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CATTEDRALE DI CREMONA

Attualmente in corso il restauro
dell'orologio del Torrazzo
con il sostegno economico
della Fondazione Comunitaria
della Provincia di Cremona

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Lo scorso lunedì 5 ottobre molti cremonesi erano presenti in Piazza del Duomo con gli occhi verso l’alto per assistere allo smontaggio dei quadranti dell’orologio del Torrazzo: uno spettacolo degno d’interesse anche per l’apparato predisposto all’operazione: tre grandi bracci meccanici, qualche autocarro, diverse persone che indossavano l’elmetto nello spazio cintato. Da tempo il Consiglio della Chiesa Cattedrale aveva pensato ed approvato questa operazione, tenuto conto dei segnali che ogni tanto l’orologio dei Divizioli (Francesco e Giovan Battista), risalente al 1583, segnalava. Un intervento da circa 40mila euro, sostenuti per metà della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona.

Questo orologio, finalizzato soprattutto a inquadrare la nostra città nello spazio planetario attraverso la “lancia del Drago”, più che a segnare le ore, era stato oggetto nel 1974 di un significativo intervento di restauro: per l’esterno erano intervenuti il pittore Mario Busini per la realizzazione in affresco del nuovo quadrante, sorretti dalla competenza di Pietro Ferraroni e di Achille Leani; il meccanismo interno era stato rivisto dai maestri fabbri, tra cui il Fioretti.

Era diventata una scelta necessaria intervenire di nuovo per rendere pienamente funzionante questa meraviglia artistica e meccanica. Il progetto, approvato dalla competente Soprintendenza, è a firma di Alessandro Maianti che da anni, anche quale componente dell’Associazione “Amici dell’orologio”, ne segue le vicende. Proprio Maianti ha diretto le diverse fasi operative che hanno permesso di portare a terra la parte esterna dell’orologio – li chiamiamo “quadranti” anche se hanno forma sferica - che è stata trasportata in una officina della città. Nei giorni successivi è stato smontato il meccanismo interno che abbisogna di una verifica e di alcuni interventi.

Il lavoro che si presenta è duplice: “rettificare” i diversi meccanismi che in qualche parte erano già stati sostituiti nell’intervento del 1974, così da garantirne per diversi decenni il funzionamento; analizzare lo stato di degrado della componente esterna per definire il trattamento cui verrà sottoposta per una corretta conservazione.

Già ora si possono fare, sulla base di alcune osservazioni macroscopiche, alcune considerazioni.

  • le aste delle lancette sono state realizzate nell’ultimo intervento in acciaio inox, avendo conservato, però, la componente antica relativa ai fregi realizzati in rame sbalzato dorato (sole, dragone, luna);
  • infatti parte del quadrante e i fregi in origine erano dorati, avendo constatato la presenza di lacerti in lamine d’oro;
  • gli ingranaggi in origine erano in bronzo, mentre quelli sostituiti nel ’74 sono in acciaio inox.

La ricerca sui materiali potrà risultare interessante anche in vista di una mostra – studio sui Divizioli – prevista prossimamente: sulla base della composizione si potranno fare raffronti anche per tentare una datazione, poiché la componente esterna dell’orologio del Torrazzo è cambiata nel tempo (Divizioli, Giovanni Battista Natali, Amicino Ravizza, Giuseppe del Col all’inizio del secolo scorso, Mario Busini).

Durante le diverse risalite col braccio meccanico è stato osservato qualche problema relativo allo stemma del Comune e della Cattedrale: si interverrà per motivi di conservazione e di sicurezza.

Per completare le informazioni relative all’orologio, poiché da qualche anno presso l'Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici sono conservati significativi lacerti in carta dei disegni preparatori del quadrante dell’orologio (originale, del Settecento), si è ritenuto di dover conservare questa memoria (alcuni frammenti sono stati ritrovati nel sottotetto dell’abitazione del custode) custodendoli in una scatola lignea con caratteristiche speciali fatta giungere dalla Germania.

Tutti questi lavori, deliberati dal Consiglio della Chiesa Cattedrale per una spesa che si aggira oltre i 40.000 euro, sono sostenuti per circa la metà dal contributo finanziario della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, non dimenticando quanto raccolto in occasione di una “Festa del Torrone” di qualche anno fa: un grazie davvero sentito.

L’auspicio è quello di operare così che l’orologio continui a scandire il tempo operoso di tutti i cremonesi.

mons. Achille Bonazzi
responsabile Ufficio diocesano
per i Beni culturali ecclesiastici

 

 

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