territorio. Presenze di poche unità nelle nostre comunità parrocchiali, favoriscono un approccio più sereno da parte della popolazione, una convivenza più accettata e sostenuta dal volontariato. Sarà compito delle Caritas di ciascuna Diocesi adoperarsi affinché le parrocchie ospitanti vengano sollevate da oneri burocratici, amministrativi e da ogni eccessiva responsabilità di accompagnamento sociale».

Nelle parole del direttore della Caritas diocesana anche la testimonianza, recentemente presentata sulle pagine di Avvenire, della parrocchia di Isola Vicentina, che ha messo in piedi un progetto di accoglienza fraterna debitamente programmata e strutturata che ha coinvolto tutte le realtà presenti in parrocchia. Storie che non mancano anche in diocesi di Cremona e che saranno presentate, appunto, nel corso delle serate interzonali.

«Occorre superare – continua don Pezzetti – quel sentimento di paura preconcetto che sta attanagliando anche le nostre comunità. Quale modo migliore per farlo se non con un contatto diretto, di conoscenza e confronto: è in questi rapporti personali che si possono capire le ragioni del fenomeno migratorio, fatto di storie, volti e nomi concreti. Guardando le cose da vicino è possibile non solo capirle meglio, ma anche scoprire cose inaspettate. Diventa allora anche un fatto educativo: proprio da questi incontri personali è possibile intravedere la forte speranza nel futuro che hanno queste persone, la loro grande fede in Dio, il rispetto nei confronti degli anziani o l’importanza del saluto … valori che noi abbiamo quasi completamente perso».

Una ulteriore occasione per prendere coscienza della situazione sarà poi quella del 30 ottobre a Cremona: un incontro in cui alcuni avvocati specializzati sulle tematiche legate alla migrazione faranno chiarezza su “Il diritto internazionale, europeo e nazionale: la legislazione in vigore e in evoluzione”. L’evento è promosso dalla Caritas diocesana insieme alle Acli e ad altre associazioni del territorio.

A chiudere il cerchio, proprio a conclusione della Settimana della carità (dal 9 al 14 novembre), sarà il consueto convegno diocesano delle Caritas parrocchiali, in agenda nella mattinata di sabato 14 novembre presso il Centro pastorale diocesano di Cremona. "Il fenomeno migratorio interroga la comunità cristiana" è il tema che sarà approfondito dal card. Francesco Montenegro, che lo scorso maggio ha assunto l’incarico di presidente della Commissione episcopale per il Servizio della Carità e la Salute, diventando così presidente di Caritas Italiana e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali. Mons. Montenegro, già presidente di Caritas Italiana dal 2003 al 2008, dal maggio 2013 sino alla nuova nomina era presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes. Mons. Montenegro, originario di Messina, già direttore della Caritas diocesana di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e delegato regionale della Caritas in Sicilia, dal febbraio 2008 è arcivescovo di Agrigento, nel cui territorio si trova l’isola di Lampedusa.

 

 

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