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ANNO PASTORALE 2015
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  PAPI
DAL 20 AL 23 AGOSTO

Primo campo vocazionale
a Baita Campiglio
Quattro intensi giorni
per interrogare se stessi

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Il sogno-proposta di un caposcuola vocazionale si è trasformato in realtà. La proposta è venuta da un prete giovane, vicario dell’oratorio, don Vittore Bariselli: «Perché non proporre agli adolescenti la possibilità di riflettere sulla propria vocazione?». L’idea, al momento mi ha lasciato perplesso. «Con tutte le proposte per estive per gli adolescenti che senso ha proporre un’ulteriore?». Ma di fatto, forse come tutti noi preti, la paura non è sulla bontà della proposta, ma che non vi aderisca nessuno. E così, confrontandomi con il rettore, don Enrico Trevisi, con don Paolo Arienti direttore dell’Ufficio di Pastorale Giovanile e con altri preti incontrati via via in questi mesi, la proposta ha preso forma. Baita di Campiglio dal 20 al 23 agosto. Quattro giorni intensi, di preghiera, di riflessione, di silenzio, di amicizia, di camminate, di raccoglimento, di ascolto della Parola e di celebrazione della stessa, di Eucaristia sul tema: “Beati voi”, le beatitudini di Matteo, tema dell’anno oratoriano che sta per iniziare. I partecipanti sono stati 6 adolescenti, tre che hanno frequentato la seconda e tre che hanno frequentato la terza superiore. Preferisco mantenere l’anonimato dei volti, dei nomi, delle storie semplicemente per un fatto di libertà.

Come ho spiegato a loro è auspicabile che ciascun adolescente e giovane prenda in mano sul serio la propria vita e la ponga, nella preghiera, davanti al Signore. E’ stato il tentativo, semplice, di questi quattro giorni nei quali, beatitudine per beatitudine, aiutati dalle parole di Gesù, dalla testimonianza di grandi personaggi come Padre Damiano De Veuster, apostolo santo dei lebbrosi, e di altre riflessioni e testimonianze che hanno aperto il cuore e la mente, abbiamo percorso, con gioia e con fede, anche con coraggio, la strada del Vangelo. La condivisione, nella preghiera e nella riflessione, è stato il momento più intenso del campo. Vedere e toccare con mano che il Signore lavora nel cuore delle persone porta avanti al sua strada.

Tre sono stati gli impegni che sono scaturiti dal caposcuola vocazionale: anzitutto pregare per la propria vocazione. Questo è un impegno serio, quotidiano, che ciascun giovane può e deve prendersi. Le attività possono aiutare, gli incontri chiarire, i confronti far capire, ma è la preghiera, guidati dallo Spirito e nel rapporto con Dio, che rende poveri nello spiriti, umili e miti nel cuore, capaci di costruire la pace. Inoltre è sembrato a tutti opportuno un confronto spirituale con il proprio sacerdote. Raccontare ed esplicitare la propria esperienza, cosa il Signore ha suggerito nelle riflessioni, nelle pagine evangeliche e nelle testimonianze di vita.

È stato molto utile anche il libretto “Spaccato in due. L’alfabeto di Gianluca” che i ragazzi avevano letto e meditato. Anche la testimonianza luminosa di Gian ha fatto da guida ai ragazzi, suoi coetanei. Infine la costituzione di un gruppo adolescenti in ricerca vocazionale, che possa aiutarsi ed aiutare altri ragazzi delle superiori a non far cadere la domanda: «Ma il Signore che cosa domanda e pensa per la mia vita?». Il prossimo incontro sarà a Vigoreto (Sabbioneta) sabato 5  settembre, dalle 9,30 alle 14 (con pranzo al sacco). I sacerdoti che volessero proporre a qualche adolescente il cammino vocazionale possono segnalarlo (donmarco1970@gmail.com) o presentarsi direttamente a Vigoreto in quella data. Credo che – come ha detto il rettore del Seminario, don Enrico Trevisi, che ha guidato le riflessioni di tutte le messe del campo - «bisogna essere gioiosi e osare perché il Signore conduce e aiuta nelle decisioni, anche se il Vangelo è duro, ma le parole del Signore sono spirito e vita».

Nel messaggio del vescovo Dante per gli animatori del Grest si leggeva: «Cari Animatori del Grest, voglio ricordarvi ancora una cosa che, dal mio punto di vista, non può essere un particolare secondario. Collaborando con l’Oratorio estivo, facendo gli animatori, organizzando e giocando, pregando e cantando voi costruite un pezzo importante della vostra vita. Rispondete alla vocazione che il Signore vi rivolge. E la vocazione non è una voce che scende dal cielo, ma le occasioni della vita che vi vengono incontro e che chiedono una risposta. Dentro lì sta la voce del Signore! Dentro lì ci sono gli spazi per vivere le grandi e belle proposte del Vangelo».

Dunque appuntamento per il prossimo anno. Nel frattempo diamoci tempo e coraggio per proporre l’esperienza anche ad altri. Mettersi davanti a Dio, davanti a se stessi, davanti ad altri ragazzi della propria età fa solamente bene. E aiuta, anche noi preti, a ripensare alla propria chiamata. Che è sempre bella e vera.

Don Marco D'Agostino

 

 

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