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2 NOVEMBRE - CREMONA

«Alla fine della vita
saremo giudicati sull'amore»
Il Vescovo Dante al cimitero
ricorda l'importanza
delle opere di misericordia

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Come è tradizione, anche quest’anno il 2 novembre è stata celebrata la Commemorazione del Defunti presso il Civico Cimitero di Cremona. Alle 15 i sacerdoti hanno dato inizio alla liturgia con la processione che ha percorso il viale principale del Cimitero per arrivare ai gradoni del grande monumento dove si è svolto un momento di preghiera e riflessione guidato dal vescovo Lafranconi. Molti sono stati i fedeli che nel pomeriggio hanno visitato le tombe dei loro cari e si sono fermati per partecipare alla celebrazione che si è conclusa con la benedizione dei sepolcri.

Omelia del Vescovo           Photogallery

Dopo il canto di lode, guidato da don Graziano Ghisolfi, è stato proclamato il Vangelo in cui sono elencate le opere di misericordia, brano particolarmente significativo, in vista dell’Anno Santo che a breve verrà inaugurato. Il Vescovo, nella sua omelia, ha infatti ricordato che proprio i gesti di accoglienza e di cura verso i fratelli e le sorelle più bisognose sono quelli che caratterizzano il vero cristiano e aprono al credente la possibilità di contribuire fin da ora alla costruzione del Regno di Dio. Le azioni concrete sono, infatti, la cifra con cui la vita di ognuno verrà giudicata, come ha richiamato anche Papa Francesco, nella bolla di indizione del Giubileo della Misericordia: «Non possiamo sfuggire alle parole del Signore: e in base ad esse saremo giudicati».

Mons. Lafranconi ha sottolineato che anche i cari defunti ci ricordano, nell’intimo del cuore, che la vera strada è proprio quella indicata dalla Parola, che il vero giudizio di Dio sarà fondato sulla carità, sulla misericordia che ognuno avrà saputo mettere in gioco per i fratelli. L’invito è dunque quello di aprire gli occhi alle necessità degli altri, a partire da chi è più prossimo, dal vicino di casa, dal collega di lavoro, a chiunque si rivela bisognoso, non solo materialmente, ma anche nello spirito. A questo prossimo devono essere dedicati gesti di cura, parole di consolazione. In questo modo è possibile far sperimentare a chiunque si incontra la misericordia di Dio, quella perfetta, dalla quale continuamente possiamo attingere.

Il momento di preghiera è continuato con la proclamazione di alcune intercessioni dedicate ai defunti. Il Vescovo, infine, ha benedetto i sepolcri con l'acqua benedetta e il profumo dell'incenso.

 

 

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