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CREMONA - 16 OTTOBRE

Cittanova gremito per l'incontro
su famiglia e unioni civili
con Carlo Giovanardi promosso
dal Forum delle Ass. Familiari

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Chiaro, efficace, circostanziato, determinato: il sen. Carlo Giovanardi ha convinto il pubblico giunto numeroso la sera di venerdì 16 ottobre a palazzo Cittanova, a Cremona. All'incontro, che ha visto intervenire anche il direttore di "Tempi" Luigi Amicone, erano presenti il vescovo Dante Lafranconi, alcuni politici, molti sacerdoti, tantissime famiglie e giovani. Il tema trattato è stato quello del momento, alquanto spinoso: «La famiglia e le unioni civili nel ddl Cirinnà», trasformatosi peraltro, nel frattempo, nel Cirinnà 2, senza tuttavia con ciò cambiar sostanza.

Contributi audio (mp3):

Lo ha sottolineato, introducendo i lavori, il dottor Paolo Emiliani, presidente del Forum delle Associazioni Familiari provinciale, promotore dell’incontro: «Il “nuovo” testo è sostanzialmente una “copia conforme” del precedente. Si torna così a proporre (o tentare di imporre) un simil-matrimonio per le unioni omosessuali, con tanto di possibilità di adottare i bambini (con la stepchild adoption), con il rischio reale e concreto di poter accedere con facilità a forme di maternità surrogata inaccettabili, oltre che illegali».

Luigi Amicone, direttore del settimanale “Tempi”, altro ospite dell’incontro, ha evidenziato come l’Italia, rispetto a molti altri Paesi occidentali, dimostri una «incalcolata resistenza» ai diktat Lgbt, rivelatisi capaci di creare in gran parte del mondo un «clima di totalitarismo» già visto con i regimi dello scorso secolo, emarginando socialmente chiunque non si adegui, al punto da subordinare gli aiuti ai Paesi del Terzo Mondo al fatto che i loro governi adottino la cosiddetta teoria del gender, definita anche da papa Francesco una forma di «colonizzazione ideologica». «Come detto dal card. Sarah al Sinodo – ha proseguito Amicone – tra il movimento Lgbt e l’Isis vi sono molti punti in comune». Tra cui soprattutto quello di essere «entrambi cristianofobi. Se c’è un debole, oggi in Italia, è la famiglia come soggetto sociale», che paga le tasse e assiste giovani, disoccupati, anziani, malati e chiunque, svolgendo un ruolo estremamente importante, specie in un momento di crisi quale l’attuale.

Il senatore Giovanardi, dal canto suo, ha citato l’art. 29 di quella Costituzione, che riconosce la famiglia «fondata sul matrimonio» specificamente tra uomo e donna, come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 138 del 2010, in cui si precisa come «la norma non prenda in considerazione le unioni omosessuali». Eppure, Giovanardi ha specificato come le cosiddette «unioni civili» siano state pensate proprio come una sorta di “matrimonio” «davanti all’ufficiale civile» e con la garanzia di tutte le fattispecie proprie dell’ambito coniugale.

 

«Giù le mani dai bambini!», ha poi tuonato il sen. Giovanardi nel salone di palazzo Cittanova, con riferimento esplicito alla teoria del gender insegnata sui banchi di scuola fin dalla più tenera età, ciò per cui su input dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) sono stati previsti 200 milioni di euro. Siccome dir queste cose “disturba”, ecco pronto il bavaglio: la proposta di legge Scalfarotto sull’omofobia, i diktat che giungono dall’Onu, dall’Unione Europea, dagli organi istituzionali internazionali, dalle multinazionali, che reggono i mercati: «Dietro i politici» che portano avanti queste teorie si muovono – ha detto il senatore – «lobby potentissime».

Per questo a palazzo Cittanova il Forum ha ospitato la raccolta-firme per una petizione nazionale promossa dal Comitato «Difendiamo i nostri figli», a tutela della famiglia naturale.

Mauro Faverzani

Domenica le Sentinelle in piedi

L'incontro del Cittanova è stato anche occasione per rilanciare la prossima veglia cremonese delle Sentinelle in Piedi.

Anche l’iniziativa di silenziosa protesta che le “Sentinelle in piedi” propongono nel pomeriggio di domenica 18 ottobre, a partire dalle 17, in piazza del Comune, a Cremona, guarda, infatti, al testo sulle unioni civili pronto ad andare in aula al Senato, e che agevolerebbe la pratica dell’utero in affitto tramite la "stepchild adoption".

Anche la città del Torrazzo diventa così teatro di una delle veglie che in queste settimane si stanno svolgendo in diverse città italiane. «Crediamo che ognuno di noi – precisano gli organizzatori – senta il dovere e il bisogno di difendere ciò in cui crede, a partire dalla famiglia e dai bambini. Forse più che mai oggi c’è bisogno di fare sentire la nostra voce, o per meglio dire il silenzio del nostro modo di vegliare. C’è bisogno che ognuno di noi si faccia carico della propria parte e scenda in piazza, consci che nessun altro lo farà per noi e che le veglie sono state una parte importate dei risultati ottenuti fino ad oggi».

Locandina della veglia del 18 ottobre

 

 

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