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Al pellegrinaggio a Lourdes
tanti giovani cremonesi
Hanno tracciato un bilancio
per il nostro portale

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Alcuni dei volontari della Sottosezione cremonese dell’Unitalsi che lo scorso agosto hanno preso parte al pellegrinaggio a Lourdes hanno lasciato il proprio pensiero su quell’intensa esperienza. Ve le proponiamo insieme a quella del sacerdote novello don Bertoni, di un medico e di una pellegrina disabile.

È stata un’esperienza unica e straordinaria, mai mi sarei aspettata un clima così sereno e tranquillo, soprattutto da parte dei malati. Le incertezze che avevo inizialmente, la preoccupazione di non essere all’altezza di questo incarico, arrivando a Lourdes sono sparite nell’istante in cui ho conosciuto i malati e capito la gioia che portavano nel cuore. Avevo dubbi sul servizio al piano, dubbi che sono scomparsi grazie all’aiuto e alla collaborazione delle sorelle, barellieri e malati che durante il pellegrinaggio ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere.  Sono davvero molto soddisfatta della scelta fatta quest’estate, probabilmente la scelta migliore che potessi fare. Arrivederci al prossimo anno! Grazie di tutto. (Adriana Bonetti, 18 anni, Calcio)

Anche quest’anno l’esperienza a Lourdes ha fatto centro, anche se non è il primo, ogni anno, trasmette, insegna e ti permette di cogliere qualcosa di nuovo. Quest’anno è stato indelebile, non solo dal punto di vista del servizio, filo rosso di tutta l’esperienza, indispensabile per permetterci di porci interrogativi su noi stessi.  Ma indelebile soprattutto sul piano delle relazioni. Dalla semplicità e dalla spontaneità sono nate amicizie vere e forti, cresciute grazie alla voglia di mettersi al servizio, insieme. Tutti i ragazzi, tutte le persone lì per un unico scopo. Servire il prossimo. Condividere le giornate intere con i malati e con altri giovani, ti permette di capire che i miracoli sono anche questi. Non solo guarigioni, ma costantemente bombardati da immagini di distruzione sotto ogni punto di vista, accompagnati dalla perdita di valori e di ideali belli, ti accorgi che l’inizio di nuove relazioni e amicizie sono un miracolo stupendo, persone che hanno capito l’importanza di servire il prossimo, e che sanno creare legami costruttivi. Credo non ci sia cosa più bella. Più volte è stato ripetuto durante il pellegrinaggio, che quell’esperienza non terminava al ritorno nelle proprie case, ma proprio giunti nelle proprie comunità doveva continuare. Mi sono accorto che non deve continuare solo il pellegrinaggio, ma si devono rafforzare tutti quei nuovi legami, perché grazie al confronto ognuno può capire che lanciarsi in esperienze di servizio è qualcosa di veramente appagante e costruttivo per tutti. Viene quindi da dire: Ne vale la pena. (Valerio Lazzari, 20 anni, Vicomoscano)

Alle volte la vita ci fa delle sorprese; Lourdes è stata una di quelle che lasciano il segno. Ho avuto la fortuna di conoscere persone speciali, con le quali ho condiviso il pellegrinaggio. Esperienza di vita che aiuta a crescere. Esperienza di vita da consigliare a tutti i ragazzi. (Chiara Dusi, 17 anni, Vescovato)

Nella mia esperienza di Lourdes ho avuto modo di toccare con mano tutte le situazioni difficili che molta gente vive. Appena ho visto gli ammalati ho subito notato la loro gioia nel trovarsi in quel luogo. Io come volontario al primo anno avevo come compito il "trasporto ammalati" anche se questo nome non rende davvero l'idea di questo servizio poiché nel momento in cui sei con l'ammalato ti relazioni con lui, persone che hanno problemi di salute che hanno perso qualcuno alla quale tenevano molto, ma che non hanno perso la fede è la voglia di pregare, ho avuto il piacere di conoscere persone fantastiche, persone con un cuore d'oro, l'Unitalsi è un grande famiglia. "Mai nessuno torna a casa uguale a prima di partire", questo viaggio ti regala qualcosa di meraviglioso...un esperienza indimenticabile! Grazie e arrivederci al prossimo anno! (Alan Luinetti, 18 anni, Agnadello)

Lourdes. Un'esperienza a cui ho partecipato per il secondo anno, ma che, nonostante ciò, lascia sempre emozioni nuove. Nelle relazioni con gli altri: malati, volontari e soprattutto con gli altri giovani; nuove nell' esperienza di preghiera personale e comunitaria. Un viaggio, non solo verso il santuario mariano, ma soprattutto dentro se stessi, che vale sempre la pena ripetere perché ogni volta lascia il segno, ricarica e rasserena. (Chiara Ponzoni, 15 anni, Vicomoscano)

Quest'anno per me è stata la seconda volta che ho fatto questa esperienza... e devo dire che mi è piaciuta ancora di più! Lourdes è un luogo magico trasmette davvero tanta serenità! E inoltre questa esperienza ci ha permesso di conoscere tanti ragazzi con i quali abbiamo creato un bellissimo gruppo! (Mariella Pellegrini, 18 anni, Vicomoscano)

Un'esperienza fantastica, sono partita piena di incertezze a senza conoscere nessuno, e sono tornata arricchita nell'anima e con tanti nuovi amici. Un'esperienza che consiglierei a tutti i giovani di fare, anche ai più scettici! (Fabiana Cogi, 24 anni, Calcio)

Lourdes è stata per me un'esperienza estremamente formativa, sul piano delle relazioni e della carità verso chi più ha bisogno Per me è stato il primo anno, all'inizio ero impaurito, ma presto ho imparato ad aprirmi con molti altri giovani come me, che insieme a me condividevano questa esperienza. Questo pellegrinaggio mi ha davvero scaldato il cuore, mi ha fatto provare qualcosa che mai avevo avuto modo di sperimentare e ne sono rimasto favorevolmente colpito. Spero di riuscire a tornare i prossimi anni, e portare ancora il mio contributo a chi più ha bisogno. (Michele Gardani, 19 anni, S. Ambrogio - Cremona)

Questo è stato il mio primo anno a Lourdes e sinceramente ero un po' spaventata perché non sapevo cosa aspettarmi e pensavo di non essere all'altezza... invece è stata la più bella esperienza della mia vita. "Dare è meglio che ricevere" ...prima questa frase non mi diceva un granché, adesso l'ho capita davvero fino in fondo e durante questa settimana mi sono accorta di quanto sia vera! Donare un sorriso a un ragazzo in carrozzina, donare un po' del mio tempo per accudire gli ammalati... una gioia infinita vedere che qualcuno è felice anche grazie a me. E come dimenticare le amicizie che si sono create? Condividere un esperienza come questa non ha fatto che renderci in poco tempo AMICI. Queste sono le amicizie più belle secondo me perché si sente che con noi c'è Gesù. È stata davvero un'esperienza indimenticabile che ha rafforzato la mia fede. E che dire di più? Aspetto solo l'anno prossimo per tornare al più presto. (Francesca Busi, 16 anni, Casalmaggiore)

Non si può realmente comprendere la magia di Lourdes senza sperimentarla sul campo. Ed ora posso finalmente dirlo anch'io: "Mai nessuno torna a casa uguale a prima di partire. (Davide Degradi, 17 anni, Agnadello)

A me Lourdes ha fatto capire come la Madonna ci chiede più attenzione verso i malati, specialmente quelli gravi e il non aver mai paura di pregare per la loro guarigione perché Dio è vita per tutti anche per loro! Ho capito come la fede è fatta di incontri e di semplicità e non può essere vissuta da soli ma trova la sua pienezza nello stare insieme da semplici uomini e peccatori che siamo. (Simone Caridi, 17 anni, San Bassano)

Il pellegrinaggio a Lourdes è stato in tutto e per tutto il mio viaggio di maturità. Volevo mettermi in gioco e capire chi sono veramente: una ragazza alla quale piace aiutare chi è in difficoltà. In questa esperienza mi sono messa al servizio degli ammalati, inizialmente con qualche dubbio sulle mie capacità, ma poi ho capito che bastano piccoli gesti per rendere l'altro felice e questi vengono ripagati con affetto e gratitudine. (Greta Sudati, 19 anni, Agnadello)

Il pellegrinaggio a Lourdes con l'Unitalsi è stato per me una forte esperienza di fede, di gioia, di pace, di comunione coi fratelli volontari e malati e di incontro con Cristo per mezzo di sua madre Maria. Ho sperimentato la dolcezza e la tenerezza di Maria, così come la sua vicinanza a noi, suo popolo fedele e Chiesa. Ho sperimentato infatti quanto siamo amati da lei e suo figlio nelle molteplici lacrime versate dagli ammalati, lacrime di gioia e di dolore, ed anche nell'intensità con cui gli ammalati cantavano gli inni a Maria e partecipavano alle diverse celebrazioni. Spesso a me che sono "sano" non succede così, perché? Forse perché la malattia non è solo quella fisica, ma esiste una malattia spirituale, del cuore, che va curata. Questo pellegrinaggio insieme ai malati e ai volontari mi ha permesso di riflettere sull'importanza di curare la propria anima e il proprio spirito attraverso il silenzio, la preghiera, ed anche il servizio ai fratelli più sfortunati di me. Questo mi ha permesso di ritrovare me stesso. Grazie Unitalsi, grazie Maria. (Federico Firetti, 24 anni, Sospiro)

E anche quest'anno sono andato, o meglio, ritornato a Lourdes. É la terza volta che vado in pellegrinaggio con l'Unitalsi, e ogni anno porto a casa qualcosa di unico e stupendo. Porto a casa l'amicizia di persone davvero fantastiche, coetanei e non, maturata sul treno tra scherzi e chiacchierate e nel servizio fatto a Lourdes. Porto a casa i sorrisi degli ammalati che fanno riflettere su quanto basti "poco" per essere felice, soprattutto in quelle condizioni, purché quel "poco" sia condiviso coi fratelli. Porto a casa la crescita della mia fede grazie alle numerose occasioni di confronto, riflessione e preghiera avvenute nel pellegrinaggio. Insomma, torno a casa ricaricato, con lo spirito altruista e sorridente che solo a Lourdes si può trovare. (Andrea Bani, 17 anni, Agnadello)

Anche quest'anno ho avuto l'opportunità di vivere, grazie ai miei amici unitalsiani, una meravigliosa esperienza di volontariato presso il Centro Informazioni del Santuario di Lourdes. Tale esperienza stupenda, sebbene funestata dall'aggressione, il 12 agosto, al seminarista Arrigo Duranti (che è stato salvato da Maria), è stata vissuta nella gioia, nella gratitudine per tutto ciò che vivo e nell'abbandono a Dio. Questi tre aspetti mi hanno accompagnato per tutto il pellegrinaggio. Nonostante fossi molto preoccupata per i miei amici malati (che si trovavano ad affrontare condizioni di viaggio disumane, che auspico non si ripetano mai più, perché non tutti sono fortunati quanto me!), ho affrontato il viaggio con gioia, lieta di farlo per Maria e per Gesù. Ho lasciato carta bianca, come sempre, a Dio, perché decidesse Lui in merito ad alcune questioni organizzative e Lui ha disposto gli avvenimenti perfettamente! L'amore di Dio, che mi accompagna sempre in ogni istante della mia vita, era tangibile a Lourdes nei volti dei miei amici unitalsiani, nei miei colleghi e nelle persone che servivo. Facendo da tutor ai nuovi arrivati ho sperimentato una volta di più quest’anno, grazie ad una ragazza catanese, Carmelita, e una simpaticissima suora messicana, Juvencia, la bellezza del dono di sé a Cristo, indipendentemente dai propri limiti fisici e dai propri peccati. Servendo le persone che si rivolgevano a me nel Centro informazioni con tutto l’amore possibile, comunicando un po' di tutta la Bellezza che vivo per opera di Cristo e facendo" piccole cose con grande amore ", come dice San Riccardo Pampuri, ho constatato ancora una volta che il servizio non si esaurisce solo nel cercare di esaudire un desiderio o un bisogno, ma nel rispondere ora ad una Presenza d'Amore che rende bella tutta la mia vita. Solo seguendo una Presenza (senza la quale io non potrei vivere e non potrei far nulla, perché Lei sola ha parole di vita eterna), che suscita una Bellezza ininterrotta nella mia vita, rafforzata anche dalla Croce, la mia vita diventa una splendida avventura! (Fiorenza Zanenga, disabile, Soresina)

Come prete novello ho vissuto questi giorni di pellegrinaggio con molta emozione e commozione. Anzitutto vedendo l'impegno e la dedizione nello svolgere il servizio di barellieri e dame (in modo particolare da ragazzi così giovani!) verso i pellegrini e i malati, soprattutto verso chi mostrava maggiori difficoltà. In secondo luogo ho percepito molto forte il senso di Chiesa universale soprattutto durante le celebrazioni ed i momenti comuni ed informali con i pellegrini ed i confratelli provenienti dalla nostra e da altre diocesi. Al di là dei disagi che possono nascere da un viaggio così lungo, sicuramente il tempo trascorso in treno ha favorito la nascita e la crescita di legami e amicizie che nel tempo rimarranno perché nati nel contesto di un'esperienza di fede vissuta insieme ed in modo davvero intenso. (don Alessandro Bertoni)

Sono arrivato nel tardo pomeriggio, un pomeriggio grigio, piovoso e anche freddo, ma l’agitazione che sentivo non mi faceva percepire il clima. Sistemati i bagagli, sono immediatamente uscito dall’albergo per recarmi alla grotta. Avvertivo dentro di me un richiamo per realizzare quell’incontro che desideravo avvenisse da parecchio tempo. E’ stato un momento speciale, non ci sono parole che possano spiegare o raccontare che cosa si avverta davanti alla “Signora”, come la chiamava Bernadette. Dopo la sosta alla grotta, ho raggiunto il gruppo dell’Unitalsi per iniziare con la Santa Messa il pellegrinaggio. Le giornate sono trascorse tra funzioni religiose, cura degli ammalati ed accompagnamento dei pellegrini che aspettavano solo di incontrare la Madonna ed il Signore nell’Eucaristia. Vedere nei loro occhi la speranza e la gioia di questi momenti spirituali ha riempito il mio cuore e non mi ha mai fatto sentire la stanchezza. Il coronamento del pellegrinaggio è stato il viaggio di ritorno in treno, perché mi ha permesso di ascoltare le storie, le esperienze ed il vissuto delle persona che avevo accompagnato a Lourdes. Esercitando la professione di medico sono quotidianamente a contatto con la sofferenza e la malattia, ma la speranza, l’attesa e la fede che ho visto negli occhi di questi pellegrini, raramente mi è capitato di trovarle. La forza che Maria ha trasmesso in quel luogo sacro aiuta chi l’ha incontrata ad affrontare il dolore ed accettare con serenità la stato di malattia. La “Signora” mi ha dato un appuntamento ed il prossimo anno sicuramente non mancherò di incontraLa nuovamente insieme a tanti amici. (dott. Gianfranco Maria Beghi, Agnadello)

Infine, proponiamo la testimonianza dei giovani saveriani che hanno preso parte al pellegrinaggio lombardo a Lourdes grazie al sostegno della Sottosezione di Cremona e degli unitalsiani di Viadana.

Lourdes è una città meravigliosa, ricca di cultura e di storia. Per la sua particolarità, ogni giorno affluisce molta gente da tutte le parti del mondo. È bello vedere questa gente partecipare a cerimonie spettacolari, vissute con tutto il cuore, un momento unico nella vita. E noi, cosa siamo andati a fare a Lourdes? perché questa scelta?

Dal 7 al 13 agosto 2015, in pellegrinaggio con l’UNITALSI, sezione Lombarda, abbiamo risposto alla chiamata del Signore. Per noi 7 studenti, essendo noi religiosi e missionari, questo pellegrinaggio vissuto assieme a più di 700 persone, è stato un momento di grande commozione, di testimonianza di fede e dell’amore di Dio per tutti, in modo particolare verso gli ammalati. Abbiamo anche vissuto il richiamo del papa Francesco, che ha scelto quest’anno come tema pastorale per l’UNITALSI: “Lourdes, la gioia della missione”.

La vera bellezza di Lourdes è che Dio ci chiama ad esser piccoli di cuore. Egli scelse volentieri di rivelarsi ad una piccola e povera ragazza Bernardette Soubirous attraverso la Santa Vergine Maria, che le rivelò il suo nome “Que soy era Immaculada Councepciou”. Seguendo i passi di Bernadette, modellata dalla Madonna dell’Immacolata Concezione, abbiamo svolto con umiltà e grande gioia il nostro servizio di trasporto ammalati. Ci ha molto colpito la serenità e la fede dei nostri carissimi amici nonostante le loro condizioni di salute. Oltre a trasportarli, abbiamo intessuto con loro una grande amicizia. Ci siamo comunicati tante cose, e loro ci hanno insegnato tanto.

Singolarmente, ognuno di noi ha contemplato la bellezza del nostro pellegrinaggio nei momenti di preghiera, in quanto abbiamo avuto un momento personale di incontro con Dio, anche durante i momenti della convivialità, che è stata molto forte. Ci hanno accompagnati Mons. Oscar Cantoni vescovo di Crema e Mons. Giorgio Biguzzi, saveriano, vescovo emerito di Makeni in Sierra Leone. I grandi momenti liturgici hanno dato un grande tono al nostro pellegrinaggio: le messe (tra cui quella internazionale e quella davanti alla grotta), la processione aux flambeaux, la via crucis, …  Come per Bernadette, partendo da Lourdes, è rimasto impressa nel nostro cuore l’immagine della Madonna, più bella che mai! Durante il viaggio, andata e ritorno, abbiamo manifestato questa grande gioia della missione con dei canti e danze, coinvolgendo i giovani, molto gioiosi, e gli ammalati. Nel nostro cuore è rimasta una impronta indimenticabile, vivere e comunicare la gioia del Signore con la nostra vita. Una testimonianza viva per ciascuno di noi.

Vorremmo dire il nostro grazie, innanzitutto a Dio, che ci ha donato di vivere questo momento più bello della nostra vita, alla sezione Lombarda dell’UNITALSI, alla sottosezione di Cremona e soprattutto a tutti coloro che con la loro generosità, tramite Francesco e Carlo, ci hanno dato la possibilità di partecipare a questo pellegrinaggio per riscoprire la bontà e la bellezza della nostra fede in Gesù attraverso la Vergine Maria dell’Immacolata Concezione. Che Dio vi accordi il centuplo del servitore fedele. 

Grazie di cuore, dagli studenti missionari saveriani

Robertus Kardi
Pacifique Muzusa Badesire
Innocent Munandi Bahige
Ernest Harerimana
Andres Ceballos Ramirez
Serge Kabalama Cibangala
Joseph Ghomsi  

 

 

 

 

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