HOME PAGE  |   AREA DOWNLOAD  |   CONTATTI



linee pastorali
IRC
ANNO PASTORALE 2015
adorazione
 
  PAPI
3 OTTOBRE - ASSISI

Mons. Lafranconi ha aperto
in Santa Maria degli Angeli
le solenni celebrazioni
per la festa di San Francesco

Condividi su Facebook Condividi su Facebook

«Creare quel tessuto di fraternità che rende vera e autentica la testimonianza della Chiesa e che rende vera, bella e vivibile la vita della società». È questo il messaggio che mons. Lafranconi ha voluto prendere in eredità da san Francesco d’Assi. L’occasione, alla vigilia della festa liturgica del Poverello, è stata quella delle più solenni: i Primi Vespri del Transito di san Francesco presieduti dal Vescovo di Cremona nella Basilica papale di S. Maria degli Angeli in Porziuncola. L’evento nell’ambito del pellegrinaggio lombardo, regione a cui quest’anno spetta l’omaggio al Patrono d’Italia.

Omelia del vescovo Lafranconi:   mp3   pdf

Guarda la photogallery

Guarda il video su youtube

Indirizzi di saluto (mp3):

Il 4 ottobre 1939 Papa Pio XII proclamava san Francesco d’Assisi patrono d’Italia. Da quel giorno – ogni anno, a turno – le Regioni italiane offrono al Santo umbro l'olio utilizzato per alimentare la lampada votiva che arde nella cripta a lui dedicata. Quest'anno è il turno della Lombardia. Nell’occasione le Diocesi lombarde hanno promosso un pellegrinaggio regionale, sul tema “Il Signore mostri il suo volto e abbia di te misericordia” è il tema guida del pellegrinaggio.

All’alba di sabato 3 ottobre da Cremona è partito il pullman con il gruppo cremonese guidato da don Roberto Rota, responsabile del Segretariato diocesano, che ha organizzato il viaggio con il supporto dell’Agenzia ProfiloTours. A presiedere il pellegrinaggio il vescovo Dante Lafranconi.

Nel viaggio verso Assisi prima tappa mattutina al Santuario de La Verna, il luogo in cui san Francesco ricevette le stigmate il 17 settembre 1224. Dopo la visita del luogo e il pranzo nella foresteria del Santuario, i pellegrini hanno proseguito il viaggio alla volta di Assisi. L’appuntamento per tutti i lombardi era nella basilica di S. Maria degli Angeli in Porziuncola per la solenne commemorazione del Transito di san Francesco con la celebrazione dei Primi Vespri presieduti proprio dal vescovo Lafranconi, in qualità di vicepresidente della Conferenza Episcopale Lombarda.

Trombettieri in costumi medievali hanno preceduto la lunga sfilata delle autorità presenti, aperta dal gonfalone di Regione Lombardia, seguito da quelli delle diverse amministrazioni. Non mancava quello del Comune di Cremona, portato da due agenti della polizia locale del Comune. Poi i tanti sindaci: tra loro anche il primo cittadino di Cremona, Gianluca Galimberti, accompagnato dall’assessore Barbara Manfredini.

Quindi la processione con i numerosi vescovi presenti. A chiudere il corte il card. Angelo Scola accanto al card. Attilio Nicora, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi. Quindi il Vescovo Lafranconi, che ha presieduto la preghiera.

All’inizio della celebrazione il saluto di mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, che ha ricordato la concomitanza con la veglia presieduta in Vaticano dal Papa alla vigilia del Sinodo. «Portate qui una lunga storia fatta di fede operosa», ha quindi affermato rivolgendosi ai lombardi, prima di volgere lo sguardo al prossimo centenario della Porziuncola, che si incrocerà con il Giubileo della Misericordia.

Il card. Nicora ha quindi ricordato come «celebrare il patrono significa rinnovare la consapevolezza del radicale riferimento a lui nella lunga storia del nostro paese», con un doppio significato: da un lato rinnovare la volontà di aderire all’esempio di Francesco di totale consacrazione a Gesù e a servizio ai fratelli, specialmente i più poveri; dall’altro domandare al Signore che le alte prospettive che scaturiscono da questa festa possano scaldare il cuore degli italiani.

A tenere l’omelia è stato il vescovo Lafranconi che nella propria riflessione ha guardato in particolare alle due benedizioni di Francesco prima della sua morte: alla città e ai suoi frati. Ma il vescovo di Cremona ha subito voluto chiarire la prospettiva: «Non si tratta di imitare ricopiando: si tratta di continuare l'ispirazione. Una ispirazione che a me sembra magnificamente espressa da queste due benedizioni: alla città e ai frati. Quasi facendo risuonare dentro il suo cuore quello che fin dall'inizio aveva segnato la sua conversione, quando a S. Damiano accolse l'invito del Crocifisso: Va e ripara la mia Chiesa!».

«Per dare concretezza al comando “Va e ripara la mia Chiesa!” – ha spiegato mons. Lafranconi – a Francesco è venuta in mente una cosa molto semplice: bisogna ritornare a vivere il Vangelo, a viverlo così com’è, senza troppe elucubrazioni che rischiano di allontanarci da esso o di farcelo adattarlo alle nostre esigenze, e forse anche ai nostri capricci. Vivere il Vangelo come quei Dodici che, innamorati e affascinati dal Signore Gesù, per quanto non fossero persone perfette erano, però, profondamente attaccate a Lui da un vincolo di amore. E anche quando non lo capivano, anche quando magari lo tradivano, anche quando si scontravano con le sue prospettive, non potevano, però, allontanarsi da Lui: Lui era il loro tesoro. Come lo fu per Francesco, per tutta la vita».

E ancora: «Tanto era intenso e profondo l'amore che li univa al Signore, si rifletteva in un amore fraterno, vero, autentico, sincero, quotidiano». Perché «L’amore reciproco è così evangelicamente il segno dell'autenticità dei discepoli del Signore Gesù che Francesco, volendo ritornare all'autenticità del Vangelo, non può far altro che mettere in atto una forma di vita nella quale chi la segue sia animato da amore fraterno: l'amore quotidiano, non un amore teorico! Quell’amore che sa sopportare pazientemente la fatica di tutti i giorni».
 
Una fraternità che per Francesco non riguarda solo la comunità della Chiesa e dei suoi frati, ama deva essere lo stile dell’intera umanità. «La logica della fraternità e dell'amore – ha affermato il Vescovo – è quella che permette la vera, autentica e umana convivenza civile. La fraternità è la forza della società! Oggi si dice spesso che la nostra società è contrassegnata da un individualismo esasperato: individualismo che spesso porta non soltanto ciascuno a farsi i fatti propri, ma ingenera anche una specie di diffidenza degli uni nei confronti degli altri, quasi un mettersi in difesa e in allarme: che cosa vorranno, che cosa faranno, che cosa porteranno? La fraternità è da recuperare come forza di base per una convivenza civile che sia veramente umana!».

Poi ha proseguito: «Sempre pensando alla concretezza con cui Francesco viveva la sua vita di poverello, penso quanto sia necessario disseminare, nella nostra mentalità, nella nostra cultura, nel nostro modo di vivere quotidiano, la capacità di relazioni di stima reciproca, di collaborazione sincera, di cordialità vera e non ipocrita. Solo su un terreno disseminato dal valore della stima reciproca e della carità fraterna può reggersi anche il cammino politico, economico e amministrativo delle nostre città. Viene da chiedersi spesso se questi luoghi siano veramente animati dal senso della stima e della collaborazione cordiale». E qui il Vescovo ha criticato l’uso del termine “opposizione” per indicare le minoranze di governo, in quanto obiettivo dell’agire politico deve essere sempre e comunque il bene comune.

Non è poi mancato un riferimento a Papa Francesco, che ha voluto intitolare l’ultima sua enciclica proprio Laudato si’.

«Questa sera – ha concluso mons. Lafranconi – noi non siamo qui per onorare san Francesco prospettandoci di ricevere noi onore e gloria, ma siamo qui, con molta umiltà e con molta verità, per raccogliere da lui la consegna di fare non cose strepitose, ma quello che nella vita quotidiana consente a ciascuno, in qualsiasi situazione si trovi e qualsiasi posto occupi, di creare quel tessuto di fraternità che rende vera e autentica la testimonianza della Chiesa, rende vera, bella e vivibile la vita della società».

La celebrazione è stata caratterizzata anche dall’offerta dei doni da parte del sindaco di Assisi e delle rappresentanze lombarde presso la cappella del Transito nelle mani di padre Claudio Drighetto, ministro provinciale dei Frati minori dell’Umbria.

I Vespri si sono conclusi con la benedizione apostolica con annessa indulgenza plenaria impartita dal card. Nicora.

Per il gruppo cremonese, quindi, il trasferimento a Cannara per la cena e il pernottamento. Domenica mattina l’intenso programma celebrativo per la festa del Patrono d’Italia.

Alle 8.30 nella sala della Conciliazione del Palazzo municipale l’incontro tra le autorità e le delegazioni della Lombardia con la Municipalità di Assisi. Alle 9 dalla Piazza del Comune la partenza del corteo per la Basilica di San Francesco dove alle 10 il card. Angelo Scola presiederà l’Eucaristia, con l’assistenza del card. Attilio Nicora e la presenza del Vescovo di Assisi e di quelli della Lombardia, insieme ai Ministri generali e provinciali delle Famiglie francescane. Durante la Messa il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, accenderà la “Lampada Votiva dei Comuni d’Italia” con l’olio offerto dalla Regione Lombardia.

Alle 11.30 dalla Loggia del Sacro Convento i saluti delle autorità civili: il minsitro generali dei Minori conventuali, padre Marco Tasca, quello del presidente Lombardia Roberto Maroni e del sindaco e del vescovo di Assisi, con anche il messaggio di un rappresentante il Governo italiano.

Are 16 nella Basilica Inferiore i Vespri Pontificali in Cappella Papale presieduti dal vescovo di Lodi, mons. Maurizio Malvestiti. Quindi il corteo religioso dalla Basilica Inferiore alla Piazza Superiore con la partecipazione delle autorità. Poi dal Cupolino sarà impartita la benedizione all’Italia con la Chartula della Benedizione di san Francesco. Mentre verranno distribuiti i ramoscelli d’ulivo alle Autorità e ai Fedeli, sarà eseguito il Cantico delle Creature.

Per il gruppo cremonese dopo il pranzo in ristorante, breve tempo a disposizione per la visita libera di Assisi prima del rientro.
 

 

convegno firenze


Liturgia


In Evidenza

TUTTI A TAVOLA
Speciale dedicato
al Grest 2015
QUARESIMA
E PASQUA 2015
Eventi e liturgie
ATTIVITA'
DEL VESCOVO
Dante Lafranconi
FORMAZIONE E CATECHESI
Corsi e sussidi
ANIMAZIONE LITURGICA
Corsi e sussidi
CLERO DIOCESANO
Nomine ed eventi
CORSO BIBLICO
DI DON CAVEDO
Dio o religione?
FORMAZIONE SOCIO-POLITICA
I materiali del corso
VITA CONSACRATA
Religiose e religiosi
ESTATE 2014
Iniziative e proposte
durante le vacanze
LINEE PASTORALI
Speciale
biennio 2012/2014
CARITA' E VOLONTARIATO
Proposte ed eventi
PASTORALE GIOVANILE
Formazione ed eventi
AGGREGAZIONI ECCLESIALI
Proposte ed eventi
ARCHIVIO
Materiali, documenti e ricordi

 
Cattedrale di Cremona
Santuario di Caravaggio
TRC - Teleradio Cremona Cittanova
NEC - Nuova Editrice Cremonese
La Vita Cattolica
Caritas Cremonese
FOCr - Federazione Oratori Cremonesi
ISSR - Istituto Superiore Scienze Religiose
delle Diocesi di Crema, Cremona e Lodi
Scuola diocesana di musica sacra
Case vacanze
Zona1
AC
ACLI Cremona
UNITALSI Cremona
dvd conte