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ANNO PASTORALE 2015
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OTTOBRE MISSIONARIO

Anna e Reno Riboni dal Brasile:
«Essere missionari significa
convertirsi al Signore,
renderlo presente e lasciare
che agisca attraverso di noi»

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Nel contesto del mese missionario, dopo la testimonianza di don Massimo Ungari dalla Russia, proponiamo l’intervento di due sposi cremonesi – Anna Rossi e Reno Riboni – che da molti anni si trovano in Brasile. Fanno parte della Comunità Papa Giovanni XXIII, associazione fondata nel 1973 da don Oreste Benzi. Prima ad Aracuai, quindi a Salvador, gestiscono una casa famiglia.

Salvador, 7 de Outubro 2015

Oggi, nel giorno di Nostra Signora del Rosario, finalmente piove. La gente stava aspettando la pioggia da agosto; la terra secca, rossa, molto fertile, stava chiedendo soccorso. Come noi, stiamo chiedendo soccorso a Dio, per continuare a essere missionari in questa terra. Terra di nessuno sembrerebbe. Qui vige la regola del più forte, del più furbo, o forse di chi vuole essere e vuole far credere di essere il più furbo. In macchina, liti che finiscono a coltellate, in strada assalti per rubarti un paio di scarpe da tennis firmate, bambini abbandonati, famiglie disgregate, assoluta mancanza di valori, una media di 1.800 morti assassinati nella città in un anno ... e che cosa ci facciamo noi, come casa-famiglia, in una città così?! Ecco, queste sono le domande che ci affiorano ogni volta che pensiamo alla nostra chiamata a essere missionari. Che cosa significa essere missionari in una megalopoli di 3.500.000 abitanti, dove siamo solo una formichina in un formicaio, una goccia nell'oceano, ma, come diceva madre Teresa di Calcutta, se mancasse quella goccia, non sarebbe lo stesso oceano. Eppure, qualcosa si muove, pur a ritmi sudamericani, ma si muove.

Cominciamo a essere riconosciuti, come membri della Papa Giovanni XXIII, come italiani che hanno lasciato tutto per venire qui a cercare di seguire Gesù. E chi seguiva Gesù? Non erano certo i potenti, nemmeno i più ricchi, ma i più poveri, quelli che avevano bisogno di qualcosa e di Qualcuno che li aiutasse a sentirsi Figli di Dio. Spero non sia presunzione, ma forse, noi davvero stiamo facendo che qualcuno, per lo meno i nostri figli, riescano a sentirsi Figli di Dio.
E figli molto amati.

Sull'onda del richiamo alla misericordia di Papa Francesco, cerchiamo di testimoniare la misericordia che Dio ha avuto e continua ad avere con noi, permettendoci di vivere, nonostante tutti i nostri limiti, la condivisione con questo popolo.

Perché io sono nata in un paese dove mi sono garantiti per lo meno i diritti minimi – studio, salute, famiglia – e questa povera gente è nata in un paese dove nemmeno il diritto alla vita é rispettato? Forse per poter testimoniare l'amore che Dio ha per noi. Forse per poter mostrare, attraverso la nostra vita, che si può vivere anche con molto meno, ma si può essere felici. Sì, perché Dio é venuto per darci la vita e darcela in abbondanza.

Quindi noi cerchiamo di dare la vita, e in abbondanza, a tutti quelli che ci incontrano: o essendo una famiglia per loro, o essendo testimonianza per chi ha solo bisogno di sentire che Dio c'è, ed è qui, tra noi. Per far questo, é necessario che ci convertiamo, che cerchiamo di vivere nella coerenza con quello che stiamo testimoniando.

Dicevo, qualcosa si muove: è venuto a vivere un tempo con noi padre Silvano Rossi, della nostra stessa diocesi di Cremona, e ci ha fatto sentire parte di una stessa famiglia che è la Chiesa. Sono venute le Suore "Minime dell'addolorata", una congregazione nata a Bologna e presente in questa città, a chiederci se le loro novizie potevano fare un periodo di esperienza nella nostra famiglia. Per ultimo, ma primo in ordine di importanza, il 31 agosto è venuto il Santissimo ad abitare nella nostra cappellina, segno che Dio é con noi, ci sta vicino e vuole che gli stiamo vicino.

Ecco quindi che il Signore ci viene a insegnare che essere missionari significa convertirsi a Lui, renderLo presente alla nostra quotidianità e lasciare che faccia, attraverso di noi, quello che è il Suo progetto per noi.

Sentiamoci sempre parte di una unica famiglia, di una unica Diocesi, di una unica Chiesa, dovunque il Signore ci chiama a vivere.

Anna

 

 

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